TRIESTINA, DALLA SERIE C ALLA D DOPO 24 PUNTI DI PENALIZZAZIONE: OGGI A MORTEGLIANO COMINCIA LA RICOSTRUZIONE
La Triestina torna oggi a disputare una partita ufficiale dopo una delle stagioni più tormentate della propria storia recente. Domenica 23 agosto alle ore 16 gli alabardati affronteranno il Lavarian Mortean Esperia al “Franco Beltrame” di Mortegliano nel turno preliminare della Coppa Italia Serie D. È il primo vero esame della squadra costruita da Daniele Delli Carri e affidata a Gaetano Fontana dopo una retrocessione dalla Serie C condizionata pesantemente dai 24 punti complessivi di penalizzazione inflitti al club durante il 2025/26. La ricostruzione estiva è stata radicale: nove giocatori della nuova rosa hanno già vinto complessivamente quattordici campionati di Serie D. Oggi mancheranno Bonaccorsi e Corti, mentre circa un centinaio di sostenitori alabardati accompagneranno la squadra. Se passa il turno, il 30 agosto ci sarà il Brian Lignano. Poi, dal 6 settembre, partirà la vera missione: riportare immediatamente Trieste verso il professionismo.
Per la Triestina non è semplicemente la prima partita della nuova stagione.
È il momento nel quale deve provare a chiudere definitivamente una delle pagine più difficili della propria storia recente.
Oggi, domenica 23 agosto, alle ore 16, gli alabardati entreranno in campo a Mortegliano contro il Lavarian Mortean Esperia.
Coppa Italia Serie D.
Turno preliminare.
Novanta minuti.
Calci di rigore immediati in caso di parità.
Ma soprattutto:
la prima partita ufficiale della Triestina dopo la retrocessione dalla Serie C.
UNA RETROCESSIONE CHE NON PUÒ ESSERE SPIEGATA SOLTANTO DAL CAMPO
Il 2025/26 resterà inevitabilmente una stagione anomala.
La Triestina ha chiuso il Girone A di Serie C all’ultimo posto.
Ma il dato della classifica non può essere letto senza considerare ciò che è successo fuori dal terreno di gioco.
Durante il campionato sono infatti arrivati provvedimenti disciplinari ripetuti legati a violazioni amministrative.
Il totale finale delle penalizzazioni ha raggiunto 24 punti.
Una voragine.
La squadra aveva conquistato sul campo un numero di punti molto superiore rispetto a quelli comparsi nella classifica ufficiale.
Ma la zavorra amministrativa era diventata impossibile da compensare.
La retrocessione matematica è arrivata addirittura il 15 marzo, con sei giornate ancora da disputare, dopo la sconfitta interna per 3-2 contro la Pro Vercelli.
Per una società con la storia della Triestina è stato uno dei momenti più dolorosi degli ultimi anni.
I 24 PUNTI HANNO STRAVOLTO COMPLETAMENTE IL CAMPIONATO
Il dato merita di essere isolato.
Ventiquattro punti di penalizzazione.
Otto vittorie.
Oppure ventiquattro pareggi.
Una quantità di punti praticamente impossibile da recuperare dentro un campionato professionistico.
Le sanzioni sono arrivate attraverso procedimenti differenti e hanno accompagnato la Triestina per gran parte della stagione.
La squadra ha quindi vissuto un campionato nel quale il risultato del fine settimana non coincideva necessariamente con la reale evoluzione della classifica.
Vincere poteva non bastare.
Recuperare terreno poteva diventare inutile dopo un nuovo provvedimento.
Alla fine il campo ha semplicemente certificato una situazione compromessa da mesi.
ADESSO LA PAROLA D’ORDINE È RIPARTIRE
La Triestina ha scelto di non affrontare la Serie D attraverso una gestione di semplice ridimensionamento.
Il club ha invece costruito durante l’estate un progetto profondamente nuovo.
Nuova organizzazione sportiva.
Nuovo allenatore.
Rosa praticamente rifatta.
Giocatori scelti soprattutto per una caratteristica:
sapere già come si vince questa categoria.
