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PRO PATRIA, RIVOLUZIONE DA SERIE C: SABATINI, NUOVA PROPRIETÀ E ZIRONELLI PER IL RITORNO IMMEDIATO TRA I PRO

La Pro Patria ha reagito alla retrocessione costruendo uno dei progetti più ambiziosi della nuova Serie D. Estrella Football Group è entrato come socio di maggioranza, Rosanna Zema è la nuova presidente e Walter Sabatini rappresenta la figura di riferimento dell’area sportiva al fianco del direttore Giovanni Giovanditti. In panchina c’è Mauro Zironelli, mentre il mercato ha già portato giocatori con esperienze importanti come Bruno Barranco, Paolo Cannistrà, Biagio Morrone e Michele Forchignone. Anche il campo sta rispondendo: vittorie nei primi test contro Imperia e Gozzano. Il 23 agosto arriverà la Varesina in Coppa Italia, poi il 6 settembre l’esordio allo Speroni contro l’Oltrepò.

La Pro Patria non vuole semplicemente disputare la Serie D.

Vuole uscirne.

La retrocessione dal professionismo avrebbe potuto aprire una fase di ridimensionamento, soprattutto dopo settimane nelle quali il futuro societario del club di Busto Arsizio era apparso tutt’altro che semplice.

È accaduto praticamente il contrario.

Nuova proprietà.

Nuova presidenza.

Nuovo allenatore.

Nuova struttura sportiva.

E soprattutto un nome che in quarta serie sembra quasi fuori categoria:

Walter Sabatini.

ESTRELLA FOOTBALL GROUP NUOVO SOCIO DI MAGGIORANZA

La trasformazione parte dalla società.

Estrella Football Group è entrato nella Pro Patria come nuovo socio di maggioranza e ha presentato un progetto costruito attorno a quattro direttrici principali:

stabilità economico-finanziaria;

valorizzazione dei giovani;

modernizzazione delle infrastrutture;

coinvolgimento del territorio.

Non un investimento presentato come semplice operazione finanziaria.

I rappresentanti di Estrella hanno spiegato di voler partecipare direttamente alla crescita e alla vita quotidiana del club.

E sul piano sportivo il messaggio pronunciato durante la presentazione è stato particolarmente netto:

si parte con l’ambizione di vincere.

Per una squadra appena retrocessa significa mettere subito pressione positiva sul nuovo corso.

La Serie D non viene considerata una dimensione nella quale stabilizzarsi.

È una categoria dalla quale provare a ripartire.

ROSANNA ZEMA ALLA PRESIDENZA

A rappresentare istituzionalmente il nuovo progetto sarà Rosanna Zema.

Una figura già legata alla storia recente della Pro Patria e soprattutto profondamente connessa all’ambiente bustocco.

La nuova presidente ha insistito fin dalla presentazione sulla necessità di recuperare il rapporto con la tifoseria dopo una stagione particolarmente difficile.

Non soltanto risultati.

La nuova Pro Patria vuole riportare gente allo Speroni.

Ricreare entusiasmo.

Restituire credibilità alla società.

E ricostruire un’identità che negli ultimi mesi era stata inevitabilmente indebolita dalle difficoltà sportive e societarie.

POI ARRIVA IL COLPO IMPENSABILE: WALTER SABATINI

La vera operazione capace di trasformare la percezione nazionale del progetto è però quella legata a Walter Sabatini.

L’ex dirigente di Lazio, Palermo, Roma, Inter, Bologna, Sampdoria e Salernitana ha deciso di ripartire dalla Serie D.

Proprio dalla Pro Patria.

Non una società qualsiasi nella sua storia personale.

Sabatini aveva infatti concluso la propria carriera da calciatore a Busto Arsizio nella stagione 1983/84, totalizzando 29 presenze e tre reti con i tigrotti.

Quarantadue anni dopo torna nello stesso club.

Questa volta dietro una scrivania.

NON SARÀ UNA FIGURA SOLTANTO ISTITUZIONALE

È probabilmente questo l’aspetto maggiormente importante.

L’arrivo di Sabatini non deve essere interpretato come un semplice nome prestigioso utilizzato per aumentare visibilità.

Il club gli ha assegnato un ruolo apicale e lo considera una figura centrale nella costruzione del progetto sportivo.

Sabatini lavora quotidianamente a stretto contatto con l’area tecnica.

Studia i giocatori.

Segue gli allenamenti anche da remoto.

Partecipa alle valutazioni di mercato.

Si confronta con il direttore sportivo Giovanni Giovanditti e con la dirigenza.

La Serie D avrà quindi realmente uno degli uomini mercato più conosciuti del calcio italiano dentro una delle proprie società.

SABATINI HA GIÀ CAMBIATO LA PERCEZIONE DEL CLUB

Il suo peso può diventare importante anche senza realizzare direttamente ogni trattativa.

