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ENNA, NUOVO TERREMOTO: PISANO VERSO IL RUOLO DI DS, ANASTASI IN POLE. CIMINO PUÒ SALUTARE DOPO TRE GIORNI

L’Enna cambia ancora quando mancano appena otto giorni alla prima partita ufficiale. Giovanni Pisano è pronto a entrare nella struttura gialloverde con il ruolo di direttore sportivo, mentre Giuseppe Anastasi è il nome indicato per la panchina. La decisione definitiva dovrebbe arrivare lunedì, con il presidente Giancarlo Travagin atteso in città. Se il nuovo assetto verrà confermato, Anastasi diventerebbe addirittura il quarto tecnico passato dal progetto Enna nell’arco di meno di un mese dopo Marco Coppa, Natale Serafino e Alfredo Cimino. Quest’ultimo aveva iniziato la preparazione soltanto giovedì 20 agosto. Una rivoluzione continua per una squadra che deve ancora essere costruita quasi completamente e che il 30 agosto sarà già chiamata al debutto in Coppa Italia Serie D.

L’Enna non riesce ancora a trovare una configurazione definitiva.

Quando sembrava finalmente cominciata la fase del campo, con Alfredo Cimino alla guida della preparazione e Domenico Panico impegnato nella costruzione del nuovo progetto tecnico, arriva un’altra possibile rivoluzione.

E questa volta può riguardare contemporaneamente dirigenza e panchina.

Giovanni Pisano è pronto a diventare il nuovo direttore sportivo.

Giuseppe Anastasi è il candidato principale per diventare il nuovo allenatore.

Il passaggio decisivo è atteso lunedì, quando il presidente Giancarlo Travagin dovrebbe essere nuovamente a Enna per definire personalmente l’assetto con il quale affrontare l’ultima settimana prima dell’inizio della stagione ufficiale.

Non esistono ancora annunci definitivi.

Ma lo scenario delle ultime ore è molto più di una semplice indiscrezione.

PISANO PUÒ TORNARE A ENNA CON UN RUOLO CENTRALE

Il nome di Giovanni Pisano possiede un significato particolare per la piazza.

Ex attaccante gialloverde, protagonista di una delle fasi più importanti della storia calcistica ennese prima di costruire una lunga carriera nel professionismo, Pisano conserva un rapporto forte con la città e con la tifoseria.

Il suo possibile ritorno era già emerso durante le prime fasi della tormentata estate societaria.

Adesso la situazione appare molto più concreta.

Non un ruolo di rappresentanza.

Non semplicemente una consulenza tecnica.

L’idea è affidargli direttamente la costruzione sportiva della nuova Enna attraverso l’incarico di direttore sportivo.

Una responsabilità enorme considerando il momento.

La squadra deve ancora essere completata.

La preparazione è cominciata con settimane di ritardo.

Il mercato deve necessariamente accelerare.

E il calendario non offre più alcun margine.

ANASTASI È IL NOME FORTE PER LA PANCHINA

Accanto a Pisano dovrebbe arrivare Giuseppe Anastasi.

Classe 1973, tecnico UEFA A, Anastasi possiede una lunga conoscenza del calcio siciliano e della Serie D.

Nel proprio percorso da allenatore ha guidato realtà come Siracusa, Ragusa, Acireale, Palazzolo, Giarre e Akragas, arrivando anche nel professionismo con l’Imolese.

Un profilo quindi completamente differente rispetto a un tecnico chiamato semplicemente a gestire l’emergenza.

Anastasi conosce la categoria.

Conosce il calcio siciliano.

Conosce le difficoltà che attendono una squadra costretta a recuperare in pochi giorni ciò che le concorrenti hanno costruito durante un mese intero.

Se l’operazione verrà formalizzata, potrebbe essere affiancato anche da Francesco Tudisco nel ruolo di allenatore in seconda.

SAREBBE IL QUARTO TECNICO IN MENO DI UN MESE

È però la cronologia a rendere impressionante la vicenda.