È probabilmente il segnale più evidente delle ambizioni alabardate.
La Triestina non vuole imparare lentamente la Serie D.
Vuole provare a uscirne.
DELLI CARRI È TORNATO PER COSTRUIRE LA RISALITA
Il primo uomo scelto per il nuovo progetto è stato Daniele Delli Carri.
Direttore sportivo.
Contratto fino al 30 giugno 2027.
Per lui si tratta di un ritorno.
Era già arrivato a Trieste nel novembre 2024 e aveva contribuito alla costruzione della squadra che nella stagione 2024/25 riuscì a conquistare la permanenza in Serie C attraverso un percorso estremamente complicato.
La società ha deciso di richiamarlo assegnandogli una missione completamente diversa.
Allora bisognava salvare la categoria.
Adesso bisogna provare a riconquistarla.
FONTANA È L’UOMO SCELTO PER LA PANCHINA
La guida tecnica è stata affidata a Gaetano Fontana.
Classe 1970.
Una lunga carriera prima da centrocampista e successivamente da allenatore.
Da calciatore ha vestito maglie importanti come:
Reggina.
Padova.
Alessandria.
Juve Stabia.
Ascoli.
Fiorentina.
Napoli.
Da tecnico ha invece lavorato soprattutto tra Serie C e Serie D.
Nocerina.
Juve Stabia.
Cosenza.
Casertana.
Fano.
Imolese.
Turris.
Latina.
Gubbio.
La Triestina ha quindi scelto un allenatore che conosce contemporaneamente il livello dal quale il club arriva e quello nel quale dovrà giocare.
FONTANA NON DEVE GESTIRE UNA SQUADRA RETROCESSA
È un dettaglio importante.
La nuova Triestina conserva pochissimo della formazione vista nella precedente Serie C.
Delli Carri ha praticamente costruito un gruppo nuovo.
Questo significa perdere una parte degli automatismi.
Ma significa anche eliminare molte delle scorie psicologiche legate all’ultima stagione.
I nuovi arrivati non devono dimenticare la retrocessione.
Non l’hanno vissuta.
Devono soltanto costruire qualcosa di diverso.
È probabilmente la scelta più netta che la società potesse effettuare.
Non correggere.
Ricostruire.
NOVE GIOCATORI HANNO GIÀ VINTO LA SERIE D
La caratteristica più impressionante della nuova rosa emerge analizzando il curriculum degli uomini scelti da Delli Carri.
Sono nove i giocatori che hanno già terminato almeno una volta una stagione di Serie D al primo posto.
Complessivamente hanno conquistato quattordici promozioni in Serie C.
Un dato enorme.
La filosofia è evidente.
Se l’obiettivo è vincere il campionato, meglio affidarsi anche a chi sa già cosa significa riuscirci.
La quarta serie possiede dinamiche particolarissime.
Non basta avere calciatori tecnicamente superiori.
Bisogna conoscere:
campi piccoli;
trasferte complicate;
squadre molto aggressive;
obblighi under;
partite bloccate;
pressione delle grandi piazze;
necessità di vincere anche giocando male.
La Triestina ha provato a comprare proprio questa esperienza.
BELTRAME E MUNARETTO: TRE PROMOZIONI A TESTA
I due uomini simbolo di questa caratteristica sono Paolo Beltrame e Andrea Munaretto.
Tre campionati di Serie D vinti ciascuno.
E curiosamente con le stesse società.
Arzignano.
Union Clodiense.
Treviso.
Beltrame e Munaretto hanno quindi vissuto ripetutamente la pressione di squadre costruite per arrivare davanti.
Sanno cosa significa affrontare marzo e aprile con ogni punto che pesa enormemente.
Sanno cosa significa essere considerati favoriti.
E soprattutto conoscono perfettamente il Girone C e il calcio del Nord-Est.
Per la Triestina possono diventare riferimenti anche fuori dal campo.
IBRAHIMA BA NE HA VINTE DUE
A quota due promozioni c’è Ibrahima Ba.
Centrocampista con oltre duecento presenze nella categoria.
Ha vinto la Serie D con la Vibonese e successivamente con il Lecco.
