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SERIE D, STRETTA SULLE DIRETTE: DAL 1° SETTEMBRE ACCESSO AGLI STADI SOLO PER LE EMITTENTI AUTORIZZATE

Il Dipartimento Interregionale richiama tutte le società e gli organi d’informazione al rispetto delle regole sui diritti audio-video per la stagione 2026/27. Dal 1° settembre, per le gare ufficiali di campionato e Coppa Italia, non sarà consentita la trasmissione in diretta da parte di emittenti prive dei relativi diritti e dell’autorizzazione prevista. Le società dovranno inoltre impedire l’accesso agli impianti alle emittenti non regolarmente accreditate e segnalare eventuali violazioni. Una stretta che interessa televisioni, radio, web tv e piattaforme digitali alla vigilia dell’inizio del nuovo campionato.

La Serie D mette ordine sul fronte delle trasmissioni delle partite.

A pochi giorni dall’inizio del campionato 2026/27, il Dipartimento Interregionale ha richiamato tutte le emittenti e le società al rispetto delle norme riguardanti diritto di cronaca, accrediti e acquisizione dei diritti audio-video.

La data da segnare è quella di martedì 1° settembre 2026.

Da quel momento, e fino al termine della stagione, le disposizioni verranno applicate a tutte le gare ufficiali di Serie D e Coppa Italia Serie D.

NIENTE DIRETTE SENZA L’ACQUISTO DEI DIRITTI

Il principio fondamentale riguarda la trasmissione integrale delle partite.

Una normale autorizzazione per esercitare il diritto di cronaca non consente automaticamente di effettuare la diretta della gara.

Le immagini live, così come le altre modalità di trasmissione integrale previste dai pacchetti commerciali, possono essere diffuse soltanto dalle emittenti che abbiano regolarmente acquisito i relativi diritti.

Il Dipartimento ha quindi ribadito che non saranno ammesse dirette effettuate da soggetti privi dell’autorizzazione e del pacchetto necessario.

Una precisazione particolarmente importante in un periodo nel quale televisioni tradizionali, web tv, canali social e piattaforme streaming consentono tecnicamente di trasmettere una partita con strumenti molto più semplici rispetto al passato.

La possibilità tecnica, però, non equivale al diritto di farlo.

DIRITTO DI CRONACA E DIRETTA SONO DUE COSE DIFFERENTI

È proprio questa la distinzione sulla quale la LND insiste maggiormente.

Il diritto di cronaca sportiva permette agli organi d’informazione autorizzati di raccontare l’evento nei limiti previsti dal regolamento.

Non equivale però alla possibilità di trasformare quel servizio giornalistico nella trasmissione completa della partita.

Per le immagini, ad esempio, il regolamento distingue chiaramente il materiale utilizzabile nell’ambito della cronaca dalle vere e proprie dirette audio-video.

Anche l’accesso allo stadio da parte degli operatori dell’informazione è subordinato alla preventiva autorizzazione del Dipartimento Interregionale e all’accredito richiesto alla società che disputa la partita in casa.

LE SOCIETÀ DOVRANNO CONTROLLARE GLI ACCESSI

La novità più significativa riguarda anche il ruolo affidato direttamente ai club.

Le società di Serie D sono state chiamate a verificare che le emittenti presenti negli impianti siano effettivamente accreditate e autorizzate.

In caso contrario non dovrà essere consentito l’accesso allo stadio.

Non sarà quindi sufficiente ottenere informalmente un lasciapassare dalla società o presentarsi con attrezzatura giornalistica.

Per svolgere determinate attività sarà necessario risultare in regola con l’iter previsto dal Dipartimento Interregionale.

L’ingresso negli impianti, secondo le disposizioni LND, richiede infatti sia l’autorizzazione federale sia l’accredito rilasciato dalla società ospitante.

CONTROLLI ANCHE DURANTE LE PARTITE

Il compito dei club non terminerà ai cancelli dello stadio.

Alle società è stato chiesto anche di vigilare su eventuali tentativi di trasmettere le gare senza averne acquisito il diritto.

Questo significa che l’attenzione riguarderà inevitabilmente anche dirette effettuate attraverso strumenti digitali.

Smartphone.

Social network.

Piattaforme video.

