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FASANO, LA BATTAGLIA PER LA SERIE D ENTRA NEL VIVO: RICORSO AFFIDATO ALLO STUDIO GRASSANI

Il club biancazzurro non considera chiusa la partita dopo la mancata ammissione al campionato 2026/27. L’US Città di Fasano ha affidato la gestione del nuovo ricorso allo Studio Legale Grassani e Associati, specializzato in diritto sportivo. Una scelta che conferma la volontà della società di proseguire la battaglia nelle sedi competenti dopo la decisione della Lega Nazionale Dilettanti del 5 agosto. Il caso resta delicatissimo e potrebbe avere conseguenze sull’assetto già definito della nuova Serie D.

Il Fasano non si arrende.

A sei giorni dalla decisione che ha escluso il club biancazzurro dalla Serie D 2026/27, la società ha compiuto un nuovo e significativo passo nella battaglia per provare a riottenere l’ammissione al massimo campionato dilettantistico.

La dirigenza ha infatti conferito ufficialmente il mandato allo Studio Legale Grassani e Associati per seguire il ricorso contro il provvedimento di esclusione.

Una decisione che alza inevitabilmente il livello della vicenda.

Il Fasano aveva già annunciato di voler utilizzare tutte le possibilità consentite dall’ordinamento sportivo e adesso ha individuato nella struttura guidata dall’avvocato Mattia Grassani il riferimento legale per costruire la propria strategia.

IL FASANO AFFIDA IL RICORSO A GRASSANI

La posizione del club resta molto chiara.

La società ritiene di avere argomentazioni da sottoporre agli organi competenti e vuole portare avanti il procedimento fino all’ultimo passaggio possibile.

Per questo è stato scelto uno studio particolarmente conosciuto nel diritto sportivo italiano.

Mattia Grassani ha seguito negli anni numerosi procedimenti federali e controversie riguardanti società professionistiche e dilettantistiche.

Per il Fasano significa affidare una vicenda estremamente complessa a professionisti specializzati proprio nei contenziosi sportivi.

La società considera evidentemente la possibilità del ricorso ancora concreta e non vuole lasciare nulla al caso.

COSA HA DECISO LA LND IL 5 AGOSTO

Per comprendere il nuovo scenario bisogna tornare alla decisione pubblicata dalla Lega Nazionale Dilettanti il 5 agosto.

Il Consiglio Direttivo aveva respinto il precedente ricorso del Città di Fasano contro la decisione negativa della Co.Vi.So.D. del 16 luglio relativa all’ammissione al campionato di Serie D 2026/27.

Nel deliberato erano stati indicati diversi elementi ritenuti decisivi.

Tra questi, il mancato perfezionamento nei termini previsti di alcuni adempimenti economici collegati all’iscrizione e la situazione relativa alle posizioni di alcuni tesserati.

Uno dei punti indicati dalla LND riguardava la quota di iscrizione.

Secondo quanto riportato nel provvedimento, il pagamento non risultava pervenuto entro i termini considerati validi ai fini dell’ammissione.

LA TASSA DI RICORSO E IL TERMINE DEL 23 LUGLIO

Il deliberato affrontava anche la questione della tassa di ricorso.

La LND ha indicato come termine perentorio il 23 luglio 2026.

La tassa, secondo la ricostruzione contenuta nel provvedimento, risultava invece versata il 5 agosto.

Un elemento che il Consiglio Direttivo ha considerato tardivo.

La società aveva prodotto documentazione bancaria relativa agli ordini di bonifico, ma la valutazione conclusiva degli organi competenti non è stata favorevole.

È proprio l’interpretazione complessiva di questi passaggi che diventa adesso centrale nella nuova battaglia legale.

IL CASO FALZERANO E SALZANO

La vicenda comprende inoltre le posizioni di Marcello Falzerano e Aniello Salzano.

Nel provvedimento della Lega viene riportato che il Fasano aveva prodotto documentazione relativa a due liberatorie.

Successivamente, però, i legali dei due calciatori avevano trasmesso comunicazioni nelle quali veniva sostenuto che quelle liberatorie non fossero state sottoscritte dai rispettivi assistiti.

La documentazione riguardante Falzerano aveva inoltre evidenziato una differenza tra l’importo indicato in un ordine di bonifico e il credito complessivamente rivendicato dal calciatore.

Secondo la ricostruzione della LND, gli ordini di pagamento risultavano inoltre successivi alla scadenza del 23 luglio e le somme non risultavano accreditate entro il termine richiesto.

Sono proprio questi aspetti tecnici e documentali che rendono il caso particolarmente articolato.

LA COVISOD AVEVA CAMBIATO VALUTAZIONE

Esiste anche un altro passaggio importante.

