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ALESSANDRIA, LA RINASCITA ARRIVA ALLA SERIE D: DUE PROMOZIONI DI FILA, OGGI L’ASTI AL MOCCAGATTA

Dalla Promozione alla Serie D in appena due stagioni, dopo il crollo che aveva rischiato di cancellare uno dei nomi storici del calcio italiano. Oggi, domenica 23 agosto, l’Alessandria torna finalmente a disputare una partita ufficiale nel massimo campionato dilettantistico nazionale: alle ore 16 al Moccagatta arriva l’Asti per il turno preliminare di Coppa Italia. È il primo vero esame della nuova squadra affidata a Marco Sesia, tecnico reduce dalla promozione in Serie C conquistata pochi mesi fa con il Vado e grande ex della formazione astigiana. Intanto il club ha completato anche la propria trasformazione societaria: U.S. Alessandria Calcio 1912 è oggi una S.S.D. a r.l. controllata da Antonio Barani attraverso Santa Devota S.r.l. Dopo due campionati vinti consecutivamente, adesso comincia la fase più difficile della ricostruzione: riportare stabilmente i Grigi verso il calcio professionistico.

Due anni fa sembrava necessario chiedersi soprattutto se l’Alessandria sarebbe riuscita a sopravvivere.

Oggi la domanda è completamente diversa.

Quanto può arrivare lontano la nuova Alessandria?

La risposta comincerà ad arrivare dal campo questo pomeriggio.

Alle ore 16 il Moccagatta ospiterà Alessandria-Asti, turno preliminare della Coppa Italia Serie D.

Una partita che normalmente rappresenterebbe soltanto il primo impegno ufficiale dell’estate.

Per i Grigi vale molto di più.

È il punto nel quale la ricostruzione cominciata dopo la scomparsa della precedente realtà professionistica entra finalmente nella quarta serie nazionale.

DUE CAMPIONATI VINTI IN DUE ANNI

La risalita è stata rapidissima.

Nel 2024/25 il nuovo progetto alessandrino riparte dalla Promozione.

La squadra guidata da Alberto Merlo conquista immediatamente il salto in Eccellenza.

Un anno più tardi succede nuovamente.

Campionato di Eccellenza piemontese 2025/26.

L’Alessandria domina.

76 punti in 30 partite.

24 vittorie.

4 pareggi.

2 sconfitte.

78 gol segnati.

25 subiti.

La promozione matematica arriva addirittura con quattro giornate d’anticipo grazie al 2-0 contro l’Albese del 22 marzo.

Due stagioni.

Due primi posti.

Due promozioni.

Promozione.

Eccellenza.

Serie D.

La ricostruzione non avrebbe potuto procedere più velocemente.

SOLTANTO QUATTRO ANNI FA L’ALESSANDRIA ERA IN SERIE B

È proprio la velocità con la quale è cambiato tutto a rendere impressionante la storia recente del club.

Nella stagione 2021/22 l’Alessandria disputava ancora il campionato di Serie B.

Stadi professionistici.

Televisione nazionale.

Trasferte contro società abituate alla Serie A.

Poi la discesa.

Serie C.

Problemi sempre più profondi.

Il collasso societario.

Il rischio concreto di perdere completamente una tradizione cominciata nel 1912.

Ripartire dalla Promozione significava trovarsi improvvisamente sei livelli sotto la Serie A.

Per una città abituata al calcio professionistico era quasi un altro sport.

NEL 2025 TORNA ANCHE LO STORICO MARCHIO

Uno dei passaggi maggiormente significativi della ricostruzione arriva durante l’estate 2025.

La società che aveva permesso alla città di ripartire riesce ad acquisire il ramo d’azienda della precedente Alessandria Calcio e soprattutto a recuperare nome e simboli dello storico club.

Il marchio torna quindi a vivere.

Non soltanto una squadra della città.

Di nuovo:

U.S. Alessandria Calcio 1912.

È un passaggio fondamentale soprattutto sotto il profilo dell’identità.

Perché le categorie possono cambiare.

Gli uomini possono cambiare.

Le proprietà possono cambiare.

Ma per una tifoseria la continuità della propria storia possiede un valore enorme.

POI ARRIVA ANTONIO BARANI

Il progetto entra successivamente in una nuova fase attraverso Antonio Barani.

La società viene acquisita attraverso Santa Devota S.r.l., realtà interamente riconducibile all’imprenditore.

Durante l’estate 2026 arriva anche un altro passaggio strutturale.

L’U.S. Alessandria Calcio 1912 viene trasformata da associazione sportiva in Società Sportiva Dilettantistica a responsabilità limitata.

Capitale sociale:

50 mila euro interamente versati.

La proprietà appartiene al 100% a Santa Devota S.r.l.

E Santa Devota è a sua volta posseduta interamente da Barani.