Il primo nome scelto durante l’estate era stato Marco Coppa.

La sua nomina apparteneva ancora alla precedente fase societaria e non si è mai trasformata in un reale insediamento sul campo.

Poi il cambio di proprietà.

L’arrivo di Giancarlo Travagin.

La necessità di ripartire praticamente da zero.

A metà agosto viene indicato Natale Serafino.

Anche quella soluzione dura pochissimo.

Il 17 agosto lo scenario cambia nuovamente e torna in primo piano Alfredo Cimino, tecnico che aveva già guidato l’Enna nella parte conclusiva della stagione precedente conquistando la salvezza.

Giovedì 20 agosto Cimino dirige finalmente l’inizio della preparazione.

Appena due giorni dopo il suo futuro è nuovamente in discussione.

Se Anastasi verrà ufficializzato, l’Enna arriverà quindi a quattro differenti indicazioni per la panchina nell’arco di poche settimane.

CIMINO AVEVA COMINCIATO AD ALLENARE SOLTANTO GIOVEDÌ

È questo il dettaglio che rende l’ultimo ribaltone ancora più clamoroso.

La preparazione dell’Enna è partita ufficialmente il 20 agosto.

Prima seduta in palestra.

Poi lavoro con il pallone sul campo Enrico Greca di Pergusa.

A guidare il gruppo c’erano Alfredo Cimino e Domenico Panico.

Finalmente, dopo settimane di incertezza, sembrava essere cominciata la fase nella quale parlare soprattutto di calcio.

Il nuovo gruppo era destinato inevitabilmente a diventare una sorta di cantiere aperto.

Calciatori in prova.

Giovani locali.

Possibili nuovi acquisti.

Valutazioni quotidiane.

Ma almeno l’asse tecnico sembrava definito.

Adesso tutto può cambiare nuovamente.

ANCHE L’AREA SPORTIVA HA CAMBIATO CONTINUAMENTE CONFIGURAZIONE

La panchina non rappresenta l’unico punto di instabilità.

Durante l’ultima settimana anche la costruzione dirigenziale ha attraversato diverse fasi.

Inizialmente Domenico Gagliano era stato indicato come uomo incaricato di lavorare sul mercato e sulla costruzione della squadra.

Successivamente il presidente Travagin aveva ridimensionato pubblicamente quella configurazione.

Poi è tornato a Enna Domenico Panico, chiamato a operare nell’area tecnica e nella costruzione dell’organico.

Adesso il nome destinato a prendere direttamente le chiavi del mercato sarebbe quello di Giovanni Pisano.

Tre passaggi differenti nel giro di pochissimi giorni.

Un altro segnale di quanto il nuovo proprietario stia ancora cercando la struttura definitiva attraverso la quale organizzare la stagione.

LUNEDÌ PUÒ DIVENTARE IL GIORNO ZERO DELLA NUOVA ENNA

L’arrivo di Travagin in città dovrebbe rappresentare il momento della verità.

La nuova proprietà ha bisogno di trasformare rapidamente contatti e ipotesi in un organigramma chiaro.

Direttore sportivo.

Allenatore.

Staff.

Giocatori.

Responsabilità.

La Serie D non permette più di continuare a lavorare attraverso soluzioni provvisorie.

Il 30 agosto arriva già una partita ufficiale.

Il 6 settembre ci saranno i primi punti.

Ogni giorno perso adesso pesa moltissimo.

È proprio per questo che lunedì può diventare il vero giorno zero del nuovo progetto.

Paradossalmente a quasi due settimane dall’arrivo della nuova proprietà.

TRAVAGIN AVEVA ANNUNCIATO UN PROGETTO QUINQUENNALE

Le ambizioni dichiarate dal nuovo presidente sono importanti.

Travagin ha parlato apertamente di un progetto di almeno cinque anni con l’obiettivo di riportare progressivamente l’Enna verso la Serie C.

