AVOLA, IMPRESA AL “RAZZA”: VIBONESE ELIMINATA AI RIGORI, LA MATRICOLA CHE MANCAVA DALLA D DA 53 ANNI FA SUBITO RUMORE
Il ritorno dell’Avola in Serie D comincia con un’impresa. La formazione di Attilio Sirugo elimina la Vibonese nel turno preliminare di Coppa Italia dopo un 2-2 ricco di ribaltamenti e una serie di rigori decisa a oltranza. Fratantonio porta avanti i siciliani, Cosendrey firma una doppietta e ribalta il risultato, ma appena un minuto più tardi Tedesco trova il 2-2 con una conclusione dalla distanza. Dal dischetto l’Avola mantiene maggiore lucidità e conquista il Primo Turno. È un risultato dal peso particolare: appena 70 giorni fa il club rossoblù festeggiava il ritorno in quarta serie dopo 53 anni. Il 30 agosto ci sarà già un altro esame, in trasferta contro il Milazzo.
L’Avola aveva aspettato 53 anni per tornare in Serie D.
Gli sono bastati novanta minuti, più i rigori, per far capire di non volerci entrare in punta di piedi.
Al “Luigi Razza” di Vibo Valentia arriva uno dei risultati più significativi del primo turno preliminare della Coppa Italia:
Vibonese-Avola 2-2, con qualificazione siciliana dagli undici metri.
Una vittoria che acquista ancora più valore considerando il contesto.
La Vibonese ha cominciato l’estate attraverso un profondo rinnovamento societario e tecnico, con Salvatore Marra in panchina e Fabrizio Maglia alla direzione sportiva, mentre l’Avola si presenta alla nuova categoria con l’entusiasmo della promozione conquistata soltanto lo scorso giugno.
FRATANTONIO GELA SUBITO IL RAZZA
La Vibonese prova inizialmente a prendere il controllo della partita, ma l’Avola dimostra immediatamente di non essere arrivato in Calabria con l’obiettivo di limitare i danni.
La squadra di Sirugo costruisce la prima grande occasione già al 9’, quando Tedesco sfiora il vantaggio con un colpo di testa in tuffo.
La Vibonese risponde e al 26’ Cosendrey colpisce il palo.
Quattro minuti più tardi, però, arriva il gol degli ospiti.
30’: Fratantonio.
L’Avola sfrutta una situazione dentro l’area e trova lo 0-1.
Per una squadra appena promossa e impegnata sul campo di una formazione molto più abituata alla categoria è il primo segnale vero della serata.
COSENDREY RIBALTA TUTTO
La reazione della Vibonese è immediata.
Passano appena sei minuti e Cosendrey ristabilisce l’equilibrio.
1-1.
Il brasiliano diventa poi protagonista assoluto anche all’inizio della ripresa.
Sono trascorsi appena due minuti dal rientro dagli spogliatoi quando un’azione costruita da Cerutti e Cess porta nuovamente il pallone dalle parti dell’attaccante.
Cosendrey conclude.
Gol.
Vibonese 2, Avola 1.
Nel giro di diciassette minuti la squadra di Marra sembra aver completamente trasformato la partita.
MA L’AVOLA PAREGGIA DOPO APPENA SESSANTA SECONDI
È qui che emerge probabilmente l’indicazione più importante sulla formazione siciliana.
Una neopromossa, in trasferta, dopo essere passata dall’1-0 al 2-1 potrebbe perdere distanze e sicurezza.
L’Avola reagisce esattamente al contrario.
Passa praticamente un minuto.
Tedesco riceve e lascia partire una conclusione dalla distanza che sorprende la retroguardia rossoblù.
2-2.
La partita viene nuovamente azzerata.
È uno di quei gol che possono modificare completamente anche la componente psicologica di una gara.
La Vibonese aveva appena completato la rimonta.
Non ha neppure il tempo di gestirla.
TEDESCO, PRIMO GOL PESANTE DOPO IL MERCATO ESTIVO
La rete assume un significato particolare anche osservando il mercato dell’Avola.
Emmanuele Tedesco è uno degli innesti arrivati durante l’estate per aumentare il livello offensivo della squadra.
