SIRACUSA, LA SERIE D PARTE DA -7: SERVONO SETTE PUNTI SOLO PER TORNARE A ZERO, CACCIOLA CHIAMA ALLA RISCOSSA
Il Siracusa inizierà il Girone I con una montagna già da scalare. La penalizzazione di sette punti inflitta dal Tribunale Federale Nazionale sarà scontata nella stagione 2026/27 e significa che gli azzurri dovranno conquistare sette punti soltanto per riportare virtualmente il proprio bilancio a quota zero. Il procedimento successivo discusso il 4 agosto si è invece chiuso con un’ammenda di 11mila euro e senza ulteriori punti sottratti. Gaspare Cacciola non vuole però trasformare il -7 in un alibi: la squadra ha iniziato la preparazione più tardi rispetto alle concorrenti, il mercato resta aperto e il tecnico chiede una partenza immediatamente aggressiva. Il 23 agosto il primo test ufficiale contro il Modica, mentre il 6 settembre al De Simone arriverà l’Athletic Palermo per una prima giornata che avrà già un peso enorme. (FIGC)
Il Siracusa inizierà il prossimo campionato con una classifica diversa da quella delle altre diciassette squadre del Girone I.
Quando il 6 settembre verrà disputata la prima giornata, tutte partiranno da zero.
Gli azzurri no.
Siracusa: -7.
Non è un dettaglio amministrativo destinato a essere dimenticato dopo poche settimane. È una penalizzazione che può condizionare strategia, pressione e gestione dell’intera stagione.
Perché prima ancora di cominciare a inseguire Reggina, Trapani, Nissa e le altre società costruite per stare in alto, il Siracusa dovrà recuperare terreno che le concorrenti non hanno mai dovuto perdere.
IL -7 È DA SCONTARE NELLA SERIE D 2026/27
La sanzione nasce dalle violazioni amministrative contestate durante la precedente stagione professionistica.
Il 28 maggio 2026 il Tribunale Federale Nazionale ha inflitto al Siracusa sette punti di penalizzazione da scontare nella prima stagione sportiva utile successiva. Con la retrocessione e l’iscrizione alla Serie D, quella stagione è proprio la 2026/27. (FIGC)
Il dato va distinto dagli undici punti complessivamente scontati dagli azzurri durante l’ultima Serie C, derivanti da precedenti procedimenti.
Quelli appartengono alla stagione passata.
I sette punti del provvedimento di maggio accompagneranno invece la nuova Serie D.
Ed è proprio questa distinzione a rendere particolarmente complicato il tentativo di ripartenza.
IL PROCEDIMENTO DI AGOSTO NON HA AGGIUNTO ALTRI PUNTI
Durante luglio era emersa inoltre la possibilità che un nuovo deferimento potesse aggravare ulteriormente la situazione.
Il procedimento è arrivato davanti al Tribunale Federale Nazionale il 4 agosto.
La decisione ha però prodotto una conseguenza esclusivamente economica: 11mila euro di ammenda alla società, senza un’ulteriore penalizzazione in classifica. (FIGC Files)
Questo permette almeno di fotografare con maggiore chiarezza il punto di partenza.
Allo stato attuale il Siracusa deve prepararsi a cominciare il campionato con sette punti da recuperare.
Non di più.
Ma neppure di meno.
SERVONO DUE VITTORIE E UN PAREGGIO SOLTANTO PER TORNARE A ZERO
Il modo più semplice per comprendere il peso della penalizzazione è trasformarla in risultati.
Sette punti equivalgono a:
due vittorie e un pareggio.
Se il Siracusa conquistasse sette punti nelle prime tre giornate, una partenza che normalmente verrebbe considerata eccellente, si ritroverebbe virtualmente soltanto a quota zero.
Con tre vittorie consecutive arriverebbe a due punti effettivi in classifica.
È questo il vero significato sportivo della sanzione.
Gli azzurri saranno costretti a correre immediatamente.
Non perché il campionato si decida a settembre, ma perché perdere ulteriore terreno potrebbe creare rapidamente un distacco difficile da recuperare.
CACCIOLA: LA PENALIZZAZIONE DEVE DIVENTARE ENERGIA
Gaspare Cacciola ha affrontato direttamente l’argomento nelle ultime ore.
Il tecnico non vuole che la squadra utilizzi il -7 come giustificazione per eventuali difficoltà iniziali e ha indicato una linea mentale molto precisa: trasformare la penalizzazione in energia e partire forte indipendentemente dal nome dell’avversario. (La Sicilia)
È probabilmente l’unico approccio possibile.
