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SERIE D, GIRONE B DA PAURA: CHIEVO E PIACENZA HANNO VINTO I PLAYOFF, VIRTUS VERONA SCENDE DALLA C, MILAN FUTURO CERCA IL SALTO

La Serie D 2026/27 presenta nel Girone B uno dei raggruppamenti più difficili da decifrare dell’intero campionato. ChievoVerona e Piacenza arrivano entrambi dalla vittoria dei playoff della scorsa stagione, il Milan Futuro riparte dopo essere stato eliminato proprio dal Chievo e ha affidato la panchina allo spagnolo Sergio Navarro Barquero, mentre la Virtus Verona torna tra i dilettanti dopo otto stagioni consecutive in Serie C. A completare il quadro ci sono società consolidate come Palazzolo, Brusaporto e Villa Valle, una neopromossa ambiziosa come il Nibbiano e Valtidone e un gruppo lombardo capace ogni anno di produrre sorprese. Ma il regolamento non cambia: diciotto squadre e una sola promozione diretta. Qualcuna costruita per salire resterà inevitabilmente in Serie D.

Una sola promozione.

È questo il dato dal quale bisogna partire per comprendere realmente il Girone B della Serie D 2026/27.

Perché osservando le squadre inserite nel raggruppamento sembra quasi di trovarsi davanti a un piccolo campionato professionistico.

ChievoVerona.

Piacenza.

Milan Futuro.

Virtus Verona.

Nomi, strutture e progetti che appartengono a dimensioni completamente differenti rispetto alla normale percezione del massimo campionato dilettantistico.

Ma a maggio soltanto una potrà festeggiare la promozione diretta in Serie C.

E questa semplice regola trasforma il Girone B in una corsa nella quale ogni punto perso può diventare enorme.

DICIOTTO SQUADRE E UNA SOLA CERTEZZA: NON C’È SPAZIO PER TUTTE

La Lega Nazionale Dilettanti ha inserito nel Girone B:

Brusaporto;
Caldiero Terme;
ChievoVerona;
Club Milano;
Fiorenzuola;
Leon;
Milan Futuro;
Nibbiano e Valtidone;
Palazzolo;
Pavonese;
Piacenza;
Real Calepina;
Rovato;
Scanzorosciate;
Tritium;
Villa Valle;
Virtus CiseranoBergamo;
Virtus Verona.

Diciotto squadre.

Trentaquattro giornate.

Tre under obbligatori contemporaneamente in campo: un 2006, un 2007 e un 2008.

E soprattutto una sola promozione automatica.

La seconda classificata può vincere i playoff.

Può migliorare la propria posizione nelle graduatorie utilizzate per eventuali ripescaggi.

Ma non ottiene automaticamente la Serie C.

Per salire senza dipendere da ciò che succede altrove bisogna arrivare primi.

CHIEVO, L’ULTIMA STAGIONE È FINITA VINCENDO I PLAYOFF

Il ChievoVerona parte inevitabilmente tra le squadre maggiormente attese.

La stagione precedente aveva già mostrato un progetto capace di stare stabilmente nelle zone alte.

Poi sono arrivati i playoff.

Semifinale contro il Milan Futuro.

Una partita durissima.

Dopo novanta minuti il risultato era ancora in equilibrio.

Servono i supplementari.

Alla fine:

ChievoVerona-Milan Futuro 2-1.

Qualificazione.

Sette giorni dopo arriva la finale sul campo della Casatese.

Ancora supplementari.

Ancora sofferenza.

Questa volta:

Casatese-ChievoVerona 2-3.

Il Chievo conquista quindi i playoff del Girone B.

Non la promozione.

È proprio questa la differenza che rende la Serie D così brutale.

VINCERE I PLAYOFF E RESTARE NELLA STESSA CATEGORIA

Nel professionismo il termine playoff viene automaticamente associato alla possibilità di ottenere una promozione attraverso il campo.

In Serie D il meccanismo è differente.

Il successo nella post-season non consegna direttamente la Serie C.

