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Modica guarda avanti: “Nessun anno sabbatico, voglio tornare subito in pista”

Giacomo Modica non ha alcuna intenzione di fermarsi. Dopo la conclusione dell’esperienza alla guida dell’Hamrun Spartans, il tecnico siciliano classe 1964…

Dopo l’esperienza maltese con l’Hamrun Spartans, Giacomo Modica apre al futuro e non esclude nuove sfide. Il tecnico siciliano, ex Messina, Cavese e Vibonese, resta un profilo di grande esperienza anche per il mercato allenatori.

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Giacomo Modica non ha alcuna intenzione di fermarsi. Dopo la conclusione dell’esperienza alla guida dell’Hamrun Spartans, il tecnico siciliano classe 1964 guarda già avanti e si prepara a valutare nuove proposte. Una carriera lunga, costruita prima al fianco di Zdeněk Zeman e poi da primo allenatore in piazze importanti, che oggi lo consegna ancora al mercato come profilo esperto, riconoscibile e abituato a contesti caldi.

Il nome di Modica resta legato a un’idea di calcio precisa, offensiva, coraggiosa, figlia anche degli anni vissuti accanto a uno dei maestri più iconici del calcio italiano. Ma il suo percorso non si è fermato al ruolo di collaboratore. Da primo allenatore ha guidato realtà come Messina, Cavese e Vibonese, attraversando categorie e ambienti complessi, dove la gestione del gruppo e della pressione pesa quanto l’organizzazione tattica.

L’ultima tappa, in ordine di tempo, è stata quella maltese con l’Hamrun Spartans. Un’avventura terminata da pochi giorni, ma destinata a restare significativa nella carriera dell’allenatore. Modica ha infatti guidato il club in un percorso europeo storico, contribuendo a portare una squadra maltese in una competizione continentale come la Conference League. Un risultato che ha dato visibilità internazionale al club e ha rappresentato una pagina importante anche per il calcio di Malta.

Lo stesso allenatore ha definito l’esperienza all’estero come un passaggio di grande valore umano e professionale. Non soltanto per il risultato sportivo ottenuto, ma anche per l’opportunità di misurarsi con un contesto diverso, con ritmi, abitudini e prospettive differenti rispetto al calcio italiano. Un anno lontano da casa che, secondo Modica, ha permesso di allargare gli orizzonti e di vivere un cammino europeo intenso.

Il tecnico siciliano ha poi dedicato un passaggio anche al momento del calcio italiano. Il quadro tracciato è severo: per Modica il sistema ha bisogno di una rifondazione profonda e di una programmazione più seria. Il riferimento è alla difficoltà del movimento nazionale nel ritrovare continuità e competitività, con la necessità di intervenire non solo sulla prima squadra azzurra, ma sull’intera filiera tecnica e formativa.

In questo senso, il tema riguarda da vicino anche la Serie D e il calcio di base. La quarta serie nazionale resta infatti uno snodo fondamentale per la crescita di calciatori, allenatori e società. È spesso da qui che passano idee, percorsi e ripartenze. Tecnici con esperienza come Modica rappresentano profili capaci di portare metodo, identità e cultura del lavoro in piazze che vogliono costruire qualcosa di solido.

Sul futuro, però, Modica è stato chiaro: nessun anno sabbatico. L’allenatore vuole tornare subito in campo, ma senza accettare qualsiasi proposta. L’obiettivo è scegliere un progetto capace di trasmettere motivazioni, entusiasmo e gratificazione. Dopo tanti anni di panchina, la priorità non è soltanto allenare, ma farlo dentro un contesto serio e stimolante.

Il mercato degli allenatori, tra Serie C, Serie D e campionati esteri, resta in continuo movimento. Modica, forte dell’esperienza maturata e dell’ultima impresa europea, si prepara quindi a rientrare nel giro. Con una certezza: la voglia di calcio è ancora intatta.

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