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ENNA, RIVOLUZIONE ALLA VIGILIA: DEBUTTO A PORTE CHIUSE E IL GAETA RESTA INDISPONIBILE

Settimane complicatissime per il club gialloverde dopo il nuovo passaggio di proprietà. Giancarlo Travagin ha preso in mano direttamente la ricostruzione societaria, Alfredo Cimino è stato confermato in panchina e domenica 6 settembre l’Enna inizierà il campionato contro la Digiesse PraiaTortora lontano dal Generale Gaeta: si giocherà a Calascibetta senza pubblico.

L’Enna arriva all’inizio della Serie D 2026/27 nel pieno di una vera rivoluzione societaria e organizzativa.

A poche ore dalla prima giornata di campionato, la formazione gialloverde si prepara infatti a debuttare in una situazione completamente differente rispetto a quella immaginata all’inizio dell’estate.

Nuova proprietà, organigramma ricostruito in corsa, staff tecnico definito soltanto nelle ultime settimane e soprattutto l’impossibilità di utilizzare lo stadio Generale Gaeta, interessato dai lavori di ristrutturazione.

Il risultato è un debutto decisamente particolare: domenica 6 settembre l’Enna affronterà la Digiesse PraiaTortora allo stadio comunale di Calascibetta e la partita verrà disputata a porte chiuse. (Enna Press)

IL NUOVO CORSO DI GIANCARLO TRAVAGIN

Il punto di partenza è il nuovo cambio societario maturato durante l’estate.

L’Enna è passato nelle mani dell’imprenditore Giancarlo Travagin, diventato presidente e proprietario dopo una fase particolarmente complessa per il futuro del club.

Un altro ribaltone arrivato a breve distanza dal precedente passaggio societario e soprattutto quando la nuova stagione era ormai vicinissima.

Travagin ha così dovuto avviare in tempi estremamente ridotti la costruzione della struttura tecnica e organizzativa della società.

L’obiettivo dichiarato è quello di dare stabilità all’Enna e costruire nel tempo un progetto capace di riportare il club verso categorie superiori. (Enna Notizie)

IL PRESIDENTE HA BLOCCATO NOMINE E INDISCREZIONI

La fase di transizione non è stata semplice.

Nelle settimane precedenti all’inizio del campionato si sono susseguite numerose indiscrezioni riguardanti allenatori, direttori e possibili collaboratori.

Una situazione che ha spinto Travagin a intervenire pubblicamente, rivendicando il controllo diretto delle decisioni societarie e facendo chiarezza su incarichi che non considerava ancora definiti.

Il presidente ha parlato di difficoltà burocratiche, tempi ridottissimi per completare il passaggio di proprietà e interferenze che avrebbero complicato ulteriormente il lavoro di ricostruzione.

Una presa di posizione particolarmente dura proprio mentre la squadra avrebbe invece avuto bisogno di programmare preparazione, mercato e organizzazione della stagione. (La Sicilia)

IN PANCHINA SI RIPARTE DA ALFREDO CIMINO

Almeno sul piano tecnico una certezza è arrivata.

L’Enna ha deciso di affidarsi nuovamente ad Alfredo Cimino, allenatore che conosce perfettamente l’ambiente gialloverde.

Cimino aveva assunto la guida della squadra durante la passata stagione dopo la separazione da Francesco Passiatore ed era riuscito a condurre il club alla permanenza in Serie D.

Con lui lavoreranno Salvatore Bertuccio nel ruolo di viceallenatore e Massimo Greco come preparatore dei portieri.

La scelta della continuità tecnica assume un peso ancora maggiore considerando tutto ciò che è cambiato intorno alla squadra.

In una società ricostruita praticamente in corsa, affidarsi a uno staff che conosce già piazza, ambiente e categoria rappresenta inevitabilmente un punto di partenza importante. (EnnaVivi)

UNA PREPARAZIONE CONDIZIONATA DALLE VICENDE SOCIETARIE

Il problema principale riguarda però il tempo.