Serve principalmente per definire una graduatoria utile nel caso in cui durante l’estate si liberino posti nel professionismo.

Il Chievo ha quindi terminato l’ultima stagione vincendo la propria fase playoff.

Eppure a settembre ripartirà ancora dalla Serie D.

È probabilmente una delle principali motivazioni del nuovo campionato.

DIDU RESTA ALLA GUIDA

La società ha deciso di non cancellare quanto costruito.

Marco Didu resta l’allenatore.

Una scelta logica.

Il Chievo possiede già principi.

Conosce il girone.

Ha mantenuto una parte importante della struttura precedente.

Ed è intervenuto sul mercato per aumentare ulteriormente profondità e qualità.

Tra gli innesti dell’estate ci sono giocatori destinati ad ampliare soprattutto le alternative nei reparti.

Il club ha lavorato anche sulla porta, inserendo Jonas Arlanch, e sulla difesa con Abdoul Hate Bane ed Edoardo Sturli.

La base del progetto resta però soprattutto la continuità.

PALOSCHI È ANCORA UN NOME CHE PESA

Dentro questa struttura rimane anche un giocatore che non ha bisogno di presentazioni.

Alberto Paloschi.

Serie A.

Milan.

Parma.

Chievo.

Swansea.

Atalanta.

Spal.

Cagliari.

Siena.

Una carriera costruita quasi interamente nel professionismo.

In Serie D non basta naturalmente il curriculum.

Ma nelle partite bloccate avere un attaccante abituato a leggere l’area con quella esperienza può diventare determinante.

Il Chievo non parte quindi da zero.

Parte da una squadra che aveva già imparato a competere.

E che adesso vuole trasformare il successo nei playoff in qualcosa di molto più importante.

IL PIACENZA HA FATTO ESATTAMENTE LA STESSA COSA IN UN ALTRO GIRONE

Se il Chievo arriva dalla vittoria dei playoff del Girone B, il Piacenza arriva da quella del Girone D.

Anche i biancorossi hanno terminato la stagione precedente attraverso una post-season importante.

Prima:

Pistoiese-Piacenza 1-3 dopo i supplementari.

Poi la finale.

Lentigione-Piacenza 0-2.

Anche il Piacenza ha quindi chiuso il 2025/26 vincendo i playoff.

Anche il Piacenza è rimasto in Serie D.

E adesso le due squadre che hanno terminato la precedente stagione con lo stesso tipo di risultato si ritrovano direttamente nello stesso girone.

DUE VINCITRICI DEI PLAYOFF PER UN SOLO PRIMO POSTO

È probabilmente questo il dato che rende il Girone B così interessante.

Chievo e Piacenza hanno già dimostrato di poter affrontare partite ad alta pressione.

Hanno già costruito squadre da zona alta.

Hanno già vissuto finali playoff.

Ma almeno una delle due non potrà vincere il campionato se l’altra arriverà prima.

E non è nemmeno detto che siano loro a giocarsi il primo posto fino alla fine.

Perché dentro il girone esistono altre squadre con strumenti sufficienti per inserirsi nella corsa.

IL PIACENZA HA SCELTO LA CONTINUITÀ DI FRANZINI

Anche il club emiliano ha deciso di non rivoluzionare la guida tecnica.

Arnaldo Franzini resta in panchina.

La società gli ha affidato nuovamente la squadra dopo un finale di stagione che aveva confermato la crescita del gruppo.

È una scelta importante soprattutto perché il Piacenza vuole evitare un altro anno di rincorsa.

In una piazza di questa dimensione il concetto di “campionato importante” non può durare all’infinito.

Il Garilli.

Il pubblico.

La storia professionistica.

Tutto porta inevitabilmente verso un obiettivo.

Serie C.

CALISTRI È IL NUOVO UOMO MERCATO

La principale novità riguarda invece la direzione sportiva.

Il club ha affidato la costruzione della nuova rosa a Leonardo Calistri.

