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REGGINA, NODO LOTITO: SE ARRIVA LA SERIE C LA MULTIPROPRIETÀ VA SCIOLTA, ALTRIMENTI DECADE L’AFFILIAZIONE

La Reggina è stata costruita con l’obiettivo di tornare nel professionismo, ma una eventuale promozione aprirebbe immediatamente un passaggio societario decisivo. Le NOIF FIGC oggi in vigore stabiliscono che, quando il salto di una società dal dilettantismo al professionismo crea una situazione vietata di controllo su più club professionistici, il conflitto deve essere eliminato entro cinque giorni prima del termine per presentare la domanda di ammissione al campionato. Se ciò non avviene, decade l’affiliazione della società proveniente dal settore dilettantistico. Nel caso amaranto il tema riguarda direttamente l’attuale assetto riconducibile al gruppo di Claudio Lotito, già alla guida della Lazio. E la norma transitoria che arriva al 2028/29 non rappresenta automaticamente una proroga per una Reggina eventualmente promossa dalla Serie D.

La Reggina vuole vincere la Serie D.

Ma se ci riuscirà, la partita più delicata dell’estate successiva potrebbe giocarsi molto lontano dal terreno di gioco.

Il nodo è la multiproprietà.

La società amaranto ha ufficializzato il 26 giugno 2026 la propria cessione a una società facente riferimento al gruppo di Claudio Lotito. Il successivo 9 luglio è stato comunicato il perfezionamento dell’acquisizione dell’intero pacchetto delle quote societarie.

Contemporaneamente Lotito continua a essere il presidente della Lazio.

Finché la Reggina resta in Serie D, i due club appartengono a settori differenti.

La situazione cambia completamente nel momento in cui gli amaranto conquistassero la promozione in Serie C.

Perché la Serie C appartiene al settore professionistico.

Ed è proprio in quel momento che entrerebbe in gioco l’articolo 16 bis delle Norme Organizzative Interne della FIGC.

COSA DICE DAVVERO L’ARTICOLO 16 BIS

La disposizione federale stabilisce un principio molto preciso.

Non sono ammesse partecipazioni, gestioni o situazioni di controllo, dirette o indirette, in più società appartenenti al settore professionistico riconducibili allo stesso soggetto oppure ai familiari individuati dalla norma.

Serie A.

Serie B.

Serie C.

Non conta quindi che le due squadre partecipino allo stesso campionato.

Il divieto riguarda il settore professionistico nel suo complesso.

Ed è proprio questo il passaggio che interessa la Reggina.

Oggi gli amaranto sono in Serie D.

Domani, in caso di vittoria del Girone I, potrebbero richiedere l’ammissione alla Serie C.

Da quel momento il rapporto societario con la Lazio dovrebbe essere valutato dentro il sistema previsto dall’articolo 16 bis.

LA NORMA PREVEDE ESPRESSAMENTE IL CASO DI UNA PROMOSSA DALLA SERIE D

Il regolamento non lascia questa eventualità all’interpretazione.

Il comma 2 dell’articolo 16 bis disciplina esattamente il caso nel quale una società passa dal settore dilettantistico al settore professionistico e, attraverso quel salto, viene a crearsi una delle situazioni vietate.

È praticamente la fotografia dell’eventuale percorso della Reggina.

Serie D nel 2026/27.

Possibile Serie C nel 2027/28.

Se la promozione dovesse produrre una situazione incompatibile con il divieto di controllo su più società professionistiche, i soggetti interessati dovrebbero eliminarla entro una scadenza estremamente precisa.

CINQUE GIORNI PRIMA DEL TERMINE PER L’AMMISSIONE IN SERIE C

Non si parla genericamente di “prima dell’inizio del campionato”.

La norma utilizza un termine molto più stringente.

La situazione vietata deve essere eliminata entro e non oltre cinque giorni prima della scadenza fissata per il deposito della domanda di ammissione al campionato professionistico di competenza.

Questo significa che una eventuale promozione sul campo non permetterebbe di rinviare il problema a settembre.

Il dossier dovrebbe essere risolto praticamente subito.

A maggio finirebbe il campionato.

Poi comincerebbe immediatamente il percorso amministrativo necessario per l’ammissione alla Serie C.

Ed entro quella finestra la struttura societaria dovrebbe essere resa compatibile con le norme federali.