Un altro giocatore che conosce quindi il significato della corsa al primo posto.
In un campionato nel quale molte partite vengono decise soprattutto nella zona centrale, il suo peso fisico e la propria esperienza possono diventare particolarmente utili.
Fontana potrà utilizzarlo per dare equilibrio a una squadra costruita con numerosi giocatori offensivi.
ANCHE VONA ARRIVA DA UN CAMPIONATO VINTO
Edoardo Vona possiede invece un’esperienza freschissima.
Nell’ultima stagione ha conquistato la promozione con la Folgore Caratese.
Significa arrivare a Trieste dopo avere vissuto esattamente pochi mesi fa ciò che la società alabardata vuole provare a fare nel maggio 2027.
La sensazione della volata.
La pressione delle ultime giornate.
La necessità di mantenere il vantaggio.
La festa finale.
Esperienze che nessuna seduta tattica può insegnare.
SORRENTINO CONOSCE SOPRATTUTTO LA SERIE C
Altro profilo particolarmente significativo è Lorenzo Sorrentino.
Il suo curriculum racconta soprattutto dieci stagioni consecutive trascorse nel professionismo.
Ma possiede anche una vittoria in Serie D.
Con la Sambenedettese.
Stagione 2015/16.
Da quel momento ha praticamente sempre giocato in Serie C.
Portarlo alla Triestina significa inserire nel reparto offensivo un giocatore che conosce direttamente il livello che il club vuole riconquistare.
Non soltanto quello nel quale giocherà.
FERRETTI PORTA ANCHE GOL
Andrea Ferretti arriva invece dal Sestri Levante.
Nell’ultima stagione ha raggiunto la doppia cifra abbondante in Serie D.
È uno degli uomini chiamati a creare qualità tra centrocampo e attacco.
E anche lui ha già vinto questa categoria.
Nel 2022/23, proprio con il Sestri Levante.
La Triestina ha quindi provato a combinare due elementi.
Esperienza vincente.
Produzione offensiva.
Perché alla fine la Serie D può essere interpretata in cento modi differenti.
Ma senza gol non si sale.
CHIARELLA HA GIÀ FESTEGGIATO CON LA CAVESE
Anche Lorenzo Chiarella conosce perfettamente la sensazione.
Promozione in Serie C conquistata con la Cavese nel 2023/24.
Esterno offensivo.
Capacità di saltare l’uomo.
Possibilità di giocare tra le linee.
Un altro elemento che permette a Fontana di modificare struttura senza necessariamente cambiare interpreti.
Il tecnico ha lavorato durante la preparazione soprattutto sulla necessità di occupare maggiormente la metà campo avversaria.
Giocatori come Chiarella diventano fondamentali proprio contro le squadre che difenderanno basse.
BONACCORSI E BASSINI COMPLETANO IL GRUPPO DEI “VINCENTI”
La difesa contiene altri due uomini che hanno già conquistato la categoria.
Samuele Bonaccorsi, primo con il Novara nel 2021/22.
Gianmarco Bassini, promosso con il Picerno nel 2018/19.
Aggiungendo Munaretto e Vona emerge una particolarità evidente:
praticamente l’intero reparto dei centrali può contare su giocatori che hanno già vinto almeno una volta la Serie D.
È una scelta precisa.
Le squadre che vincono i campionati non sono necessariamente quelle che segnano più gol.
Sono quasi sempre quelle che attraversano lunghi periodi senza concedere partite agli avversari.
OGGI, PERÒ, BONACCORSI NON CI SARÀ
Il primo appuntamento ufficiale arriverà con alcune assenze.
Samuele Bonaccorsi non sarà disponibile.
Mancherà anche Alessandro Corti, uno degli attaccanti individuati durante l’estate per aumentare il peso offensivo.
Fontana dovrà quindi costruire il primo undici senza due possibili titolari.
Niente di drammatico ad agosto.
Ma abbastanza per rendere ancora più utile la partita.
Perché la Serie D richiederà profondità fin dalle prime settimane.
L’ULTIMO TEST HA MOSTRATO UNA TRIESTINA A DUE FACCE
Giovedì 20 agosto gli alabardati hanno affrontato il Muggia nell’ultimo allenamento congiunto prima della Coppa.