Il suo messaggio iniziale è stato estremamente chiaro.

Costruire una squadra forte.

Competitiva.

Con fame.

Perché indossare la maglia del Piacenza in Serie D significa inevitabilmente trovarsi dentro una situazione nella quale ogni avversario cerca di giocare la partita dell’anno.

La qualità da sola non basta.

Serve soprattutto continuità.

RRPaj È UNO DEGLI ULTIMI INNESTI

Durante le ultime settimane il Piacenza ha continuato ad aggiungere giocatori.

Tra gli ultimi arrivi figura Paolo Rrpaj, centrocampista classe 1997 legato al club fino al 2028.

Un investimento che racconta anche la volontà di non costruire soltanto per nove mesi.

Il progetto deve avere continuità.

Avere giocatori sotto contratto per più stagioni permette di diminuire quella necessità di ricominciare ogni estate quasi completamente da capo che caratterizza molte società dilettantistiche.

Ma naturalmente l’orizzonte principale resta la stagione che sta per cominciare.

POI C’È IL MILAN FUTURO

Ed è probabilmente la squadra più difficile da valutare dell’intero girone.

Perché il Milan Futuro non nasce con lo stesso obiettivo istituzionale di Chievo e Piacenza.

Il progetto rossonero esiste soprattutto per:

formare giocatori;

accelerarne la crescita;

avvicinarli alla prima squadra;

permettere ai migliori giovani del settore giovanile di affrontare calcio adulto.

Ma questo non significa che il risultato non conti.

Anzi.

La seconda stagione consecutiva in Serie D deve inevitabilmente produrre una crescita anche dal punto di vista competitivo.

L’ULTIMO CAMPIONATO ERA FINITO CONTRO IL CHIEVO

Il Milan Futuro conosce già perfettamente una delle principali avversarie.

La squadra rossonera aveva infatti raggiunto i playoff nel 2025/26.

E proprio lì aveva trovato il Chievo.

2-1 dopo i supplementari.

Eliminazione.

La stagione si era chiusa così.

Il nuovo campionato offrirà immediatamente la possibilità di verificare se il progetto abbia compiuto il passo successivo.

E questa volta ci sarà un nuovo allenatore.

SERGIO NAVARRO È UNA SCELTA PERFETTAMENTE COERENTE CON IL PROGETTO

Il Milan ha affidato la squadra a Sergio Navarro Barquero.

Classe 1979.

Spagnolo.

Un curriculum particolare.

Settore giovanile del Castellón.

Rubin Kazan.

Villarreal.

Karpaty Lviv.

Levante.

Responsabile del settore giovanile dell’Athletic Club di Bilbao.

Poi la stagione 2025/26 alla guida del Debrecen, conclusa al quarto posto del campionato ungherese e con la qualificazione europea.

Non è quindi il classico allenatore scelto per conoscere perfettamente i campi della Serie D.

È un tecnico individuato soprattutto per la capacità di lavorare con i giovani.

Esattamente ciò che serve al Milan Futuro.

L’OBIETTIVO DEL MILAN È DIFFERENTE, MA IL TALENTO PUÒ CAMBIARE IL CAMPIONATO

Il Milan non ha bisogno della promozione nello stesso modo nel quale ne hanno bisogno Piacenza o Chievo.

Il valore del progetto viene misurato anche attraverso quanti giocatori riescano a compiere il salto verso livelli superiori.

Ma esiste un elemento da non sottovalutare.

Il talento.

Il Milan Futuro può schierare ragazzi tecnicamente superiori alla normale media della Serie D.

Giocatori abituati a Milanello.

Allenamenti di altissimo livello.

Confronto quotidiano con metodologie professionistiche.

Se Navarro riuscirà a trasformare questo talento in continuità contro squadre adulte, la formazione rossonera può diventare molto più di una semplice outsider.

E ALLA QUINTA GIORNATA C’È GIÀ MILAN FUTURO-PIACENZA

Il calendario permette di capire rapidamente quanto il Girone B possa diventare spettacolare.