L’Enna è arrivato alla preparazione della nuova stagione con un ritardo evidente rispetto alla maggior parte delle avversarie.

Il nuovo assetto societario ha costretto la proprietà a lavorare contemporaneamente su più fronti: completamento della rosa, staff tecnico, organizzazione interna e gestione delle strutture.

Una corsa contro il tempo che inevitabilmente potrà avere conseguenze anche sulle prime settimane di campionato.

Per Cimino la priorità sarà quindi costruire rapidamente identità e condizione atletica, evitando che le difficoltà estive si trasformino in un handicap troppo pesante nella prima parte della stagione.

ANCHE LO STADIO DIVENTA UN PROBLEMA

Alle questioni societarie si è aggiunta quella del Generale Gaeta.

Lo storico impianto di Enna non è attualmente disponibile a causa dei lavori di ristrutturazione.

Il club non potrà quindi disputare regolarmente le proprie gare interne nello stadio cittadino nella fase iniziale della stagione.

Una problematica tutt’altro che secondaria.

Non avere il proprio campo significa difficoltà logistiche, organizzative ed economiche e soprattutto impedisce alla società di sfruttare pienamente il sostegno della tifoseria nel momento più delicato della ricostruzione.

Travagin ha indicato l’indisponibilità dell’impianto come uno degli elementi che hanno maggiormente complicato la programmazione della nuova stagione. (La Sicilia)

DOMENICA A CALASCIBETTA, MA SENZA TIFOSI

La conseguenza immediata riguarda la prima giornata.

Enna-Digiesse PraiaTortora, in programma domenica 6 settembre alle ore 15, non verrà disputata al Generale Gaeta.

La sede scelta è lo stadio comunale di Calascibetta.

Ma c’è un altro elemento che renderà ancora più particolare il debutto: la gara sarà giocata a porte chiuse.

Non sarà quindi consentito l’accesso al pubblico.

Una situazione decisamente anomala per la prima partita casalinga della stagione e soprattutto per una società che avrebbe bisogno di ricostruire immediatamente entusiasmo e rapporto con la propria tifoseria. (Enna Press)

LA DIGIESSE PRAIATORTORA PRIMO TEST

Sul campo il primo avversario sarà la Digiesse PraiaTortora, formazione calabrese inserita nel Girone I.

Per l’Enna sarà difficile stabilire subito quale possa essere il proprio reale livello competitivo.

La squadra ha infatti lavorato in condizioni completamente differenti rispetto alla normale preparazione estiva e Cimino avrà bisogno soprattutto di tempo per mettere insieme il nuovo gruppo.

Ma la classifica non aspetta.

I punti conquistati a settembre avranno esattamente lo stesso valore di quelli messi in palio nella parte finale della stagione.

Ecco perché il debutto rappresenterà già un test importante.

DAL CAOS ALLA NORMALITÀ: È QUESTA LA PRIMA MISSIONE

Prima ancora di parlare di obiettivi sportivi, la vera sfida dell’Enna sembra essere quella di ritrovare rapidamente normalità.

Una proprietà stabile.

Una struttura dirigenziale definita.

Una rosa completa.

La possibilità di tornare nel proprio stadio.

E soprattutto la necessità di permettere a Cimino e ai giocatori di concentrarsi esclusivamente sul campo.

Il club gialloverde arriva alla partenza della Serie D dopo settimane nelle quali è successo praticamente di tutto.

Adesso comincia il campionato.

E per l’Enna il primo traguardo sarà probabilmente proprio questo: lasciarsi alle spalle l’emergenza estiva e trasformare una ricostruzione avvenuta in corsa in una stagione finalmente normale.

Domenica si parte da Calascibetta.

Senza il Generale Gaeta.

Senza pubblico.

Ma soprattutto con una certezza: dopo il terremoto societario dell’estate, per l’Enna è arrivato finalmente il momento di parlare anche di calcio giocato.

Autore

Raffaele Falanga scrive per Pianeta Serie D e segue notizie, mercato, comunicati e approfondimenti sul calcio dilettantistico nazionale.