Una struttura societaria molto più definita rispetto a quella della ripartenza.

LA SERIE D CAMBIA ANCHE IL TIPO DI PROGETTO

Vincere in Promozione ed Eccellenza era indispensabile.

Ma la Serie D rappresenta un passaggio completamente differente.

È un campionato nazionale.

162 società.

Nove gironi.

Trasferte più lunghe.

Giocatori provenienti direttamente dalla Serie C.

Obblighi under.

Strutture organizzative più complesse.

Una categoria nella quale molte squadre possiedono budget e organici praticamente professionistici.

È esattamente per questo che Barani ha deciso di cambiare anche la guida tecnica nonostante le due promozioni consecutive.

FINISCE IL CICLO DI MERLO

La decisione più difficile dell’estate è probabilmente quella riguardante Alberto Merlo.

Due stagioni.

Due promozioni.

Un percorso praticamente perfetto dal punto di vista dei risultati.

Eppure il rapporto non prosegue in Serie D.

La società sceglie di cambiare.

Una decisione che inevitabilmente divide anche parte dell’ambiente.

Ma Barani indica una motivazione precisa:

per affrontare la Serie D serve un allenatore con esperienza diretta della categoria e possibilmente reduce da un percorso vincente.

Il profilo individuato risponde perfettamente a entrambe le caratteristiche.

MARCO SESIA ARRIVA DOPO AVER VINTO LA SERIE D

Il nuovo allenatore è Marco Sesia.

Classe 1970.

Una carriera lunghissima.

Serie C.

Serie D.

Settori giovanili professionistici.

Pro Vercelli.

Chieri.

Barletta.

AlbinoLeffe.

Torino Under 17 e Primavera.

Casale.

Asti.

Vado.

Ed è proprio l’ultima esperienza a rendere particolarmente significativa la scelta dell’Alessandria.

Sesia arriva infatti al Moccagatta dopo avere appena conquistato una promozione in Serie C.

COL VADO HA CHIUSO UN’ATTESA LUNGA 78 ANNI

Il tecnico era subentrato sulla panchina del Vado nel dicembre 2025.

Pochi mesi più tardi arriva il risultato.

Il 26 aprile 2026, con il 5-0 sul campo della NovaRomentin, il club ligure conquista matematicamente il primo posto nel Girone A di Serie D.

Serie C.

Una promozione storica.

Il Vado mancava dal professionismo da 78 anni.

Sesia completa quindi un’impresa enorme e, anziché seguire la squadra nella categoria superiore, sceglie una nuova sfida.

L’Alessandria.

Una società che vuole percorrere esattamente la stessa strada.

IL MESSAGGIO DELLA PROPRIETÀ È CHIARO

Prendere un allenatore appena promosso dalla Serie D alla Serie C significa inevitabilmente alzare le aspettative.

Nessuno può pretendere che una neopromossa vinca automaticamente il campionato.

Ma l’Alessandria non può neppure essere considerata una matricola normale.

Storia.

Stadio.

Pubblico.

Struttura.

Ambizioni.

Tutto spinge verso un obiettivo diverso rispetto alla semplice salvezza.

La società vuole consolidarsi.

Ma contemporaneamente vuole continuare la risalita.

Dopo due promozioni consecutive fermarsi completamente sarebbe quasi innaturale.

SESIA CONOSCE PERFETTAMENTE IL GIRONE A

Esiste inoltre un enorme vantaggio.

Il nuovo allenatore conosce praticamente ogni dettaglio del raggruppamento nel quale giocherà l’Alessandria.

La scorsa stagione guidava il Vado.

Prima ancora aveva allenato proprio l’Asti.

Ha quindi affrontato molte delle società che ritroverà durante il 2026/27.

Campi.

Allenatori.

Giocatori.

Ambienti.

Trasferte.

Nel calcio dilettantistico questa conoscenza può avere un valore enorme.

La Serie D cambia profondamente da girone a girone.

Sesia non dovrà scoprire il Girone A.

Lo conosce già.

E IL DESTINO GLI CONSEGNA SUBITO L’ASTI

Il tabellone della Coppa Italia sembra quasi scritto apposta.

Prima partita ufficiale con l’Alessandria.

Avversaria:

Asti.

Il club che Sesia ha allenato dal 2023 fino al gennaio 2025.

Un incrocio particolare.

Il tecnico conosce ambiente e diversi uomini della formazione biancorossa.

Dall’altra parte l’Asti conosce perfettamente il proprio ex allenatore.

Difficile immaginare un debutto più ricco di intrecci.

L’ASTI NON ARRIVA AL MOCCAGATTA PER FARE DA COMPARSA

Sarebbe però un errore leggere la partita soltanto attraverso il blasone delle due società.

L’Asti arriva da una stagione complicata, conclusa attraverso la salvezza, e ha avviato un nuovo ciclo societario.