Il risultato finale è stato:
Triestina 3-1 Muggia.
Ma la partita ha offerto due versioni molto differenti della squadra.
Nel primo tempo la formazione di Fontana ha faticato.
Ritmo basso.
Poche accelerazioni.
Difficoltà nel trovare spazi.
Muggia avanti.
Nella ripresa la situazione è cambiata completamente.
La Triestina ha aumentato pressione e velocità, ribaltando il risultato attraverso le reti di Caccioppoli, Vona e Sorrentino.
Un test utile proprio perché ha mostrato quanto il lavoro sia ancora incompleto.
LA DIFESA A QUATTRO PUÒ DIVENTARE A TRE DURANTE LA COSTRUZIONE
Le prime uscite hanno cominciato a mostrare anche alcune idee tattiche di Fontana.
La base difensiva è a quattro.
Ma in costruzione uno dei terzini può alzarsi notevolmente.
La linea diventa quindi quasi a tre.
Un movimento utilizzato per creare superiorità nella prima uscita e contemporaneamente portare un uomo in più nella metà campo avversaria.
È un calcio che richiede sincronismi.
Se il terzino sale nel momento sbagliato, la squadra può essere attaccata nello spazio.
Se lo fa correttamente, permette di schiacciare l’avversaria.
Serve tempo.
La Coppa può accelerare questo processo.
OGGI IL PRIMO AVVERSARIO È IL LAVARIAN MORTEAN ESPERIA
Il battesimo ufficiale non arriverà contro una grande piazza.
Ma proprio per questo può diventare particolarmente pericoloso.
Il Lavarian Mortean Esperia, indicato comunemente come LME, è una delle neopromosse del Girone C.
La formazione friulana gioca a Mortegliano.
Stadio “Franco Beltrame”.
1.500 posti.
Per la Triestina significa passare immediatamente dalla dimensione del Nereo Rocco a quella di uno dei tanti impianti che caratterizzeranno la nuova categoria.
È questo, probabilmente, il primo vero adattamento necessario.
DAL ROCCO AGLI STADI DELLA D
La differenza non è soltanto estetica.
Uno stadio piccolo cambia anche la partita.
Pubblico più vicino.
Spazi differenti attorno al terreno.
Atmosfera più raccolta.
Avversaria spesso ancora più aggressiva.
Il grande club abituato alle strutture professionistiche deve imparare immediatamente a non interpretare questo contesto come qualcosa di inferiore.
La Serie D è piena di squadre tecnicamente meno attrezzate che riescono a costruire punti proprio sfruttando ambiente e conoscenza del proprio campo.
Per la Triestina sarà uno dei principali esami della stagione.
SOLTANTO 150 POSTI RISERVATI AGLI OSPITI
Anche dal punto di vista del pubblico la nuova dimensione appare immediatamente evidente.
Il settore destinato ai sostenitori alabardati dispone di appena 150 biglietti.
Il contingente rappresenta il dieci per cento della capienza complessiva dell’impianto.
Circa un centinaio di tifosi dovrebbe seguire la squadra oggi a Mortegliano.
Per una società abituata al Nereo Rocco e a numeri di altra dimensione è un’immagine quasi simbolica della nuova realtà.
La Triestina dovrà attraversare anche questo.
SE PASSA, IL 30 AGOSTO C’È IL BRIAN LIGNANO
Il tabellone della Coppa è già definito.
La vincente di LME-Triestina accederà al Primo Turno del 30 agosto.
Ad aspettarla ci sarà il Brian Lignano.
Ancora una trasferta.
Ancora un avversario del Nord-Est.
Ancora una partita ufficiale prima del campionato.
Per Fontana sarebbe quasi la soluzione ideale.
Una squadra completamente nuova ha bisogno soprattutto di minuti veri.
Non allenamenti.
Non test nei quali il risultato diventa secondario.
Partite nelle quali un errore produce eliminazione.
LA COPPA NON È L’OBIETTIVO, MA PUÒ DIVENTARE PREZIOSISSIMA
È difficile immaginare che la priorità della Triestina sia vincere la Coppa Italia Serie D.