Una prospettiva importante per una piazza che possiede storia, pubblico e una tradizione calcistica significativa.

Ma il problema attuale non riguarda ciò che potrà accadere nel 2030 oppure nel 2031.

Riguarda settembre 2026.

Prima di pensare alla Serie C bisogna costruire una squadra capace di affrontare la Serie D.

E oggi quella costruzione resta ancora indietro rispetto praticamente a tutte le concorrenti.

LA NUOVA PROPRIETÀ È ARRIVATA SOLTANTO L’11 AGOSTO

La situazione non può essere analizzata ignorando la tempistica.

Giancarlo Travagin è diventato proprietario dell’Enna l’11 agosto.

Il club aveva già attraversato un precedente cambio societario soltanto un mese prima.

Dopo la conclusione del ciclo legato a Luigi Stompo, la società era passata alla nuova gestione guidata da Daniela Di Pietro e Gianluca Vigneri.

Quella fase è durata pochissimo.

Un altro passaggio di proprietà.

Un altro progetto.

Nuovi uomini.

E una società che, mentre quasi tutte le concorrenti del Girone I erano già nel pieno della preparazione, si è ritrovata a dover ricostruire praticamente tutto.

È questo il punto dal quale parte Travagin.

L’ENNA HA PERSO QUASI UN MESE DI PREPARAZIONE

Dal punto di vista atletico il divario è inevitabile.

Molte squadre del Girone I hanno iniziato a lavorare tra la seconda metà di luglio e i primi giorni di agosto.

L’Enna ha cominciato soltanto il 20 agosto.

Significa trovarsi almeno due o tre settimane indietro nella costruzione della condizione.

Ma soprattutto significa avere meno tempo per creare:

automatismi;

gerarchie;

intesa tra i reparti;

conoscenza tra i giocatori;

gestione delle quote under;

meccanismi sui calci piazzati.

Un allenatore può accelerare il lavoro.

Non può cancellare il calendario.

E LA ROSA È ANCORA UN CANTIERE APERTO

La preparazione è partita attraverso un gruppo destinato inevitabilmente a cambiare.

Alcuni giocatori vengono valutati.

Altri devono arrivare.

Diversi giovani del territorio sono stati aggregati proprio per permettere allo staff di iniziare il lavoro mentre la società continua a costruire il mercato.

Tra i ragazzi inizialmente inseriti figurano anche elementi molto giovani, compresi diversi 2009.

Una scelta utile per aumentare il bacino locale.

Ma la Serie D richiede contemporaneamente uomini capaci di reggere immediatamente una categoria diventata sempre più ricca di calciatori provenienti dal professionismo.

Servono quindi esperienza e giovani.

Qualità e profondità.

E pochissimi giorni per trovare tutto.

PISANO DOVREBBE PARTIRE IMMEDIATAMENTE DAL MERCATO

Se l’incarico verrà formalizzato, Giovanni Pisano non avrà praticamente un periodo di studio.

Dovrà intervenire subito.

La squadra necessita di rinforzi praticamente in ogni reparto.

Portieri.

Difensori.

Centrocampisti.

Attaccanti.

Quote.

Alternative.

Ma la difficoltà non consiste semplicemente nel tesserare venti giocatori.

Serve trovare uomini già sufficientemente allenati.

Calciatori disponibili immediatamente.

Profili compatibili con il budget.

E soprattutto elementi disposti a entrare dentro un progetto che si sta definendo mentre la stagione è già praticamente cominciata.

È una corsa contro il tempo molto più complicata del normale mercato di agosto.

ANASTASI DOVREBBE COSTRUIRE MENTRE GIOCA

Stessa situazione per l’eventuale nuovo allenatore.

Se Giuseppe Anastasi prenderà la squadra all’inizio della prossima settimana, avrà appena pochi allenamenti prima della Coppa Italia.

Non potrà immaginare un lungo periodo dedicato alla costruzione tattica.

Dovrà probabilmente procedere attraverso priorità.

Dare organizzazione alla fase difensiva.