In una prima fase, sulla base della documentazione inizialmente prodotta dal Fasano, la Co.Vi.So.D. aveva espresso un parere favorevole all’accoglimento del ricorso.

Successivamente, dopo l’acquisizione di ulteriore documentazione e delle comunicazioni provenienti dai legali dei calciatori interessati, la valutazione era cambiata.

Nella riunione del 3 agosto la Co.Vi.So.D. aveva quindi espresso parere negativo.

Due giorni più tardi è arrivata la decisione definitiva del Consiglio Direttivo LND di non ammettere il Fasano alla Serie D 2026/27.

È proprio su questa sequenza che il nuovo pool legale dovrà lavorare.

LA SERIE D È GIÀ STATA PORTATA A 162 SQUADRE

Nel frattempo la Lega Nazionale Dilettanti ha completato l’organico del campionato.

Dopo le esclusioni e le mancate iscrizioni si erano create sei vacanze.

Sono state quindi ammesse attraverso ripescaggio Lascaris, Castellanzese, Fiorenzuola, Derthona, Grassina e Tropical Coriano.

L’organico è così tornato alle 162 società previste.

Successivamente sono stati pubblicati anche i nove gironi e, il 10 agosto, i calendari ufficiali della stagione 2026/27.

Il campionato, quindi, dal punto di vista organizzativo sta procedendo normalmente.

Ed è proprio questo che rende ancora più delicato l’eventuale contenzioso del Fasano.

COSA POTREBBE ACCADERE IN CASO DI ACCOGLIMENTO

Al momento sarebbe sbagliato anticipare conseguenze che dipenderanno esclusivamente dagli organi competenti.

Il Fasano oggi non è iscritto alla Serie D.

I gironi sono ufficiali.

I calendari sono ufficiali.

L’organico è composto da 162 società.

Soltanto un eventuale provvedimento favorevole al club pugliese potrebbe aprire uno scenario differente.

In quel caso spetterebbe agli organismi federali stabilire modalità e conseguenze dell’eventuale reintegro.

Fare oggi ipotesi su esclusioni di altre società, modifiche dei gironi o calendari sarebbe quindi prematuro.

La certezza è soltanto una:

il Fasano ha deciso di continuare la propria battaglia.

IL CLUB AVEVA GIÀ ANNUNCIATO IL NUOVO RICORSO

Nei giorni successivi alla decisione del 5 agosto la società aveva cercato di frenare le indiscrezioni relative a un possibile abbandono della vicenda.

Il club aveva spiegato di avere a disposizione trenta giorni dalla pubblicazione del comunicato sulle società non ammesse per presentare il nuovo ricorso e aveva anticipato l’intenzione di procedere probabilmente già nel corso della settimana successiva.

Contestualmente erano stati sospesi gli allenamenti.

La società aveva inoltre lasciato libertà ai calciatori di valutare eventuali nuove destinazioni, proprio perché non era possibile prevedere né i tempi né l’esito della procedura.

Ora arriva il passaggio che conferma definitivamente quelle intenzioni.

IL FASANO NON CONSIDERA CHIUSA LA STAGIONE

La scelta dello Studio Grassani rappresenta quindi molto più di una semplice comunicazione formale.

È il segnale che la proprietà vuole ancora provare a riaprire una situazione che, dal punto di vista strettamente sportivo, sembrava ormai definita.

Il Fasano era reduce da una stagione importante.

Aveva conquistato i playoff del Girone H e stava preparando un nuovo progetto tecnico prima che emergessero i problemi relativi all’iscrizione.

Nel giro di poche settimane il club è passato dalla costruzione della stagione 2026/27 all’incertezza totale sul proprio futuro sportivo.

Adesso comincia una nuova fase.

Non più sul mercato.

Non sul campo.

Ma davanti agli organismi chiamati a valutare il ricorso.

UNA VICENDA CHE RIGUARDA TUTTA LA SERIE D

Il caso Fasano non interessa soltanto la società pugliese.

La Serie D ha già costruito il proprio assetto definitivo.

162 squadre.

Nove gironi da diciotto.

Calendari pubblicati.

Campionato al via il 6 settembre.

Qualsiasi eventuale sviluppo favorevole al Fasano richiederebbe quindi valutazioni organizzative da parte degli organi federali.

Per questo il procedimento verrà seguito con grande attenzione anche dalle altre società.

Il punto, però, resta uno.

L’esclusione del 5 agosto non ha messo fine alla battaglia biancazzurra.

Il Fasano ha scelto la propria strada.

Ha conferito il mandato allo Studio Legale Grassani e Associati e prepara il nuovo ricorso.

La Serie D è già pronta a partire.

Il Fasano, invece, prova ancora a rientrarci.
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Autore

Raffaele Falanga scrive per Pianeta Serie D e segue notizie, mercato, comunicati e approfondimenti sul calcio dilettantistico nazionale.