Il principale obiettivo è evidente.
Serie C.
Ma proprio per questo andare avanti nella competizione può risultare estremamente utile.
Delli Carri ha costruito la rosa in poche settimane.
Fontana ha iniziato la preparazione soltanto il 29 luglio.
Molti giocatori non avevano mai lavorato insieme.
Ogni partita aggiuntiva permette quindi di accelerare la conoscenza reciproca.
Il 23 agosto LME.
Il 30 eventualmente Brian Lignano.
Il 6 settembre il campionato.
Un percorso progressivo perfetto.
IL CAMPIONATO COMINCIA AD ALTAVILLA VICENTINA
La prima giornata del Girone C è fissata per domenica 6 settembre.
La Triestina debutterà sul campo dell’Unione La Rocca Altavilla.
Ancora trasferta.
Ancora una realtà abituata al calcio dilettantistico.
Soltanto sette giorni più tardi arriverà il ritorno a Trieste.
Triestina-Calvi Noale.
Quella sarà probabilmente la vera giornata simbolica.
Il pubblico alabardato tornerà ad accompagnare la squadra in una partita di campionato di Serie D.
Una categoria nella quale l’Unione mancava da molti anni.
POI SUBITO UN INFRASETTIMANALE
Il calendario non concede neppure un periodo di adattamento.
13 settembre:
Calvi Noale.
16 settembre:
trasferta contro il Campodarsego.
20 settembre:
Bassano.
27 settembre:
trasferta contro il Cjarlins Muzane.
Cinque partite nelle prime tre settimane.
Per una squadra nuova significa essere obbligata a trovare immediatamente condizione e profondità.
Gli errori di costruzione estiva possono essere pagati molto rapidamente.
IL GIRONE C NON SARÀ UNA PASSEGGIATA
Il nome Triestina porterà inevitabilmente molti a considerare gli alabardati favoriti.
La storia però insegna che il blasone non basta.
Nel Girone C ci sono società estremamente organizzate.
Campodarsego.
Union Clodiense.
Legnago Salus.
Luparense.
Mestre.
Bassano.
Cjarlins Muzane.
Brian Lignano.
Este.
Squadre che conoscono la Serie D molto meglio della Triestina attuale.
Alcune lavorano da anni attraverso strutture consolidate.
Altre possiedono organici costruiti espressamente per competere nella parte alta.
Ogni trasferta potrà nascondere difficoltà.
ESSERE LA TRIESTINA SIGNIFICHERÀ AVERE UN AVVERSARIO IN PIÙ
La pressione.
Ogni squadra che affronterà gli alabardati avrà una motivazione speciale.
Per molti giocatori sarà una delle partite più importanti della stagione.
Per alcune società giocare al Rocco rappresenterà un evento.
Per altre battere la Triestina diventerà un risultato da ricordare.
È il destino delle grandi piazze costrette a scendere nei dilettanti.
La partita normale praticamente non esiste.
Fontana dovrà riuscire a trasferire questo concetto molto velocemente alla squadra.
LA ROSA È STATA COSTRUITA PROPRIO PER REGGERE QUESTA PRESSIONE
È qui che torna il dato delle quattordici promozioni.
Beltrame.
Munaretto.
Ba.
Vona.
Sorrentino.
Bonaccorsi.
Ferretti.
Bassini.
Chiarella.
Non semplicemente buoni giocatori.
Uomini che hanno già vissuto squadre obbligate a stare davanti.
La Triestina ha provato a ridurre il rischio principale:
avere una rosa tecnicamente forte ma impreparata psicologicamente alla Serie D.
Delli Carri ha scelto il percorso opposto.
Prendere soprattutto chi conosce già la strada.
L’ULTIMA VITTORIA DI UN CAMPIONATO RESTA LONTANISSIMA
Esiste anche un dato storico che aumenta ulteriormente la pressione.
La Triestina non chiude un campionato al primo posto da decenni.
Le successive risalite sono arrivate attraverso meccanismi differenti:
playoff;
ripescaggi;
riammissioni.