Creare pochi principi semplici.

Capire rapidamente quali giocatori siano realmente utilizzabili.

Gestire le tre quote obbligatorie.

Costruire una squadra capace almeno di riconoscersi sul terreno.

Il resto dovrà arrivare progressivamente durante le prime giornate.

IL 30 AGOSTO C’È GIÀ LA COPPA ITALIA

Il calendario non concede proroghe.

L’Enna entrerà nella Coppa Italia Serie D domenica 30 agosto.

L’avversaria sarà la vincente del preliminare tra Siracusa e Modica.

Qualunque sia il risultato della gara del De Simone, per l’Enna arriverà quindi immediatamente una sfida contro una società dello stesso Girone I.

Non un avversario di categoria inferiore.

Non un’amichevole nella quale poter effettuare cambi senza conseguenze.

Una gara secca.

Chi vince passa.

Chi perde viene eliminato.

Per la nuova struttura tecnica sarebbe un battesimo praticamente immediato.

POI IL 6 SETTEMBRE ARRIVA LA DIGIESSE PRAIATORTORA

Sette giorni dopo comincerà il campionato.

Enna-Digiesse PraiaTortora.

Prima giornata del Girone I.

Formalmente gara casalinga.

Ma anche qui esiste un problema.

Lo stadio Generale Gaeta non sarà disponibile per l’inizio della stagione.

I lavori di adeguamento dovrebbero infatti proseguire ancora per diverse settimane.

Il presidente Travagin aveva già indicato la possibilità di dover attendere fino alla fine di ottobre prima del ritorno nell’impianto cittadino.

Significa che la nuova Enna dovrà affrontare anche un altro ostacolo:

costruire la squadra lontano dalla propria vera casa.

SENZA IL GAETA SI PERDE ANCHE UNA PARTE DEL FATTORE PUBBLICO

Per una società che ha bisogno di ritrovare stabilità, partire lontano dal proprio stadio rappresenta un problema tutt’altro che secondario.

L’Enna possiede una tifoseria capace di diventare un fattore importante.

Il Gaeta ha accompagnato momenti fondamentali della storia recente gialloverde.

Giocare altrove significa ridurre almeno inizialmente quel vantaggio.

E proprio nella fase nella quale una squadra completamente nuova avrebbe maggiormente bisogno del sostegno della piazza.

La società dovrà quindi lavorare contemporaneamente su tre fronti:

organigramma;

rosa;

impianto.

IL GIRONE I NON ASPETTERÀ LA RICOSTRUZIONE

Il livello del raggruppamento rende la situazione ancora più delicata.

Reggina.

Trapani.

Nissa.

Siracusa.

Vibonese.

Vigor Lamezia.

Gela.

Nuova Igea Virtus.

Athletic Palermo.

Società che hanno cominciato a costruire la propria stagione molto prima.

Alcune possiedono organici pieni di giocatori provenienti dalla Serie C.

Altre hanno mantenuto la struttura della stagione precedente.

L’Enna entrerà nella stessa classifica.

Nessuno concederà settimane per recuperare il ritardo.

IL CALENDARIO PRESENTA ANCHE UN BLOCCO TERRIBILE IN AUTUNNO

La prima giornata contro la Digiesse rappresenta soltanto l’inizio.

Durante l’autunno arriverà anche una sequenza estremamente complicata contro le principali candidate alla parte alta.

Trapani.

Reggina.

Nissa.

Partite ravvicinate che renderanno fondamentale arrivare almeno a ottobre con una squadra già molto più stabile rispetto a quella che nascerà nei prossimi giorni.

È qui che si capirà realmente quanto rapidamente il nuovo progetto sarà riuscito a colmare il ritardo.

IL RISCHIO È CHE TROPPI CAMBI DIVENTINO IL PROBLEMA PRINCIPALE

Ogni singola decisione può possedere una logica.

Cambiare proprietà.

Cambiare direttore.

Cambiare allenatore.