Nel mercato conta la credibilità.

Conta il rapporto con procuratori e società.

Conta la capacità di convincere un giocatore che possiede possibilità in categorie superiori ad accettare un determinato progetto.

E pochi dirigenti italiani possiedono una rete di rapporti paragonabile a quella costruita da Sabatini in decenni di calcio ai massimi livelli.

Per una squadra di Serie D è un vantaggio difficilmente quantificabile.

La Pro Patria non diventa automaticamente favorita perché ha Walter Sabatini.

Ma può entrare in trattative nelle quali normalmente una società di quarta serie avrebbe molte più difficoltà.

GIOVANDITTI RESTA L’UOMO OPERATIVO DEL MERCATO

La struttura delle responsabilità resta comunque definita.

Il direttore sportivo è Giovanni Giovanditti.

È lui una delle figure che hanno lavorato direttamente alla costruzione della nuova Pro Patria e proprio Giovanditti ha avuto un ruolo determinante nel convincere Sabatini a entrare nel progetto.

I primi contatti tra i due risalgono all’inizio di luglio.

Poi gli incontri.

I viaggi a Roma.

Il coinvolgimento della proprietà.

Fino all’accordo definitivo.

Una collaborazione che oggi consegna alla Pro Patria una coppia decisamente particolare per la Serie D:

un direttore giovane e operativo affiancato da uno dei dirigenti con maggiore esperienza nel calcio italiano.

ZIRONELLI PER TRASFORMARE IL PROGETTO IN UNA SQUADRA

Sul campo la responsabilità appartiene invece a Mauro Zironelli.

L’allenatore ha firmato fino al 30 giugno 2027, con opzione per la stagione successiva.

Anche questa è una scelta che racconta ambizione.

Zironelli conosce il professionismo e soprattutto conosce perfettamente la strada che collega Serie D e Serie C.

Con il Mestre aveva già costruito una squadra capace di conquistare la promozione tra i professionisti.

Adesso gli viene chiesto di provare a ripetere quel percorso in una piazza molto più pesante dal punto di vista delle aspettative.

IL MERCATO È PARTITO DA BRUNO BARRANCO

Il primo riferimento offensivo scelto dal nuovo progetto è stato Bruno Barranco.

Attaccante argentino classe 1997, conosce profondamente la Serie D italiana.

Stresa Vergante.

Albenga.

Folgore Caratese.

Reggina.

Fasano.

Esperienze che gli hanno permesso di attraversare gironi completamente differenti e conoscere le difficoltà della categoria.

È un acquisto che racconta bene la filosofia iniziale.

Non soltanto curriculum professionistici.

Anche giocatori che sappiano esattamente cosa significhi affrontare la quarta serie ogni domenica.

CANNISTRÀ PORTA ANCHE UN ESORDIO IN SERIE A

In difesa è arrivato Paolo Cannistrà, classe 2000.

Il centrale è cresciuto nei settori giovanili di Catanzaro e SPAL e con la società ferrarese è riuscito anche a debuttare in Serie A.

Successivamente ha costruito esperienza in Serie C con Cavese, Piacenza, Bra e Giana Erminio, oltre alle stagioni disputate in Serie D.

Un giocatore quindi ancora giovane, ma già formato attraverso diversi livelli del calcio nazionale.

Per Zironelli significa poter lavorare con un difensore che unisce fisicità, esperienza professionistica e conoscenza della categoria.

MORRONE DAL VIVAIO JUVENTUS ALLA PRO PATRIA

Altro innesto particolarmente interessante è Biagio Morrone.

Centrocampista classe 2000.

Cresciuto nella Juventus.

Debutto nel professionismo con la seconda squadra bianconera.

Poi Rieti, Foggia, Monopoli, Recanatese e Turris in Serie C.

Nel suo percorso figura anche un passaggio alla Salernitana in Serie B, mentre l’ultima esperienza è stata con la Nocerina.

Un profilo che difficilmente può essere considerato un semplice acquisto di categoria.

A 26 anni arriva a Busto Arsizio nel pieno della maturità calcistica e con un bagaglio già significativo.

FORCHIGNONE ARRIVA DA UN CAMPIONATO VINTO

Davanti è stato inserito anche Michele Forchignone.

Classe 2003.

Settore giovanile del Sassuolo.

Catania.

Siracusa.

Folgore Caratese.

Proprio con quest’ultima ha appena conquistato il campionato di Serie D realizzando sei reti.

È un dettaglio importante.

La Pro Patria sta inserendo nello spogliatoio anche giocatori che sanno concretamente cosa significhi arrivare primi dopo trentaquattro giornate.

Una promozione non si costruisce soltanto con il talento.

Serve reggere settimane di pressione.