Alla quinta giornata, il 27 settembre, è già previsto:

Milan Futuro-Piacenza.

Alla ottava giornata, il 18 ottobre:

ChievoVerona-Milan Futuro.

Alla decima:

Virtus Verona-Milan Futuro.

Tre partite capaci di misurare molto rapidamente il livello del nuovo progetto rossonero.

Non servirà aspettare dicembre per capire qualcosa.

LA VIRTUS VERONA ARRIVA DIRETTAMENTE DALLA SERIE C

Esiste poi una quarta squadra che rende il quadro ancora più pesante.

Virtus Verona.

La formazione rossoblù è retrocessa dalla Serie C al termine della stagione 2025/26.

Un evento importante soprattutto considerando la continuità precedente.

La Virtus aveva trascorso otto stagioni consecutive tra i professionisti.

Dal 2018.

Un progetto diventato quasi unico nel calcio italiano per il rapporto tra dimensione societaria e risultati ottenuti.

Adesso torna nel massimo campionato dilettantistico.

GIGI FRESCO CONOSCE IL CLUB COME NESSUN ALTRO

Parlare della Virtus Verona significa inevitabilmente parlare di Luigi Fresco.

Presidente.

Allenatore.

Simbolo.

Una delle figure più particolari dell’intero calcio nazionale.

La retrocessione cambia categoria.

Non cancella un sistema costruito durante decenni.

È proprio questo uno degli aspetti che può rendere pericolosissima la Virtus.

Molte retrocesse dalla Serie C arrivano in D completamente destrutturate.

Dirigenti che cambiano.

Allenatori che cambiano.

Giocatori che partono.

Proprietà in difficoltà.

La Virtus mantiene invece una cultura societaria profondamente riconoscibile.

ALLA SECONDA GIORNATA C’È GIÀ PIACENZA-VIRTUS VERONA

Anche in questo caso il calendario non aspetta.

13 settembre.

Seconda giornata.

Piacenza-Virtus Verona.

Garilli.

Una squadra che ha vinto i playoff di Serie D contro una formazione appena scesa dal professionismo.

È probabilmente una delle partite che permetteranno immediatamente di capire il reale rapporto tra due delle principali candidate.

Tre giorni più tardi ci sarà già il primo turno infrasettimanale.

Non esisterà quindi neppure il tempo per analizzare troppo.

IL PALAZZOLO RESTA UNA DELLE SQUADRE DA NON SOTTOVALUTARE

Dietro i quattro nomi maggiormente mediatici esiste poi tutto il resto del girone.

Ed è proprio qui che spesso nascono le sorprese.

Il Palazzolo è una società ormai abituata a costruire squadre competitive.

Conoscenza della categoria.

Struttura.

Mercato mirato.

Ambiente senza la pressione delle grandi piazze.

È esattamente il tipo di squadra che può approfittare degli errori delle favorite.

Mentre Piacenza e Chievo devono vincere quasi ogni domenica per rispondere alle aspettative, società come Palazzolo possono costruire la propria classifica in maniera più silenziosa.

BRUSAPORTO E VILLA VALLE SONO LE CLASSICHE TRAPPOLE DEL GIRONE

Stesso discorso per realtà come:

Brusaporto.

Villa Valle.

Due società che conoscono profondamente il calcio lombardo e la Serie D.

Organizzazione.

Settori giovanili.

Continuità tecnica.

Capacità di costruire giocatori.

Sono proprio queste formazioni a rendere complicato il campionato delle grandi.

Non servono venti ex professionisti per togliere punti a una favorita.

Serve una squadra che sappia esattamente cosa fare.

E il Girone B ne contiene diverse.

IL NIBBIANO E VALTIDONE È UNA DELLE NOVITÀ PIÙ INTERESSANTI

Tra le neopromosse merita attenzione il Nibbiano e Valtidone.

Per una squadra che arriva dall’Eccellenza, entrare in un raggruppamento con Piacenza, Chievo, Milan Futuro e Virtus Verona significa trovarsi immediatamente dentro un livello completamente differente.