Alla guida tecnica è rimasto Francesco Buglio.

Una scelta di continuità importante.

La formazione biancorossa ha quindi il vantaggio di possedere già alcuni meccanismi consolidati.

L’Alessandria, invece, ha cambiato molto.

Nuovo allenatore.

Nuovi principi.

Numerosi nuovi giocatori.

Il Moccagatta spingerà i Grigi.

Ma la partita dovrà essere vinta sul campo.

L’ATTACCO HA GIÀ MANDATO SEGNALI IMPORTANTI

Il precampionato ha offerto indicazioni interessanti soprattutto nel reparto offensivo.

Vincenzo Alfiero.

Abou Diop.

Giuseppe Saccà.

Sono alcuni degli uomini che Sesia può utilizzare per costruire peso offensivo.

Nell’ultimo test contro lo Spartak San Damiano è arrivato un successo per 5-1.

Tripletta di Saccà.

Reti di Diop e Balan.

Naturalmente le amichevoli di agosto non possono essere trasformate in verdetti.

Condizione differente.

Carichi differenti.

Avversarie differenti.

Ma segnare con continuità permette almeno di cominciare la stagione con fiducia.

DA OGGI, PERÒ, IL RISULTATO TORNA A CONTARE

La partita contro l’Asti cambia completamente prospettiva.

Non è più preparazione.

È Coppa Italia.

Gara secca.

Chi vince passa.

Chi perde viene eliminato.

In caso di parità dopo novanta minuti si passerà direttamente ai calci di rigore.

Non esistono supplementari.

Una formula che riduce ulteriormente le differenze teoriche tra le squadre.

Un episodio può decidere tutto.

SE PASSA, IL 30 AGOSTO C’È IL CHISOLA

Il tabellone è già definito.

La vincente di Alessandria-Asti accederà al Primo Turno del 30 agosto.

L’avversaria sarà il Chisola.

Un’altra formazione che conosce perfettamente il Girone A e che negli ultimi anni ha costruito un progetto estremamente interessante.

Per l’Alessandria significherebbe affrontare due gare ufficiali prima ancora dell’inizio del campionato.

Una situazione ideale per Sesia.

Il nuovo allenatore ha bisogno soprattutto di minuti veri per accelerare la costruzione della squadra.

IL 6 SETTEMBRE IL CAMPIONATO PARTE CON UN DERBY

Poi arriverà la partita che conta davvero per la classifica.

6 settembre 2026.

Prima giornata del Girone A.

Valenzana Mado-Alessandria.

Un derby.

Una trasferta di pochissimi chilometri.

Un debutto che immediatamente riporterà la squadra dentro il clima del calcio piemontese.

Sette giorni più tardi arriverà invece la prima casalinga.

Alessandria-Sestri Levante.

Il calendario non prevede quindi un periodo iniziale semplice.

POI UN ALTRO DERBY CONTRO L’ASTI

Esiste inoltre una curiosità.

La partita di Coppa di oggi non sarà certamente l’unico confronto stagionale tra Grigi e biancorossi.

Il campionato prevede infatti Alessandria-Asti il 27 settembre, quinta giornata.

Significa che Sesia potrebbe affrontare la propria ex squadra due volte nell’arco di poco più di un mese.

Prima senza appello in Coppa.

Poi per tre punti.

Due partite che contribuiranno immediatamente a definire gli equilibri regionali del Girone A.

IL GIRONE A È PIENO DI INSIDIE

L’Alessandria possiede inevitabilmente uno dei nomi maggiormente pesanti del raggruppamento.

Ma non sarà sola.

La Sanremese ha costruito un progetto estremamente ambizioso e ha appena portato in Serie D un giocatore come Yann M’Vila.

Il Ligorna arriva da una stagione di altissimo livello.

Il Sestri Levante possiede struttura ed esperienza.

Biellese, Varese, Chisola, Imperia, Saluzzo e numerose altre società conoscono profondamente la categoria.

E poi esistono le neopromosse che entreranno nel campionato senza nulla da perdere.

Ogni settimana può diventare complicata.

IL NOME ALESSANDRIA NON REGALA PUNTI

È probabilmente questa la principale sfida psicologica.

Molte avversarie affronteranno i Grigi con motivazioni enormi.

Giocare al Moccagatta.

Affrontare una società che pochi anni fa era in Serie B.

Misurarsi contro una delle maglie storiche del calcio italiano.

Per alcune squadre sarà inevitabilmente una delle partite più importanti della stagione.

Sesia conosce perfettamente questa dinamica.

L’ha appena vissuta dall’altra parte guidando un Vado obbligato a vincere.

E sa che il blasone può diventare contemporaneamente una forza e un peso.

OLTRE 400 ABBONAMENTI PRIMA ANCORA DEL CAMPIONATO

La risposta iniziale della tifoseria è comunque significativa.