LA SANZIONE È PESANTISSIMA

È qui che l’articolo 16 bis diventa particolarmente importante.

Il mancato rispetto del termine non produce una semplice ammenda.

Non comporta una penalizzazione di qualche punto.

Non determina soltanto un deferimento.

La norma prevede:

la decadenza dell’affiliazione della società proveniente dal settore dilettantistico.

Nel caso teorico che stiamo analizzando, quindi, la società interessata sarebbe proprio quella salita dalla Serie D.

La Reggina.

È una conseguenza estrema e rende evidente perché il tema non possa essere affrontato soltanto dopo un’eventuale promozione.

NON SIGNIFICA CHE LA REGGINA NON POSSA ESSERE PROMOSSA

È però fondamentale chiarire anche l’altro lato della questione.

Non esiste alcuna norma che impedisca oggi alla Reggina di partecipare alla Serie D o di vincere il proprio girone.

Gli amaranto possono regolarmente giocare il campionato.

Possono arrivare primi.

Possono conquistare sul campo il titolo sportivo necessario per chiedere l’ammissione alla Serie C.

Il problema nascerebbe successivamente, nel momento nel quale il passaggio al professionismo rendesse incompatibile l’assetto societario con l’articolo 16 bis.

La promozione sportiva, quindi, non sarebbe bloccata.

Dovrebbe essere accompagnata da una soluzione societaria.

NON È DETTO CHE LA SOLUZIONE DEBBA ESSERE PER FORZA LA CESSIONE DELLA REGGINA

Anche su questo bisogna essere precisi.

Il regolamento non scrive che debba necessariamente essere venduta la Reggina.

Stabilisce che deve cessare la situazione di partecipazione, gestione o controllo incompatibile con il divieto.

Il modo attraverso il quale arrivare a quel risultato dipenderebbe dalla struttura societaria esistente in quel momento e dalle operazioni eventualmente predisposte dalle parti.

Quindi parlare oggi di vendita obbligatoria della Reggina sarebbe una semplificazione eccessiva.

Il principio corretto è un altro:

prima dell’ammissione alla Serie C la situazione vietata dovrebbe essere eliminata.

Come farlo diventerebbe una scelta societaria da costruire nel rispetto della normativa federale.

ATTENZIONE ALLA NORMA TRANSITORIA DEL 2028/29

Esiste poi un dettaglio fondamentale che può generare confusione.

Le NOIF contengono una norma transitoria che indica la stagione 2028/29 come termine per alcune situazioni di multiproprietà già esistenti nel settore professionistico al momento dell’entrata in vigore della disciplina.

Questo non significa però automaticamente che la Reggina eventualmente promossa nel 2027 possa semplicemente attendere il 2028/29.

Il caso di una società che arriva dal settore dilettantistico al professionismo è disciplinato direttamente dal comma 2 dell’articolo 16 bis.

E quel comma indica il termine dei cinque giorni precedenti la scadenza della domanda di ammissione al campionato professionistico.

È una distinzione decisiva.

LA REGGINA DEVE QUINDI PENSARE ALLA SERIE C SU DUE PIANI

Il progetto sportivo amaranto è costruito apertamente per riportare Reggio Calabria tra i professionisti.

Ma la strada verso la Serie C dovrà essere percorsa contemporaneamente su due livelli.

Il primo è quello che conoscono tutti.

Campo.

Mercato.

Gol.

Punti.

Scontri diretti.

Primo posto nel Girone I.

Il secondo sarà invece societario.

Assetto proprietario.

Regole FIGC.

Tempi per l’ammissione.

Compatibilità con il settore professionistico.

Uno non può sostituire l’altro.

Per arrivare davvero in Serie C bisognerà vincere entrambi.

LOTITO È ANCORA ALLA GUIDA DELLA LAZIO

Anche questo elemento è fondamentale per comprendere il quadro attuale.

Claudio Lotito continua a essere presidente della Lazio, società appartenente al settore professionistico.

La Reggina ha comunicato ufficialmente durante l’estate il passaggio a una società facente riferimento al suo gruppo.

È esattamente l’incrocio tra queste due realtà che rende l’articolo 16 bis uno dei dossier potenzialmente più importanti dell’intera stagione amaranto.

Finché esistono categorie differenti, il problema non impedisce la partecipazione degli amaranto alla Serie D.