Richiamare uomini legati alla piazza.

Riorganizzare il settore tecnico.

Ma quando tutti questi passaggi avvengono contemporaneamente e in pochissimo tempo, il rischio è perdere la cosa più importante:

continuità.

La Serie D richiede organizzazione.

Soprattutto quando non si possiede il budget delle grandi favorite.

Ogni settimana trascorsa a ridefinire ruoli e responsabilità è una settimana sottratta alla costruzione della squadra.

È probabilmente questa la principale sfida di Travagin.

Chiudere la fase delle rivoluzioni.

PISANO PUÒ ESSERE LA FIGURA CAPACE DI RICOMPATTARE L’AMBIENTE

Proprio per questo il suo eventuale ingresso può assumere un significato maggiore rispetto a quello strettamente tecnico.

Giovanni Pisano possiede un legame storico con Enna.

È una figura riconoscibile.

Conosce la piazza.

Conosce il calcio siciliano.

E soprattutto può diventare un riferimento immediatamente credibile per un ambiente che nelle ultime settimane ha assistito a una quantità enorme di cambiamenti.

Se il progetto sarà realmente affidato a lui, il primo obiettivo dovrà probabilmente essere proprio questo:

stabilizzare.

Poi costruire.

ANASTASI PORTEREBBE ESPERIENZA IN UNA SITUAZIONE D’EMERGENZA

Anche la scelta del possibile nuovo allenatore sembra seguire la stessa logica.

Giuseppe Anastasi non è un tecnico alla prima esperienza.

Ha già lavorato in Serie D.

Ha guidato piazze importanti.

Ha conosciuto il professionismo.

E soprattutto conosce profondamente il calcio siciliano.

In una situazione normale la scelta di un allenatore può essere costruita attorno a un progetto tattico dettagliato.

A Enna, oggi, serve prima di tutto qualcuno capace di gestire il caos del tempo.

Ridurre le informazioni.

Dare certezze.

Costruire rapidamente un gruppo.

È probabilmente questa la caratteristica che può rendere Anastasi una soluzione credibile.

LUNEDÌ SERVE UNA DECISIONE DEFINITIVA

L’Enna non può permettersi un altro passaggio intermedio.

Se Pisano e Anastasi entreranno realmente nel progetto, servirà una linea chiara.

Direttore sportivo.

Allenatore.

Staff.

Rosa.

Competenze.

Da quel momento ogni energia dovrà essere spostata sul campo.

Perché il 30 agosto arriverà la Coppa.

Il 6 settembre il campionato.

E il ritardo accumulato non può essere recuperato attraverso altri cambi.

Può essere recuperato soltanto attraverso lavoro e stabilità.

ENNA, IL NUOVO CORSO È GIÀ DAVANTI A UN BIVIO

La notizia delle ultime ore è quindi molto più pesante di un normale cambio di allenatore.

Giovanni Pisano è pronto a entrare come direttore sportivo.

Giuseppe Anastasi è in pole per la panchina.

Alfredo Cimino rischia di terminare la propria nuova esperienza appena pochi giorni dopo avere iniziato la preparazione.

Se tutto verrà confermato, Anastasi sarà il quarto tecnico associato alla prima squadra in meno di un mese.

Marco Coppa.

Natale Serafino.

Alfredo Cimino.

Giuseppe Anastasi.

Una sequenza che racconta perfettamente quanto sia stata tormentata l’estate gialloverde.

Ma lunedì può rappresentare anche il momento nel quale fermare finalmente il vortice.

L’Enna non ha più bisogno di un altro nuovo inizio. Ha bisogno che il prossimo sia quello definitivo. Perché tra otto giorni comincia la Coppa Italia e, da quel momento, il calendario non concederà più tempo per cambiare progetto: comincerà semplicemente a chiedere risultati.

Autore

Raffaele Falanga scrive per Pianeta Serie D e segue notizie, mercato, comunicati e approfondimenti sul calcio dilettantistico nazionale.