La campagna abbonamenti ha già superato quota 400 tessere.

Un dato destinato naturalmente a crescere nelle prossime settimane.

La società ha accompagnato la nuova Serie D attraverso uno slogan che racconta perfettamente il momento:

“Coraggio D Sognare”.

La lettera D non è casuale.

È contemporaneamente la categoria raggiunta e il punto dal quale continuare a guardare più in alto.

IL MOCCAGATTA RESTA IL PRINCIPALE PATRIMONIO

In Serie D sono pochissime le società che possono disporre di un impianto come il Moccagatta.

Uno stadio costruito per il calcio professionistico.

Una storia enorme.

Un pubblico che ha vissuto Serie A, Serie B e Serie C.

Trasformarlo in un vero fattore può diventare decisivo.

Perché vincere un campionato significa soprattutto costruire continuità in casa.

Se il Moccagatta tornerà a riempirsi progressivamente, ogni trasferta ad Alessandria assumerà una dimensione differente.

ANCHE L’UNDER 19 DIVENTA PARTE DEL PROGETTO

La nuova società non vuole però costruire soltanto attraverso il mercato.

Uno dei punti indicati durante l’estate riguarda proprio la crescita del settore giovanile.

L’Under 19 è stata affidata ad Alessandro Tornari e dovrà lavorare in stretta connessione con la prima squadra.

L’obiettivo è trasformarla progressivamente in un vero serbatoio.

Una necessità anche tecnica.

La Serie D obbliga infatti a utilizzare contemporaneamente tre giovani appartenenti alle fasce previste dal regolamento.

Avere quote cresciute internamente può produrre un vantaggio enorme.

Sportivo.

Economico.

Identitario.

DOPO DUE PROMOZIONI COMINCIA LA PARTE PIÙ DIFFICILE

La storia recente dell’Alessandria rischia quasi di creare un’illusione.

Promozione.

Vittoria.

Promozione.

Vittoria.

Serie D.

Il percorso sembra lineare.

Ma proprio adesso comincia la fase nella quale continuare a salire diventa enormemente più complicato.

Dalla Serie D alla Serie C esiste una sola promozione diretta per girone.

Soltanto la prima classificata sale automaticamente.

Non basta fare un buon campionato.

Non basta arrivare ai playoff.

Non basta essere competitivi.

Per tornare nel professionismo bisogna arrivare davanti a tutti.

SESIA SA ESATTAMENTE COSA SIGNIFICA

Ed è probabilmente proprio questa la ragione principale della scelta.

Marco Sesia l’ha fatto pochi mesi fa.

Ha guidato il Vado alla vittoria del Girone A.

Conosce quindi il numero di punti necessario.

Conosce la pressione delle ultime giornate.

Conosce quanto possano pesare i pareggi apparentemente innocui.

Conosce l’importanza di vincere anche quando la squadra non gioca bene.

E soprattutto conosce la sensazione di dover inseguire un obiettivo per mesi senza poter praticamente sbagliare.

L’Alessandria spera che riesca a trasferire tutto questo dentro il nuovo gruppo.

OGGI IL PRIMO VERDETTO DELLA NUOVA ERA

Alle ore 16 terminerà la fase delle ipotesi.

Alessandria-Asti.

Moccagatta.

Turno preliminare della Coppa Italia Serie D.

Marco Sesia contro la propria ex squadra.

Una società che soltanto due anni fa ripartiva dalla Promozione entra ufficialmente nel calcio nazionale.

Il risultato naturalmente non definirà l’intera stagione.

Ma rappresenterà il primo vero esame.

Dopo due campionati dominati, l’Alessandria entra in un livello nel quale il margine diminuisce.

La qualità aumenta.

Gli errori costano di più.

ALESSANDRIA, LA RICOSTRUZIONE È FINITA: ADESSO COMINCIA LA SCALATA

Promozione 2024/25.

Eccellenza 2025/26.

Serie D 2026/27.

Due salti consecutivi hanno riportato i Grigi dentro il calcio nazionale.

Nel frattempo sono tornati nome e simboli storici.

È cambiata la proprietà.

È nata una società di capitali.

È arrivato un allenatore appena promosso in Serie C.

E la piazza ha ricominciato a guardare verso l’alto.

Oggi alle 16 il Moccagatta riaprirà le porte per Alessandria-Asti. Due anni dopo la ripartenza dai campionati regionali, i Grigi sono nuovamente in Serie D. La ricostruzione ha raggiunto il primo grande traguardo. Adesso comincia il passaggio realmente difficile: trasformare una squadra che ha imparato a vincere nei dilettanti regionali in un club capace di continuare la propria corsa verso il professionismo.

Autore

Raffaele Falanga scrive per Pianeta Serie D e segue notizie, mercato, comunicati e approfondimenti sul calcio dilettantistico nazionale.