Con il salto in Serie C cambierebbe lo scenario.

LA FIGC POTREBBE CAMBIARE LA NORMA? OGGI CONTA QUELLA IN VIGORE

Durante l’estate il tema delle multiproprietà è tornato al centro del dibattito calcistico nazionale.

Il regolamento federale può naturalmente essere modificato in futuro attraverso gli organismi competenti.

Ma una società non può programmare un passaggio di categoria sulla base di una norma che potrebbe eventualmente cambiare.

Deve utilizzare quella vigente.

E oggi l’articolo 16 bis stabilisce esattamente ciò che abbiamo descritto.

Se prima della conclusione della stagione 2026/27 arriveranno modifiche federali, allora cambierà naturalmente anche la valutazione.

Fino a quel momento, però, il quadro regolamentare è questo.

IL PRECEDENTE LOTITO RENDE IL TEMA ANCORA PIÙ SENSIBILE

Per Claudio Lotito la questione multiproprietà non rappresenta certamente un argomento sconosciuto.

La gestione di due progetti calcistici attraverso categorie differenti ha già fatto parte della sua storia.

Ma il regolamento attuale è molto preciso proprio sul rapporto tra società professionistiche.

Per la Reggina questo significa avere davanti una stagione particolare.

La proprietà può investire per provare a vincere la Serie D.

Può costruire una rosa di livello.

Può puntare apertamente al ritorno nel professionismo.

Ma la promozione farebbe contemporaneamente scattare l’obbligo di affrontare il nodo societario.

IL 6 SETTEMBRE COMINCIA LA CORSA

Prima di tutto questo, naturalmente, esiste il campo.

La Serie D della Reggina inizierà domenica 6 settembre 2026 al Granillo contro il Licata.

Poi Modica.

Avola.

Vigor Lamezia.

Nuova Igea Virtus.

E il 4 ottobre già la trasferta contro il Trapani.

Un Girone I pieno di grandi piazze e società ambiziose.

La Reggina dovrà conquistarsi ogni punto.

Parlare oggi di ciò che accadrebbe dopo una promozione non significa considerare il campionato già vinto.

Significa semplicemente osservare in anticipo una conseguenza regolamentare che, se la stagione dovesse concludersi nel modo sperato dalla piazza, diventerebbe immediatamente attuale.

LA VERA SCADENZA ARRIVEREBBE DOPO LA FESTA

È forse questo il paradosso più interessante.

La notte della promozione rappresenterebbe naturalmente uno dei momenti più importanti degli ultimi anni della storia amaranto.

Ma già il giorno successivo comincerebbe un altro conto alla rovescia.

Quello verso l’ammissione alla Serie C.

E dentro quel percorso esisterebbe il termine imposto dall’articolo 16 bis.

Cinque giorni prima della scadenza per presentare la domanda.

Entro quel momento la situazione incompatibile dovrebbe essere stata eliminata.

REGGINA, VINCERE LA D NON SAREBBE L’ULTIMO PASSAGGIO

Il progetto Lotito nasce con una dichiarata prospettiva di crescita.

Il primo obiettivo è evidente:

riportare la Reggina nel professionismo.

Ma proprio il raggiungimento di quell’obiettivo aprirebbe il dossier più delicato della nuova proprietà.

Oggi tutto è regolare perché la Reggina appartiene al settore dilettantistico.

La Serie C cambierebbe la natura federale del club.

Ed è lì che l’articolo 16 bis diventerebbe determinante.

La Reggina può vincere il Girone I e conquistare sul campo il diritto a chiedere la Serie C. Ma, con le norme oggi in vigore, prima dell’ammissione al professionismo dovrebbe essere eliminata la situazione di multiproprietà vietata.

E la conseguenza prevista in caso contrario non lascia spazio a interpretazioni leggere:

decadenza dell’affiliazione della società proveniente dal settore dilettantistico.

Per gli amaranto la stagione comincerà il 6 settembre contro il Licata.

La corsa alla Serie C partirà da lì.

Ma se arriverà il primo posto, la partita decisiva non finirà al novantesimo dell’ultima giornata: continuerà immediatamente nelle stanze della FIGC.

Autore

Raffaele Falanga scrive per Pianeta Serie D e segue notizie, mercato, comunicati e approfondimenti sul calcio dilettantistico nazionale.