Vincere partite sporche.

Gestire momenti negativi.

Forchignone ha appena attraversato esattamente quel tipo di stagione.

ANCHE LE STRUTTURE STANNO CAMBIANDO

La nuova proprietà non si sta muovendo esclusivamente attraverso il mercato.

Allo stadio Carlo Speroni sono già iniziati alcuni interventi di restyling.

La prima fase ha riguardato sala stampa e spogliatoi, con lavori destinati a migliorare l’immagine e la funzionalità delle strutture utilizzate quotidianamente dalla squadra.

Può sembrare un dettaglio minore rispetto all’arrivo di un giocatore.

In realtà racconta la profondità del progetto.

Una società che vuole tornare stabilmente tra i professionisti deve lavorare contemporaneamente su campo e organizzazione.

Non soltanto costruire undici titolari.

DUE TEST, DUE VITTORIE

Anche il campo ha cominciato a fornire le prime risposte.

La Pro Patria ha superato 2-1 l’Imperia il 9 agosto.

Tre giorni più tardi è arrivato il 3-1 contro il Gozzano.

Amichevoli.

Nessun punto.

Nessuna classifica.

Ma per una squadra completamente rinnovata vincere i primi due test contro avversarie della stessa categoria rappresenta comunque un segnale incoraggiante.

Zironelli sta costruendo nuovi meccanismi con giocatori che in molti casi hanno iniziato a lavorare insieme soltanto da poche settimane.

Il risultato principale di agosto resta quindi creare una squadra.

IL 23 AGOSTO ARRIVA SUBITO PRO PATRIA-VARESINA

La prima verifica vera è ormai vicinissima.

Domenica 23 agosto allo Speroni arriverà la Varesina nel turno preliminare della Coppa Italia Serie D.

Una partita che ha già il sapore del campionato.

Stesso territorio.

Stesso girone.

Due squadre profondamente rinnovate e costruite con ambizioni importanti.

Gara secca.

Il primo risultato della stagione che avrà conseguenze reali.

Dal 23 agosto finirà quindi il calcio delle semplici valutazioni.

IL 6 SETTEMBRE L’OLTREPÒ ALLO SPERONI

Due settimane più tardi inizierà il campionato.

La prima giornata del Girone D è fissata per domenica 6 settembre alle ore 15.

La Pro Patria debutterà davanti al proprio pubblico contro l’Oltrepò.

Alla seconda giornata arriverà la trasferta sul campo del Pontedera.

Poi un calendario ricchissimo di derby e sfide contro società di grande tradizione.

Il 20 dicembre, ultima giornata del girone d’andata, arriverà anche uno degli appuntamenti maggiormente attesi:

Pro Patria-Varese.

IL GIRONE D È UNA PICCOLA SERIE C

La concorrenza sarà fortissima.

Pistoiese.

Pro Sesto.

Varese.

Pontedera.

Varesina.

Pavia.

Lentigione.

Solbiatese.

Castellanzese.

Numerose società possiedono passato professionistico, strutture importanti e organici costruiti per stare davanti.

La Pro Patria non avrà quindi nessuna scorciatoia.

Il nome di Walter Sabatini non assegna punti.

La nuova proprietà non assegna punti.

I curriculum dei giocatori non assegnano punti.

Servirà trasformare tutto in rendimento.

MA LA PRO PATRIA HA CAMBIATO COMPLETAMENTE DIMENSIONE

Ed è questo probabilmente il dato più interessante dell’intera estate biancoblù.

Pochi mesi fa il club retrocedeva dalla Serie C e viveva settimane di incertezza societaria.

Oggi presenta:

Estrella Football Group come nuovo socio di maggioranza.

Rosanna Zema presidente.

Giovanni Giovanditti nell’area sportiva.

Walter Sabatini come figura di riferimento.

Mauro Zironelli in panchina.

E un mercato che ha già inserito diversi giocatori con esperienza professionistica e campionati di Serie D alle spalle.

La nuova proprietà ha parlato apertamente di vittoria.

Sabatini ha riportato una frase che fotografa perfettamente l’idea costruita a Busto Arsizio:

la Pro Patria non vuole sentirsi definita dalla categoria nella quale si trova oggi.

Il messaggio è chiaro.

La Serie D deve essere una fase della ricostruzione, non il nuovo domicilio del club.

Il 23 agosto arriverà la Varesina.

Il 6 settembre l’Oltrepò.

Da quel momento finirà l’estate delle grandi firme e delle dichiarazioni.

E comincerà la vera missione di Walter Sabatini, Zironelli e della nuova proprietà: riportare la Pro Patria nel professionismo

Autore

Raffaele Falanga scrive per Pianeta Serie D e segue notizie, mercato, comunicati e approfondimenti sul calcio dilettantistico nazionale.