Aveva già mandato segnali importanti durante il precampionato e nella prima vera partita trova immediatamente un gol pesantissimo.
Non una rete realizzata quando la partita è già indirizzata.
Il gol del 2-2, in trasferta, pochi secondi dopo essere finiti sotto.
È esattamente il tipo di risposta che una neopromossa ha bisogno di ricevere dai nuovi acquisti.
LA VIBONESE PROVA A VINCERLA NEL FINALE
Dopo il pareggio la partita rimane aperta.
La Vibonese aumenta progressivamente la pressione e prova a evitare i rigori.
Cerutti e Marsico costruiscono alcune delle situazioni più pericolose.
L’Avola soffre, ma mantiene il risultato.
Nel finale la squadra di Marra resta inoltre in dieci per l’espulsione di Spanò.
Dopo novanta minuti il tabellone continua a indicare:
2-2.
Il regolamento della Coppa Italia Serie D non prevede tempi supplementari.
La qualificazione viene decisa direttamente dal dischetto.
DAL DISCHETTO COMINCIA UN’ALTRA PARTITA
La serie si apre con l’Avola.
Alfò non sbaglia.
Per la Vibonese va D’Agata, ma la conclusione termina fuori.
Il vantaggio iniziale dei siciliani dura poco: Palermo fallisce il proprio tentativo e Cerutti riporta la sequenza in equilibrio.
Poi tocca nuovamente a Tedesco.
Dopo il gol segnato durante la partita, l’attaccante si prende anche la responsabilità dagli undici metri.
Segna.
Cosendrey, invece, sbaglia.
L’uomo che aveva realizzato entrambe le reti della Vibonese non riesce a completare la propria serata dal dischetto.
SI ARRIVA A OLTRANZA
La qualificazione continua però a cambiare proprietario.
Figini sbaglia per l’Avola.
Bertolo segna per la Vibonese.
Calderone e Leonori trasformano i rispettivi tentativi.
Dopo cinque calciatori per parte nessuna delle due squadre è riuscita a chiudere la serie.
Si va quindi a oltranza.
Per l’Avola si presenta Puglisi.
Gol.
La pressione passa completamente sulla Vibonese.
Castro deve segnare per continuare.
Sbaglia.
Fine.
L’Avola può festeggiare.
SETTANTA GIORNI FA ERA ANCORA IN ECCELLENZA
È proprio la cronologia a rendere ancora più importante il risultato.
14 giugno 2026.
Avola-Kamarat.
Finale di ritorno degli spareggi nazionali di Eccellenza.
All’andata l’Avola aveva vinto 1-0 a Cammarata grazie alla rete di Figini arrivata praticamente sull’ultima azione.
Al ritorno basta l’1-1.
Osvaldo porta avanti il Kamarat.
Caruso pareggia.
Poi il triplice fischio.
L’Avola torna in Serie D 53 anni dopo l’ultima partecipazione.
Poco più di due mesi dopo quella festa, la stessa squadra entra nel “Luigi Razza” e elimina la Vibonese.
Non è un passaggio secondario.
È il primo indizio che la matricola potrebbe possedere strumenti sufficienti per non vivere la nuova categoria soltanto attraverso la lotta per sopravvivere.
SIRUGO HA CONSERVATO L’IDENTITÀ DELLA PROMOZIONE
La società ha scelto una linea molto precisa durante l’estate.
Non cancellare ciò che aveva funzionato.
Attilio Sirugo è rimasto in panchina.
Numerosi protagonisti della promozione sono stati confermati.
Poi sono arrivati rinforzi mirati per aumentare esperienza e alternative.
Una strategia completamente differente rispetto a quella delle neopromosse che cambiano quindici o venti giocatori pensando che la rosa dell’Eccellenza non possa essere competitiva al livello superiore.
L’Avola ha deciso invece di proteggere l’identità.
E il risultato di Vibo sembra già premiare almeno una parte di questa scelta.
L’AVOLA SA GIÀ SOFFRIRE
La partita offre soprattutto una risposta che normalmente richiede settimane.
La squadra sa rimanere dentro una gara complicata.
Passa avanti.
Viene raggiunta.
Va sotto.
Pareggia immediatamente.
Soffre nel finale.
