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SERIE D, SENZA MEDICO E AMBULANZA LA PARTITA NON SI GIOCA: RISCHIO SCONFITTA A TAVOLINO, 500 EURO SE NE MANCA UNO

A una settimana dall’inizio della Coppa Italia, una delle regole più pesanti della Serie D 2026/27 riguarda l’assistenza sanitaria a bordo campo. La società ospitante deve garantire contemporaneamente la presenza di un medico designato e di un’ambulanza munita di defibrillatore. Se mancano entrambi, la gara non può essere disputata e il club di casa viene considerato rinunciatario, con conseguente perdita dell’incontro. Se invece è presente soltanto uno dei due presidi, la partita può giocarsi ma scatta una sanzione di 500 euro. La disposizione vale anche per la Coppa Italia Serie D.

La Serie D 2026/27 sta per cominciare e non tutte le partite si giocheranno soltanto attraverso formazione, tattica e mercato.

Esiste una responsabilità organizzativa che può costare addirittura l’intera gara.

La Lega Nazionale Dilettanti ha confermato per la nuova stagione un obbligo estremamente preciso per tutte le società che disputano una partita casalinga nel massimo campionato dilettantistico:

medico presente allo stadio e ambulanza con defibrillatore a bordo campo.

Devono esserci entrambi.

Non uno oppure l’altro.

Ed è proprio questo il dettaglio che distingue la Serie D da altre categorie dilettantistiche nelle quali, in determinate competizioni, può essere sufficiente una delle due soluzioni.

IN SERIE D MEDICO E AMBULANZA SONO ENTRAMBI OBBLIGATORI

La disposizione riguarda direttamente le società ospitanti.

Per ogni gara di campionato il club che gioca in casa deve garantire:

un medico appositamente designato;

un’ambulanza presente ai bordi del terreno di gioco e dotata di defibrillatore.

Due condizioni contemporanee.

La scelta non è alternativa.

Non basta avere il medico senza il mezzo di soccorso.

E non basta avere un’ambulanza con defibrillatore senza il medico previsto dal regolamento.

La regola è stata inserita dalla LND all’interno delle disposizioni sull’assistenza medica per la stagione sportiva 2026/27.

SE MANCANO ENTRAMBI LA GARA NON PUÒ COMINCIARE

La conseguenza più pesante arriva quando allo stadio non sono presenti né il medico né l’ambulanza prevista.

In quel caso la situazione deve essere riportata dall’arbitro nel rapporto di gara.

Ma soprattutto:

la partita non può essere disputata.

La società organizzatrice viene considerata rinunciataria ai sensi dell’articolo 53 delle NOIF e subisce la perdita dell’incontro, salva naturalmente l’eventuale verifica degli organi di giustizia sportiva sulla presenza di una causa di forza maggiore realmente dimostrata.

Significa che una squadra può preparare la partita per tutta la settimana.

Convocare i giocatori.

Portare migliaia di tifosi allo stadio.

E non arrivare nemmeno al calcio d’inizio a causa di un problema organizzativo.

NON È UN DETTAGLIO BUROCRATICO

La norma possiede naturalmente una finalità molto più importante del semplice rispetto di un adempimento.

Parliamo della tutela sanitaria di calciatori, staff, arbitri e di tutte le persone coinvolte direttamente nell’attività sportiva.

Nel calcio esistono situazioni nelle quali la rapidità dell’intervento può diventare decisiva.

Traumi.

Malori.

Problemi cardiaci.

Infortuni particolarmente gravi.

Avere contemporaneamente personale medico e mezzo di soccorso direttamente disponibile riduce enormemente i tempi necessari per affrontare un’emergenza.

È proprio per questo che la Serie D adotta una disciplina particolarmente stringente.

SE C’È SOLTANTO IL MEDICO SCATTA LA MULTA

Esiste poi una seconda situazione.

Il medico è presente.

L’ambulanza con defibrillatore no.

In questo caso la partita non viene automaticamente cancellata.

La gara può essere disputata, ma l’irregolarità deve essere indicata nel rapporto dell’arbitro e la società ospitante viene sanzionata con:

500 euro di ammenda.

Una cifra non enorme rispetto al budget complessivo di una società di Serie D, ma sufficiente per rendere evidente che la presenza di entrambi i presidi non viene considerata facoltativa.

STESSA SANZIONE SE MANCA IL MEDICO

La situazione è identica al contrario.

Ambulanza presente.

Defibrillatore presente.

Medico designato assente.

Anche in questo caso il club di casa non ha rispettato integralmente gli obblighi.

La partita può comunque essere disputata, ma scatta la stessa sanzione:

500 euro.

Il principio è quindi molto semplice.

Entrambi presenti: situazione regolare.

Uno solo presente: gara disputabile ma ammenda.

Nessuno dei due presente: niente partita e società considerata rinunciataria.

LA REGOLA VALE ANCHE IN COPPA ITALIA

Ed è proprio questo il motivo per cui il tema diventa immediatamente attuale.

La stagione ufficiale della Serie D partirà domenica 23 agosto con il turno preliminare della Coppa Italia.

Gli obblighi relativi a medico e ambulanza non riguardano soltanto il campionato.

La LND li estende espressamente anche alle gare di Coppa Italia collegate alla Serie D.

Significa che già tra pochi giorni le società impegnate in casa dovranno garantire il rispetto completo della disposizione.

Non dal 6 settembre.

Dal primo appuntamento ufficiale.

SESSANTOTTO SQUADRE SUBITO SOTTO ESAME

Il 23 agosto saranno 68 le società coinvolte nel turno preliminare.