Canali web.

Sistemi che oggi permettono a qualsiasi operatore di andare online nel giro di pochi secondi.

La tecnologia ha reso più semplice produrre una diretta, ma proprio per questo la gestione dei diritti è diventata ancora più delicata.

LE VIOLAZIONI POTRANNO ESSERE SEGNALATE

Il Dipartimento Interregionale ha indicato anche una procedura precisa per le violazioni.

Le società che dovessero individuare trasmissioni non autorizzate potranno segnalarle direttamente alla struttura federale competente.

Un passaggio che rende evidente la volontà di aumentare i controlli nella nuova stagione.

Non soltanto regole scritte.

Ma una richiesta concreta ai club di collaborare affinché vengano rispettate.

COSA RISCHIANO LE EMITTENTI

Il regolamento LND prevede diversi livelli di intervento nei confronti delle emittenti che violano le disposizioni.

Si può partire dalla diffida.

In caso di ulteriori violazioni possono arrivare sospensioni temporanee dell’autorizzazione.

Nelle situazioni più gravi o reiterate può essere prevista anche la revoca dell’autorizzazione.

Un sistema progressivo che punta soprattutto a impedire che soggetti regolarmente autorizzati possano utilizzare l’accredito per attività differenti rispetto a quelle consentite.

UNA QUESTIONE DIVENTATA CENTRALE CON WEB TV E SOCIAL

Il tema non riguarda più soltanto le televisioni locali.

Negli ultimi anni il panorama dell’informazione sportiva è completamente cambiato.

Molte società possiedono canali social ufficiali.

Sono aumentate le web radio.

Sono nate decine di web tv.

Esistono testate giornalistiche che trasmettono esclusivamente attraverso internet.

E una partita può essere raccontata contemporaneamente su YouTube, Facebook, TikTok o altre piattaforme.

Le regole federali devono quindi confrontarsi con un sistema molto più frammentato rispetto all’epoca nella quale le dirette erano esclusivamente televisive o radiofoniche.

ANCHE LE SOCIETÀ DOVRANNO PRESTARE ATTENZIONE

La comunicazione riguarda direttamente anche i club.

Concedere l’ingresso all’interno dell’impianto a un soggetto non autorizzato può infatti rendere molto più difficile controllare ciò che accade successivamente.

Da qui l’indicazione:

verificare prima l’accreditamento e poi consentire l’accesso.

Una procedura destinata probabilmente a rendere più rigorosa anche la gestione delle tribune stampa durante il campionato.

IL CAMPIONATO PARTE IL 6 SETTEMBRE

La stretta entrerà in vigore pochi giorni prima dell’inizio della nuova Serie D.

Il campionato 2026/27 scatterà infatti domenica 6 settembre.

Le società avranno quindi meno di una settimana per organizzare completamente le procedure relative agli accrediti delle emittenti.

Prima ancora, domenica 30 agosto, si disputerà il Primo Turno della Coppa Italia Serie D.

Il nuovo richiamo del Dipartimento diventerà quindi pienamente operativo proprio nel passaggio tra la Coppa e l’esordio in campionato.

SERIE D, CAMBIA L’ACCESSO ALLE PARTITE PER L’INFORMAZIONE

La linea è quindi molto chiara.

Accreditamento per entrare negli stadi.

Autorizzazione per esercitare il diritto di cronaca.

Acquisizione dei diritti per effettuare le dirette previste dai relativi pacchetti.

Tre livelli che non devono essere confusi.

Per le emittenti significa programmare con maggiore attenzione il lavoro durante la stagione.

Per le società significa aumentare i controlli agli ingressi e durante le gare.

Dal 1° settembre la Serie D chiude quindi la porta alle trasmissioni improvvisate: chi vorrà raccontare il campionato dovrà rispettare le regole del diritto di cronaca, mentre chi vorrà trasmettere integralmente le partite dovrà possederne i diritti. Con 162 società, nove gironi e un pubblico digitale sempre più numeroso, la gestione delle immagini e delle dirette diventa uno dei primi grandi temi della stagione 2026/27.

Autore

Raffaele Falanga scrive per Pianeta Serie D e segue notizie, mercato, comunicati e approfondimenti sul calcio dilettantistico nazionale.