Una squadra che entra in campo pensando continuamente ai sette punti già persi rischia di trasformare ogni pareggio in un fallimento e ogni sconfitta in una piccola crisi.
Cacciola deve invece convincere il gruppo a ragionare partita dopo partita.
Il problema è che il calendario non concede molto tempo per costruire questa mentalità.
LA PREPARAZIONE È COMINCIATA PIÙ TARDI DELLE CONCORRENTI
Il Siracusa ha iniziato ufficialmente il lavoro della stagione 2026/27 il 3 agosto al Nicola De Simone.
Quando gli azzurri hanno effettuato il primo allenamento, molte concorrenti lavoravano già da diversi giorni o addirittura settimane. (Facebook)
Lo stesso Cacciola ha riconosciuto la difficoltà.
La squadra è stata costruita rapidamente e lo staff ha dovuto intervenire contemporaneamente su preparazione atletica, principi tattici e formazione del gruppo.
Il tecnico ha spiegato che all’inizio esisteva praticamente pochissimo su cui lavorare e che in pochi giorni è stata creata una prima base.
Adesso serve accelerare.
IL MERCATO NON È CHIUSO
La costruzione dell’organico prosegue parallelamente agli allenamenti.
L’11 agosto è arrivato Mbaba Ndiaye, attaccante senegalese classe 2000 che conosce già profondamente la Serie D grazie alle esperienze con Acireale, Nola, Chions e Foggia.
Con il Foggia ha conosciuto anche la Serie C, mentre all’estero ha giocato nella massima divisione albanese con il Vllaznia e nella seconda serie svedese. (Facebook)
Non dovrebbe però essere l’ultima operazione.
Cacciola ha confermato che società e area tecnica continuano a monitorare il mercato e che qualcosa potrà ancora essere aggiunto alla rosa. (La Sicilia)
Il Siracusa deve trovare un equilibrio delicatissimo: completare la squadra senza perdere ulteriore tempo nella costruzione degli automatismi.
IL 23 AGOSTO ARRIVA GIÀ IL MODICA
La prima partita ufficiale è ormai vicina.
23 agosto 2026: Siracusa-Modica.
Turno preliminare della Coppa Italia Serie D.
Derby siciliano.
Gara secca. (Comunicati LND)
La Coppa non modifica naturalmente la penalizzazione del campionato, ma può diventare importantissima per Cacciola.
È la prima occasione nella quale la squadra dovrà giocare sapendo che il risultato produce una conseguenza reale.
Vincere significa passare il turno.
Perdere significa essere eliminati.
Per una formazione costruita in poche settimane può essere il test ideale per comprendere a quale punto sia arrivato il lavoro.
POI L’ATHLETIC PALERMO ALLA PRIMA DI CAMPIONATO
Il vero momento della verità arriverà domenica 6 settembre.
Il calendario ha assegnato al Siracusa l’esordio casalingo contro l’Athletic Palermo. (Pianeta Siracusa)
Non un avversario qualsiasi.
L’Athletic arriva da una stagione conclusa nella parte alta del Girone I e rappresenta una delle società che hanno già dimostrato di poter competere con continuità nella categoria.
Il Siracusa partirà quindi dal De Simone, davanti al proprio pubblico, ma con una pressione molto particolare.
Una vittoria non significherebbe semplicemente tre punti.
Significherebbe passare da -7 a -4.
POI VIBONESE E GELA: TRE PARTITE IN DIECI GIORNI
Il calendario iniziale rende la rincorsa ancora più interessante.
Dopo Siracusa-Athletic Palermo del 6 settembre arriverà:
13 settembre: Vibonese-Siracusa.
Poi immediatamente il primo turno infrasettimanale:
16 settembre: Siracusa-Gela.
Tre partite nei primi dieci giorni di campionato. (Pianeta Siracusa)
È facile comprendere perché Cacciola chieda una squadra pronta immediatamente.
Con sette punti di penalizzazione non esiste la possibilità di utilizzare settembre come un mese di preparazione prolungata.
Il Siracusa deve cominciare a raccogliere.
CINQUE GIORNATE ENTRO IL 27 SETTEMBRE
La sequenza continua.
20 settembre: Digiesse Praiatortora-Siracusa.
27 settembre: Siracusa-Modica. (Pianeta Siracusa)
Cinque partite nel primo mese.
Quindici punti disponibili.
Il Siracusa dovrà utilizzarli innanzitutto per cancellare il deficit.
