LANCIANO, CAMBIA TUTTO: NUOVO CDA E TRIPLO COLPO PER LA SERIE D. ARRIVA ANCHE RICCARDO PINZI
La neopromossa abruzzese accelera a poche settimane dall’inizio della stagione: Alberto Carlini resta presidente, Enzo Di Vittorio e Dino D’Alanno diventano vicepresidenti. Sul mercato arrivano Ruben Zagari, Alessio Barone e Riccardo Pinzi, figlio dell’ex nazionale Giampiero. Il Lanciano vuole presentarsi al Girone F con una struttura più forte dentro e fuori dal campo.
Il Lanciano cambia passo.
La società rossonera, tornata in Serie D dopo oltre dieci anni, sta vivendo giorni particolarmente importanti sia sul piano societario sia su quello tecnico.
Mentre la squadra continua la preparazione verso l’inizio della stagione 2026/27, il club ha infatti definito il nuovo Consiglio di amministrazione e contemporaneamente accelerato sul mercato con tre innesti ufficiali.
Ruben Zagari.
Alessio Barone.
Riccardo Pinzi.
Tre profili molto differenti tra loro, ma inseriti all’interno di una strategia precisa: aumentare qualità ed esperienza senza rinunciare alla valorizzazione dei giovani.
Il nome che inevitabilmente attira maggiormente l’attenzione è quello di Pinzi, centrocampista classe 2003 e figlio di Giampiero, storico protagonista dell’Udinese e della Serie A.
Ma il movimento del Lanciano va osservato nel suo insieme.
Perché la società non sta intervenendo soltanto sulla rosa.
Sta rafforzando contemporaneamente anche la propria struttura dirigenziale.
NUOVO CDA: CARLINI RESTA PRESIDENTE
La prima grande novità riguarda l’assetto societario.
Il Lanciano ha formalizzato l’insediamento di una nuova e più ampia compagine sociale, dalla quale è derivata la ridefinizione del Consiglio di amministrazione.
Alberto Carlini è stato confermato presidente con voto unanime.
Accanto a lui entrano nel nuovo CdA Enzo Di Vittorio e Dino D’Alanno, entrambi nel ruolo di vicepresidente.
Un passaggio significativo per una società che deve affrontare il salto dall’Eccellenza alla dimensione nazionale.
La Serie D comporta infatti costi, organizzazione e responsabilità completamente differenti.
Trasferte più lunghe.
Una rosa costruita secondo le regole degli under.
Una struttura tecnica da consolidare.
Gestione dello stadio.
Marketing.
Sponsor.
Settore giovanile.
Per affrontare una stagione del genere non basta costruire una buona squadra.
Serve una società altrettanto organizzata.
MAUSOLEO E ROTONDO RESTANO NEL CLUB
Il nuovo assetto non rappresenta però una rottura totale con quello precedente.
Nicola Mausoleo e Nicola Rotondo, che hanno svolto il ruolo di amministratori negli ultimi dodici mesi, continueranno infatti a far parte della struttura societaria.
Entrambi resteranno operativi con incarichi dirigenziali strategici.
Una scelta che permette al Lanciano di ampliare la propria governance senza disperdere l’esperienza accumulata durante la stagione culminata con la promozione.
È probabilmente questo uno degli aspetti più interessanti dell’intera operazione.
Il club vuole crescere.
Ma vuole farlo attraverso una transizione ordinata.
LANCIANO, IL MERCATO ACCELERA
Parallelamente alla riorganizzazione societaria, il direttore sportivo Luca Leone sta continuando il lavoro di costruzione della squadra affidata ad Andrea Pierantoni.
E nelle ultime ore sono arrivate tre firme importanti.
La prima è quella di Ruben Zagari.
Il difensore classe 2007 arriva in prestito dall’Ascoli.
È cresciuto nei settori giovanili di Reggina e Modena prima di approdare nel club marchigiano, con il quale nell’ultima stagione ha giocato nel campionato Primavera ed è stato più volte aggregato alla prima squadra.
Per il Lanciano rappresenta anche un investimento strategico dal punto di vista regolamentare.
Nella Serie D 2026/27 sarà infatti obbligatorio schierare contemporaneamente un calciatore classe 2006, uno classe 2007 e uno classe 2008.
Avere under già abituati a strutture professionistiche può quindi fare una differenza enorme.
BARONE, DUE ANNI DI CONTRATTO E UNA PROMOZIONE GIÀ VISSUTA
Il secondo rinforzo è Alessio Barone.
Difensore classe 2006, arriva dopo l’esperienza con il Casarano e ha firmato un contratto biennale con il Lanciano.
È un profilo particolarmente interessante perché possiede già esperienza sia in Serie D sia nel professionismo.
Barone è stato infatti protagonista della promozione conquistata dal Casarano nella stagione 2024/25.
Successivamente ha avuto anche la possibilità di confrontarsi con la Serie C, collezionando otto presenze nell’ultima annata.
Può essere utilizzato in diversi ruoli.
Centrale difensivo.
Braccetto.
Terzino destro.
Una duttilità preziosa soprattutto in un campionato nel quale la gestione degli under condiziona inevitabilmente molte scelte tattiche.
Il Lanciano si assicura quindi un giovane che, pur appartenendo alla fascia obbligatoria, possiede già un curriculum superiore rispetto a molti coetanei.
IL NOME CHE ACCENDE LA CURIOSITÀ: RICCARDO PINZI
Il terzo acquisto è quello destinato inevitabilmente ad attirare maggiore attenzione.