Ma le neopromosse possiedono spesso un vantaggio.

Arrivano da una stagione vincente.

Hanno entusiasmo.

Mantengono una parte dell’ossatura.

E soprattutto non devono affrontare la stessa pressione delle favorite.

Ogni punto conquistato contro una big diventa qualcosa in più.

LA PAVONESE HA GIÀ IMPARATO QUANTO POSSA ESSERE DURO IL NUOVO LIVELLO

Anche la Pavonese è una delle formazioni provenienti dall’Eccellenza.

Il primo contatto ufficiale con la nuova categoria è già arrivato.

Turno preliminare di Coppa Italia.

Tritium-Pavonese.

0-0.

Poi eliminazione ai calci di rigore.

Una partita equilibrata che ha però già mostrato uno degli aspetti principali del salto di categoria.

Gli episodi pesano molto di più.

In Eccellenza si può avere tempo per recuperare.

In Serie D ogni errore viene punito più rapidamente.

ANCHE LA TRITIUM ARRIVA CON ENTUSIASMO

Dall’altra parte quella qualificazione ha premiato proprio la Tritium, altra neopromossa inserita nel girone.

La squadra di Matteo Serafini ha già ottenuto il primo risultato ufficiale.

È un dettaglio che può sembrare secondario.

Ma iniziare la stagione con una qualificazione costruita attraverso una partita complicata può avere un valore enorme.

Soprattutto per un gruppo che deve ancora misurarsi con la nuova categoria.

CALDIERO E FIORENZUOLA AGGIUNGONO ALTRO PESO

Dentro il Girone B ci sono inoltre società come Caldiero Terme e Fiorenzuola.

Club che negli ultimi anni hanno conosciuto direttamente il professionismo oppure costruito strutture abituate ad avvicinarsi a quel livello.

Non saranno certamente semplici avversarie di passaggio.

È proprio questa la differenza rispetto ad altri raggruppamenti.

Il Girone B non possiede soltanto tre o quattro grandi nomi.

Possiede una fascia molto larga di squadre potenzialmente in grado di togliere punti a chiunque.

IL PROBLEMA DELLE FAVORITE SARÀ VINCERE LE PARTITE “NORMALI”

I big match attirano attenzione.

Chievo-Piacenza.

Piacenza-Virtus.

Milan Futuro-Chievo.

Ma i campionati di Serie D vengono spesso decisi altrove.

Sul campo del Real Calepina.

Contro il Brusaporto.

A Scanzorosciate.

In una trasferta contro il Leon.

Dentro una partita nella quale la favorita trova dieci giocatori dietro la linea della palla e deve inventare qualcosa.

È lì che si costruiscono le promozioni.

Le grandi squadre spesso riescono a giocare bene contro le grandi.

La differenza la fa la continuità contro tutte le altre.

GLI UNDER POSSONO DECIDERE IL CAMPIONATO

Esiste poi una variabile impossibile da ignorare.

Ogni formazione dovrà mantenere contemporaneamente in campo:

un 2006;
un 2007;
un 2008.

Tre posti.

Quasi un terzo della formazione.

Questo significa che una squadra con otto over straordinari e tre giovani non pronti può essere meno competitiva di una formazione apparentemente inferiore ma con quote affidabili.

Il mercato degli under diventa quindi quasi importante quanto quello dei grandi nomi.

E proprio qui Milan Futuro possiede naturalmente un vantaggio strutturale.

Per il progetto rossonero utilizzare giovani non rappresenta un obbligo.

È la propria ragione d’esistenza.

PER CHIEVO E PIACENZA È INVECE UNA QUESTIONE DI EQUILIBRIO

Le due grandi piazze dovranno trovare il punto giusto.

Inserire giovani sufficientemente forti senza rinunciare all’esperienza.

Proteggerli nei momenti di difficoltà.

E soprattutto evitare di cambiare continuamente formazione soltanto per rispettare il regolamento.