La nuova Serie D offre invece una strada molto semplice e brutalmente selettiva.
Arrivare primi.
Una sola squadra per girone viene promossa direttamente in Serie C.
I playoff non garantiscono il salto.
Possono soltanto migliorare una posizione nella graduatoria per eventuali ripescaggi.
Per una società che vuole avere certezza del professionismo esiste quindi un’unica soluzione.
Vincere il Girone C.
PER QUESTO OGNI PUNTO PESERÀ ENORMEMENTE
La Serie D non concede molte possibilità di recupero alle grandi favorite.
Un pareggio inatteso a settembre sembra insignificante.
Ad aprile può diventare il punto mancante.
Una sconfitta su un campo difficile può sembrare fisiologica.
Tre risultati del genere possono decidere un campionato.
È questa la mentalità che la Triestina deve recuperare immediatamente.
In Serie C esistono playoff capaci di portare in alto anche chi chiude lontano dal primo posto.
In Serie D il primo posto cambia completamente il destino.
LA SOCIETÀ DEVE RICONQUISTARE ANCHE CREDIBILITÀ
Il risultato sportivo non rappresenta l’unica sfida.
Dopo quanto accaduto nella stagione precedente, la nuova governance deve ricostruire anche il rapporto tra società, città e tifoseria.
Le penalizzazioni.
Le questioni amministrative.
La retrocessione.
Mesi nei quali parlare del campo era diventato quasi secondario.
La scelta di affidarsi a Delli Carri e Fontana va letta anche dentro questa esigenza.
Riportare il calcio al centro.
Fare in modo che il lunedì si discuta di una vittoria oppure di una sconfitta.
Non di un nuovo procedimento.
OGGI IL PRIMO PASSO È PICCOLO SOLTANTO SULLA CARTA
LME-Triestina può sembrare una partita sproporzionata osservando esclusivamente storia e dimensione delle due società.
Sarebbe probabilmente il primo errore.
Per il Lavarian Mortean Esperia affrontare la Triestina rappresenta un’occasione enorme.
Per gli alabardati è una partita che tutti si aspettano debbano vincere.
Quindi la pressione sarà quasi completamente da una parte.
È la situazione che la Triestina incontrerà moltissime volte durante la stagione.
Proprio per questo il test è perfetto.
MORTELGIANO PUÒ ESSERE IL VERO INIZIO DELLA NUOVA STORIA
Il quadro è definito.
Domenica 23 agosto 2026.
Ore 16.
Polisportivo Franco Beltrame di Mortegliano.
Lavarian Mortean Esperia-Triestina.
Turno preliminare della Coppa Italia Serie D.
Bonaccorsi e Corti indisponibili.
Circa un centinaio di tifosi alabardati attesi.
In caso di parità dopo novanta minuti:
calci di rigore.
In caso di qualificazione:
Brian Lignano il 30 agosto.
Poi, il 6 settembre, l’esordio in campionato sul campo dell’Unione La Rocca Altavilla.
TRIESTINA, DA OGGI NON CONTA PIÙ CIÒ CHE È SUCCESSO
La stagione precedente resterà nella storia.
24 punti di penalizzazione.
Retrocessione matematica con sei giornate d’anticipo.
Ultimo posto.
Una società costretta a ricostruire praticamente tutto.
Ma dal primo pallone di Mortegliano quelle vicende non potranno più produrre alibi.
Daniele Delli Carri ha costruito una squadra con nove giocatori che hanno già vinto complessivamente quattordici campionati di Serie D.
Gaetano Fontana ha ricevuto una rosa progettata per competere.
La città continua ad aspettare.
Il professionismo rappresenta inevitabilmente l’orizzonte.
La Triestina arriva in Serie D dopo essere stata travolta da una stagione nella quale troppo spesso il campo è passato in secondo piano. La vera rivoluzione del nuovo corso deve cominciare proprio da qui: tornare a fare in modo che siano i novanta minuti a decidere il futuro. Oggi a Mortegliano comincia la Coppa Italia. Ma per l’Unione, soprattutto, comincia la lunga strada per riconquistare la Serie C.