Trentaquattro partite.

Per le 34 squadre ospitanti la partita organizzativa comincerà prima ancora di quella sportiva.

Impianto.

Biglietteria.

Ordine pubblico.

Arbitri.

Spogliatoi.

E assistenza sanitaria.

Basta una falla su quest’ultimo punto per trasformare una normale domenica di Coppa in una situazione potenzialmente pesantissima.

IL DAE DEVE COMUNQUE ESSERE SEMPRE GARANTITO

Il comunicato della LND richiama inoltre la normativa nazionale relativa ai defibrillatori semiautomatici esterni.

Le società sportive dilettantistiche devono dotarsi del dispositivo e garantire la presenza di persone adeguatamente formate per utilizzarlo.

La presenza di un DAE e di personale formato a bordo campo deve essere sempre garantita.

Questo significa che l’obbligo sanitario non si esaurisce semplicemente con l’arrivo dell’ambulanza.

L’organizzazione della gara deve essere costruita per garantire realmente la capacità di intervento in caso di emergenza.

LA RESPONSABILITÀ È DELLA SOCIETÀ OSPITANTE

Altro elemento fondamentale.

Non è compito della squadra in trasferta verificare o garantire il servizio.

La responsabilità ricade sulla società organizzatrice della gara, quindi sul club che gioca in casa.

È quest’ultimo che deve:

designare il medico;

predisporre il servizio dell’ambulanza;

verificare la presenza del defibrillatore;

garantire che tutto sia operativo prima dell’inizio della partita.

Una responsabilità che inevitabilmente coinvolge segreteria, dirigenti e responsabili organizzativi.

ANCHE L’ARBITRO DIVENTA CENTRALE NEL CONTROLLO

Se gli obblighi non vengono rispettati, la situazione entra direttamente nel rapporto di gara.

Questo significa che il controllo non rimane un fatto interno tra società e servizio sanitario.

Diventa un elemento ufficiale della partita.

Ed è proprio attraverso il referto arbitrale che può successivamente partire il procedimento disciplinare e arrivare l’eventuale sanzione.

Per questo non esiste spazio per accordi informali tra le squadre.

Non si può semplicemente dire:

“Giochiamo lo stesso”.

Se mancano entrambi i presidi richiesti, la disposizione prevede che la gara non venga disputata.

LA FORZA MAGGIORE RESTA L’UNICA POSSIBILE ECCEZIONE

La normativa lascia naturalmente agli organi di giustizia sportiva la possibilità di valutare eventuali casi di forza maggiore, quando siano realmente dimostrati e documentati.

È una tutela necessaria.

Un’ambulanza può essere chiamata improvvisamente per un’emergenza gravissima.

Può verificarsi una situazione completamente indipendente dalla volontà della società.

Ma la forza maggiore deve essere provata.

Non può trasformarsi in una giustificazione generica per una mancata organizzazione.

La regola resta quindi molto severa.

UNA PARTITA PUÒ ESSERE PERSA PRIMA DEL FISCHIO D’INIZIO

È questo probabilmente l’aspetto più impressionante.

Nel corso della stagione parleremo di:

under schierati correttamente;

squalifiche;

ricorsi;

tesseramenti;

penalizzazioni;

errori nelle sostituzioni.

Ma esiste anche un’altra possibilità.

Una società può perdere una partita senza che il pallone venga mai messo al centro del campo.

Basta arrivare al momento della gara senza avere garantito entrambi gli obblighi sanitari previsti per la Serie D.

LA REGOLA È PIÙ SEVERA RISPETTO AD ALTRE CATEGORIE

La distinzione introdotta dalla LND è significativa.

In alcune altre competizioni dilettantistiche può essere sufficiente la presenza del medico oppure, in alternativa, dell’ambulanza con defibrillatore.

Per la Serie D maschile, invece, il livello di tutela è superiore:

medico e ambulanza.

Entrambi.

Una scelta coerente anche con il livello sempre più elevato del campionato e con il numero di spettatori presenti in molte piazze.

GRANDI STADI, GRANDI PUBBLICI, MAGGIORI RESPONSABILITÀ

La nuova Serie D comprende società capaci di portare migliaia di persone allo stadio.

Triestina.

Alessandria.

Ternana.

Nocerina.

Reggina.

Trapani.

L’Aquila.

Ancona.

Pistoiese.

Piacenza.

E numerose altre piazze nelle quali una partita di quarta serie possiede numeri e organizzazione molto vicini al calcio professionistico.

È inevitabile che anche gli standard di sicurezza debbano crescere insieme al campionato.

IL 23 AGOSTO NON SARANNO PRONTI SOLTANTO I CALCIATORI

Manca ormai pochissimo all’inizio della stagione.

Gli allenatori stanno preparando le ultime amichevoli.

I direttori sportivi completano il mercato.

I giocatori cercano la migliore condizione.

Ma contemporaneamente ogni società dovrà preparare anche una macchina organizzativa che spesso resta invisibile agli occhi dei tifosi.

E quella macchina deve funzionare perfettamente.

Perché sulla questione sanitaria la LND non lascia molto spazio all’interpretazione.

Medico presente.

Ambulanza con defibrillatore presente.

Se ne manca uno, 500 euro.

Se mancano entrambi, la partita non può essere disputata.

La Serie D 2026/27 comincerà anche da qui:

prima ancora di segnare un gol, le società dovranno dimostrare di avere garantito tutto ciò che serve per giocare in sicurezza.

Autore

Raffaele Falanga scrive per Pianeta Serie D e segue notizie, mercato, comunicati e approfondimenti sul calcio dilettantistico nazionale.