Le squadre che vincono la Serie D quasi sempre possiedono quote che smettono molto rapidamente di essere considerate quote.

Diventano semplicemente titolari.

CINQUE GIORNATE NELLE PRIME TRE SETTIMANE

Il calendario aumenta ulteriormente la difficoltà.

6 settembre.

13 settembre.

16 settembre.

20 settembre.

27 settembre.

Cinque giornate in ventidue giorni.

Significa che settembre può già cambiare completamente la percezione di una stagione.

Una squadra che parte male non avrà una settimana intera per correggere.

Dovrà giocare.

Recuperare.

Viaggiare.

Ruotare.

Gestire infortuni.

E contemporaneamente continuare eventualmente a intervenire sul mercato.

La profondità della rosa diventerà immediatamente fondamentale.

CHIEVO-PIACENZA ARRIVERÀ SOLTANTO ALL’ULTIMA D’ANDATA

Il calendario ha invece conservato per la fine uno degli incontri più attesi.

20 dicembre 2026.

Diciassettesima giornata.

ChievoVerona-Piacenza.

Ultima partita del girone d’andata.

Un incrocio che potrebbe avere già un peso enorme sulla classifica.

E il ritorno arriverà addirittura nell’ultima giornata.

2 maggio 2027.

Piacenza-ChievoVerona.

È difficile immaginare un calendario più suggestivo.

Le due vincitrici dei playoff della stagione precedente potrebbero affrontarsi nell’ultima giornata con la Serie C ancora in palio.

MA SAREBBE UN ERRORE RIDURRE TUTTO A UN DUELLO

Il rischio è proprio questo.

Chievo contro Piacenza.

Il racconto più semplice.

Probabilmente anche quello maggiormente mediatico.

Ma la presenza di Milan Futuro e Virtus Verona rende qualsiasi previsione molto più fragile.

E dietro esistono società capaci di costruire trentaquattro partite di grande continuità.

Il Girone B sembra quindi avere almeno quattro livelli di possibile competizione.

Le favorite dichiarate.

Le outsider di altissimo livello.

Le squadre consolidate.

Le neopromosse.

Il problema è che ogni fascia può togliere punti a quella superiore.

LA SERIE C PASSA DA 34 PARTITE, NON DAI NOMI

Il Chievo può presentare Paloschi.

Il Piacenza può riempire il Garilli.

Il Milan Futuro può utilizzare talenti provenienti da uno dei migliori settori giovanili italiani.

La Virtus Verona arriva dopo otto anni di professionismo.

Ma il 6 settembre tutti partiranno da zero.

Zero punti.

Nessun bonus per la storia.

Nessun vantaggio per il curriculum.

Nessun punto assegnato per il budget.

E soprattutto nessuna promozione garantita attraverso i playoff.

GIRONE B, QUALCUNO RESTERÀ DELUSO PER FORZA

È probabilmente questa la vera notizia osservando il raggruppamento.

Non possono vincere tutti.

Il Chievo ha vinto i playoff e vuole compiere il passo successivo.

Il Piacenza ha vinto i playoff e vuole tornare nel professionismo.

La Virtus Verona arriva direttamente dalla Serie C e vuole trasformare la retrocessione in una parentesi.

Il Milan Futuro vuole dimostrare che il proprio progetto può crescere anche dal punto di vista dei risultati.

Palazzolo e le altre outsider aspettano gli errori.

Le neopromosse arriveranno con entusiasmo e pochissima pressione.

Diciotto squadre, trentaquattro giornate e una sola promozione diretta. Il Girone B parte con almeno quattro progetti capaci di guardare concretamente verso la Serie C. Questo significa una sola cosa: prima ancora del calcio d’inizio, è già certo che almeno qualcuna delle squadre costruite per salire dovrà restare un altro anno in Serie D.

Autore

Raffaele Falanga scrive per Pianeta Serie D e segue notizie, mercato, comunicati e approfondimenti sul calcio dilettantistico nazionale.