Riccardo Pinzi è un nuovo giocatore del Lanciano.
Classe 2003.
Centrocampista.
Figlio di Giampiero Pinzi, ex Udinese, Chievo e nazionale italiana.
Ma il nuovo rossonero possiede già una propria storia calcistica.
È cresciuto nell’Udinese e con la formazione friulana è riuscito anche a esordire in Serie A.
Successivamente ha giocato con Fermana e Pro Vercelli, confrontandosi con il calcio professionistico.
Nell’ultima stagione ha invece vestito la maglia del San Luigi in Serie D.
Il Lanciano prende quindi un giocatore ancora giovane ma già abituato a categorie e ambienti importanti.
PINZI PUÒ DIVENTARE UNA PEDINA IMPORTANTE
Dal punto di vista tattico, Pinzi è un centrocampista capace di occupare diverse posizioni della zona centrale.
È stato utilizzato soprattutto come mezzala, ma possiede caratteristiche che gli permettono di interpretare differenti compiti all’interno della mediana.
Il suo arrivo offre a Pierantoni un’altra soluzione in una zona fondamentale del campo.
In Serie D il centrocampo rappresenta spesso il settore nel quale si decide il controllo delle partite.
Secondi palloni.
Pressione.
Transizioni.
Palle inattive.
Duelli.
Il Lanciano ha scelto un giocatore che conosce anche il calcio professionistico e che arriva in Abruzzo con l’opportunità di trovare continuità.
PIERANTONI È IL PUNTO FERMO DEL PROGETTO
In mezzo a tutte queste novità esiste però una certezza.
Andrea Pierantoni.
Il tecnico protagonista della promozione è stato confermato e il Lanciano ha addirittura prolungato il rapporto fino al 30 giugno 2028.
Un segnale evidente.
La società non considera la promozione come il punto finale di un ciclo.
Vuole costruire qualcosa di più lungo.
Pierantoni rappresenta quindi la continuità tecnica all’interno di una struttura che sta invece aumentando dimensioni e competenze.
Una scelta che può rivelarsi particolarmente importante.
Molte neopromosse, dopo aver cambiato categoria, rivoluzionano completamente squadra e staff.
Il Lanciano ha scelto una strada differente.
Conservare il nucleo vincente.
Premiare l’allenatore.
E aggiungere progressivamente giocatori adatti alla Serie D.
IL GIRONE F È PIENO DI GRANDI PIAZZE
Il contesto nel quale dovrà muoversi il Lanciano sarà tutt’altro che semplice.
I rossoneri sono stati inseriti nel Girone F.
Nel raggruppamento figurano realtà importanti come Ancona, L’Aquila, Teramo, Giulianova, Maceratese e Recanatese.
Ci saranno numerosi derby.
Ci saranno piazze abituate a categorie importanti.
E ci saranno squadre costruite con obiettivi differenti.
Per una neopromossa sarà fondamentale capire immediatamente quale dimensione può avere nel nuovo campionato.
L’errore più pericoloso sarebbe pensare che la qualità mostrata in Eccellenza possa automaticamente essere sufficiente anche in Serie D.
La società sembra averlo capito.
Ed è proprio per questo che il mercato continua.
UNA NEOPROMOSSA CHE NON VUOLE LIMITARSI A PARTECIPARE
Il Lanciano arriva in Serie D dopo una stagione straordinaria.
Ma il club sembra intenzionato a evitare l’effetto appagamento.
Nuovo CdA.
Struttura societaria ampliata.
Pierantoni blindato fino al 2028.
Mercato in continuo movimento.
Under provenienti da settori giovanili professionistici.
Giocatori già abituati alla categoria.
Sono tutti segnali che raccontano una società intenzionata a consolidarsi rapidamente.
Parlare oggi di obiettivi superiori alla salvezza sarebbe prematuro.
Il campo dovrà stabilire il reale valore della squadra.
Ma esiste già una certezza.
Il Lanciano non vuole vivere il ritorno in Serie D come una semplice comparsa.
IL BIONDI TORNA A RESPIRARE CALCIO NAZIONALE
Per la città la stagione 2026/27 avrà inoltre un significato particolare.
Il Lanciano torna nel calcio nazionale dopo oltre un decennio.
Una piazza che ha vissuto anche quattro stagioni consecutive in Serie B ritrova finalmente un campionato interregionale e partite contro società di grande tradizione.
Il club ha investito anche sullo stadio Guido Biondi, intervenendo sulla struttura e sul terreno di gioco.
Un altro segnale di programmazione.
La promozione è stata conquistata.
Adesso bisogna trasformarla in un nuovo punto di partenza.
LANCIANO, IL PROGETTO PRENDE FORMA
Il mercato probabilmente non è ancora terminato.
Mancano settimane importanti prima dell’inizio del campionato e Luca Leone continuerà a valutare le opportunità disponibili.
Ma il disegno comincia a essere evidente.
Società più larga.
Governance ridefinita.
Allenatore confermato a lungo termine.
Giovani provenienti dal professionismo.
Giocatori già pronti per la categoria.
Ruben Zagari aggiunge prospettiva.
Alessio Barone porta esperienza nonostante la giovane età.
Riccardo Pinzi aggiunge tecnica e un curriculum già importante.
Il Lanciano torna in Serie D con entusiasmo.
Ma soprattutto sta cercando di tornarci con una struttura all’altezza.
La promozione appartiene ormai al passato.
Adesso comincia la parte più difficile.
Restare nel calcio nazionale.
E magari iniziare a costruire qualcosa di ancora più grande.