Immaginiamo una partenza da dieci punti nelle prime cinque giornate.
Per una squadra normale significherebbe essere probabilmente nelle zone alte.
Per gli azzurri significherebbe presentarsi a ottobre con tre punti effettivi.
È una differenza enorme.
IL GIRONE I NON ASPETTERÀ IL SIRACUSA
Ed è proprio questo il problema principale.
Mentre gli azzurri proveranno a recuperare il -7, le concorrenti continueranno naturalmente ad accumulare punti.
Reggina.
Trapani.
Nissa.
Vibonese.
Vigor Lamezia.
Athletic Palermo.
Gela.
Nuova Igea Virtus.
Un raggruppamento pieno di società che durante l’estate hanno lavorato per costruire organici competitivi.
Il Siracusa non potrà quindi ragionare semplicemente sul momento nel quale arriverà a quota zero.
Dovrà contemporaneamente evitare che le avversarie dirette scappino troppo lontano.
LA PRESSIONE SARÀ SOPRATTUTTO MENTALE
Sette punti possono essere recuperati.
In trentaquattro giornate esistono abbastanza partite per farlo.
Ma il problema può diventare psicologico.
Una squadra che conquista una vittoria e continua a vedersi sotto zero in classifica deve possedere grande equilibrio.
Lo stesso vale per i tifosi.
Bisognerà evitare di giudicare ogni giornata osservando esclusivamente la posizione formale.
Per alcune settimane la classifica del Siracusa racconterà necessariamente una realtà distorta dalla penalizzazione.
Cacciola dovrà proteggere il gruppo proprio da questo.
IL SIRACUSA DEVE COSTRUIRE UNA CLASSIFICA PARALLELA
Un metodo può essere quello di guardare contemporaneamente due classifiche.
Quella ufficiale.
E quella dei punti realmente conquistati sul campo.
Serve soprattutto per valutare correttamente il rendimento della squadra.
Se dopo dieci giornate gli azzurri avranno conquistato venti punti sul terreno di gioco, la classifica ufficiale ne mostrerà tredici.
Ma il rendimento reale resterà quello di una squadra da due punti di media.
È su questo tipo di analisi che società e staff dovranno probabilmente costruire la propria valutazione interna.
DA -7 A POSSIBILE OUTSIDER: DIPENDERÀ TUTTO DALLA PARTENZA
La penalizzazione cambia anche la posizione del Siracusa nelle gerarchie iniziali del Girone I.
Senza il -7, una piazza di questo peso e con esperienza recente nel professionismo sarebbe inevitabilmente inserita tra le squadre maggiormente osservate.
Con sette punti da recuperare, la prospettiva cambia.
Gli azzurri diventano una variabile difficilissima da leggere.
Una partenza fortissima potrebbe riportarli rapidamente dentro la corsa importante.
Un settembre complicato potrebbe invece costringerli a inseguire per mesi.
Ed è per questo che le prime cinque giornate valgono probabilmente molto più per il Siracusa che per qualsiasi altra squadra del girone.
IL -7 NON È PIÙ UN’INCERTEZZA: È IL PUNTO DA CUI PARTIRE
Durante l’estate il Siracusa ha vissuto settimane nelle quali era difficile persino capire quale sarebbe stato il quadro disciplinare definitivo.
Oggi almeno questa parte appare più chiara.
La penalizzazione da scontare è di sette punti.
Il procedimento del 4 agosto si è concluso attraverso una multa e non ha aggiunto nuove sottrazioni in classifica. (FIGC Files)
Gaspare Cacciola conosce quindi esattamente il terreno dal quale deve partire.
Meno sette.
PRIMA IL MODICA, POI COMINCIA LA RINCORSA
Il 23 agosto arriverà la Coppa Italia.
Siracusa-Modica.
Una settimana per capire a quale punto sia arrivata la squadra.
Poi il 6 settembre inizierà la corsa vera.
Athletic Palermo al De Simone.
Il Siracusa avrà trentaquattro giornate per provare a costruire il proprio campionato.
Ma le prime settimane saranno completamente differenti rispetto a quelle delle concorrenti.
Gli altri giocheranno per mettere punti in classifica. Il Siracusa, almeno inizialmente, giocherà anche per cancellare un debito sportivo già scritto prima del primo calcio d’inizio.
Servono sette punti soltanto per tornare a zero.
Gaspare Cacciola ha scelto di trasformare quella montagna in motivazione.
La Serie D del Siracusa comincia da qui: -7 in classifica, una squadra ancora in costruzione e l’obbligo di partire fortissimo.