Arriva ai rigori.
E vince.
Sono situazioni molto differenti concentrate dentro un solo pomeriggio.
Per una matricola rappresentano quasi un corso accelerato di Serie D.
Perché il nuovo campionato presenterà esattamente questo tipo di problemi.
Partite nelle quali non sarà possibile dominare.
Momenti nei quali bisognerà difendere.
Episodi contrari.
Trasferte complicate.
L’Avola ha ricevuto immediatamente la prima prova.
L’ha superata.
PER LA VIBONESE, INVECE, PRIMO STOP DEL NUOVO CORSO
Dall’altra parte l’eliminazione lascia inevitabilmente qualche interrogativo.
La Vibonese sta attraversando un’estate di profonda trasformazione.
Nuova proprietà.
Nuovo organigramma.
Nuovo direttore sportivo.
Nuovo allenatore.
Rosa ampiamente ricostruita.
Il progetto nasce con la volontà di cambiare completamente prospettiva rispetto alla sofferta stagione precedente e riportare progressivamente il club verso posizioni più importanti.
La prima partita ufficiale dimostra però quanto il lavoro sia ancora in corso.
Due gol segnati.
Diverse occasioni create.
Ma anche l’incapacità di gestire il vantaggio conquistato all’inizio della ripresa.
E alla fine eliminazione.
LA COPPA FINISCE, MA PER MARRA PUÒ DIVENTARE UN TEST PREZIOSO
Naturalmente il risultato del 23 agosto non deve essere trasformato in una sentenza.
Il campionato inizierà soltanto il 6 settembre.
La Vibonese ha quindi due settimane per utilizzare ciò che è successo contro l’Avola.
Correggere le distanze.
Inserire ulteriormente i nuovi arrivati.
Valutare il mercato.
Capire le gerarchie.
La Coppa termina.
Ma il materiale raccolto da Marra può diventare molto utile.
Soprattutto perché la prima giornata del Girone I sarà già estremamente impegnativa.
PER L’AVOLA, INVECE, IL 30 AGOSTO C’È IL MILAZZO
La vittoria apre immediatamente un altro capitolo.
Il tabellone della Coppa Italia prevede:
Milazzo-Avola.
Domenica 30 agosto.
Primo Turno.
Un altro viaggio.
Un’altra partita ufficiale.
Un’altra formazione siciliana.
Per Sirugo sarà la possibilità di accumulare ulteriori minuti veri prima dell’inizio del campionato.
POI IL 6 SETTEMBRE SUBITO L’IGEA VIRTUS
Il calendario del Girone I non ha certamente regalato un avvio semplice alla neopromossa.
Prima giornata:
Nuova Igea Virtus-Avola.
Seconda:
Avola-Trapani.
Due partite che permetteranno immediatamente di capire quanto la squadra sia pronta per il salto.
Lo stesso Sirugo aveva sottolineato come l’inizio avrebbe messo alla prova la tempra del gruppo.
La prima risposta è arrivata ancora prima del campionato.
A Vibo Valentia.
L’AVOLA MANDA IL PRIMO MESSAGGIO AL GIRONE I
Una vittoria di Coppa non assegna punti.
Non garantisce la salvezza.
Non modifica le gerarchie costruite dal mercato.
Ma può cambiare velocemente la consapevolezza di una squadra.
L’Avola entra nella stagione da neopromossa.
Da formazione che mancava dalla Serie D da 53 anni.
Da società chiamata soprattutto a dimostrare di poter reggere il livello.
Il primo verdetto racconta qualcosa di differente.
Vibonese-Avola 2-2.
Fratantonio.
Doppietta Cosendrey.
Tedesco.
Poi i rigori.
Puglisi segna quello che mette pressione definitiva sui padroni di casa.
Castro sbaglia.
L’Avola passa.
Il 14 giugno festeggiava il ritorno in Serie D dopo oltre mezzo secolo. Il 23 agosto elimina in trasferta una Vibonese completamente ricostruita per aprire un nuovo ciclo. La categoria è appena cominciata, ma la matricola di Attilio Sirugo ha già ottenuto ciò che cercava: dimostrare a se stessa, prima ancora che alle avversarie, di poter stare dentro questo campionato senza paura.