SERIE D, SCATTA LA STRETTA SUI CONTI: CONTROLLI DECISIVI E RISCHIO PENALIZZAZIONI
La nuova stagione parte con un sistema di verifiche economiche molto più rigido. Per le società provenienti dall’area professionistica il primo passaggio arriva già il 15 settembre, quando saranno comunicate al Dipartimento Interregionale le eventuali posizioni debitorie relative agli adempimenti di giugno. Ma il vero spartiacque per tutte le 162 partecipanti sarà il 31 gennaio 2027: chi non avrà pagato integralmente calciatori e allenatori fino a dicembre rischierà un punto di penalizzazione per ogni mensilità non corrisposta, oltre a 5mila euro di ammenda e tre mesi di inibizione per il presidente.
Il campionato di Serie D 2026/27 comincia sul terreno di gioco, ma una delle partite più importanti della stagione verrà disputata anche fuori dal campo.
La Lega Nazionale Dilettanti ha infatti confermato un sistema di controlli economici particolarmente severo, costruito per impedire che società con stipendi arretrati possano arrivare alla fase decisiva del torneo alterando gli equilibri della classifica.
Il principio è semplice.
I contratti depositati devono essere rispettati.
E questa volta le conseguenze degli eventuali inadempimenti possono incidere direttamente sui punti conquistati durante il campionato.
PRIMO PASSAGGIO IL 15 SETTEMBRE
La prima data da seguire è vicinissima.
Riguarda le società provenienti dall’area professionistica e ammesse alla Serie D 2026/27.
Per questi club era stato fissato al 21 agosto 2026 il termine per assolvere agli obblighi economici relativi alla mensilità di giugno maturati durante la precedente esperienza professionistica.
Gli adempimenti comprendono gli emolumenti dovuti ai tesserati, ai dipendenti e ai collaboratori del settore sportivo, gli eventuali compensi collegati agli accordi depositati e i contributi del Fondo Fine Carriera.
La documentazione doveva dimostrare l’avvenuto pagamento.
Il passaggio successivo arriverà entro il 15 settembre.
Entro quella data gli organismi competenti dovranno comunicare al Dipartimento Interregionale le eventuali posizioni debitorie rilevate.
Non significa che il 15 settembre verranno automaticamente tolti punti alle società interessate.
È però il momento nel quale potranno emergere formalmente eventuali irregolarità.
RISCHIO DI UN PUNTO DI PENALIZZAZIONE
Il regolamento è molto chiaro sulle conseguenze.
Il mancato rispetto degli adempimenti previsti per le società provenienti dal professionismo costituisce illecito disciplinare.
La procedura passa attraverso il deferimento della Procura Federale e successivamente attraverso gli organi della giustizia sportiva.
La sanzione prevista è di un punto di penalizzazione in classifica, da scontare proprio nel campionato di Serie D 2026/27.
Un punto che a settembre può sembrare poco.
A maggio potrebbe invece significare promozione, playoff, playout o retrocessione.
Per questo il controllo assume un peso enorme.
IL VERO GIRO DI VITE ARRIVA IL 31 GENNAIO 2027
La disposizione più importante riguarda però tutte le società della Serie D, senza distinzione.
La data decisiva sarà il 31 gennaio 2027.
Entro quel giorno ciascun club dovrà depositare presso la Co.Vi.So.D. la documentazione attestante il pagamento completo degli importi previsti dai contratti depositati fino al 31 dicembre 2026.
Il controllo riguarderà:
calciatori della prima squadra;
allenatore della prima squadra;
allenatore in seconda.
Le società dovranno produrre le dichiarazioni liberatorie accompagnate dalla documentazione richiesta.
Nei casi nei quali non fosse possibile ottenere la liberatoria, sarà necessario dimostrare comunque l’avvenuto pagamento attraverso documentazione equipollente.
Nel caso di bonifico, ad esempio, serviranno elementi capaci di provare che la somma sia stata effettivamente ricevuta dal tesserato.
UN PUNTO PER OGNI MENSILITÀ NON PAGATA
Ed è qui che il regolamento diventa particolarmente pesante.
Non si parla di una penalizzazione unica indipendentemente dalla dimensione dell’irregolarità.
La sanzione è collegata direttamente alle mensilità non integralmente corrisposte.
Un punto in classifica per ogni mensilità non pagata integralmente.
Significa che un club con più mensilità arretrate potrebbe ritrovarsi con una penalizzazione superiore a un singolo punto.
La norma prende come riferimento quanto risulta dai contratti regolarmente depositati.
Non saranno quindi sufficienti accordi informali o promesse di pagamento successive.
Conta ciò che la società ha sottoscritto e registrato ufficialmente.
ANCHE 5MILA EURO DI AMMENDA
La perdita dei punti non rappresenta inoltre l’unica conseguenza.
In caso di violazione è prevista anche una ammenda di 5.000 euro a carico della società.
A questa si aggiunge una sanzione personale nei confronti del presidente.
Il massimo dirigente del club rischia infatti tre mesi di inibizione.
Il sistema sanzionatorio agisce quindi su tre livelli:
classifica;
società;
responsabilità dirigenziale.
Una struttura costruita evidentemente per rendere molto più rischioso accumulare arretrati durante il campionato.
PERCHÉ LA LND HA CAMBIATO STRATEGIA
Negli ultimi anni la Serie D ha vissuto più volte situazioni nelle quali le difficoltà economiche di alcune società sono emerse soltanto durante la seconda parte della stagione.
Quando una squadra entra in crisi a febbraio o marzo, le conseguenze non riguardano soltanto quel club.
Riguardano tutto il girone.
Una formazione può presentarsi con una rosa ridotta contro alcune avversarie e con la squadra completa contro altre.
Può perdere giocatori.
Può non riuscire a sostenere trasferte.
Nei casi estremi può arrivare fino al ritiro dal campionato.
E a quel punto ogni risultato precedente rischia di diventare determinante per la regolarità della classifica.
Il nuovo sistema vuole intervenire prima.
IL CONTROLLO DI GENNAIO DIVENTA UNA SORTA DI SECONDA ISCRIZIONE
Dal punto di vista sostanziale il 31 gennaio assume quasi il valore di una seconda verifica di ammissione.
Durante l’estate la Co.Vi.So.D. controlla la documentazione necessaria per entrare nel campionato.
A metà stagione viene invece verificata la capacità delle società di rispettare realmente gli impegni assunti durante i primi mesi.
È una differenza fondamentale.
Non basta quindi possedere le risorse necessarie per completare l’iscrizione a luglio.
Bisogna dimostrare di riuscire a sostenere economicamente la squadra anche durante la stagione.
Ed è probabilmente questo il passaggio più importante dell’intero nuovo sistema di controllo.
I CONTRATTI DIVENTANO ANCORA PIÙ IMPORTANTI
La riforma del lavoro sportivo ha profondamente modificato anche il mondo dilettantistico.
La Serie D non è più il campionato nel quale gli accordi economici possono essere considerati semplicemente un elemento interno tra società e calciatore.
I contratti depositati producono obblighi precisi.
E gli organismi federali possono verificare se questi obblighi siano stati rispettati.
Per le società diventa quindi fondamentale programmare il mercato non soltanto pensando alla qualità della rosa.
Serve sostenibilità.
Firmare un calciatore significa assumersi un impegno economico che dovrà essere dimostrato pochi mesi più tardi.
IL MERCATO DEI GRANDI NOMI HA UN ALTRO LATO
La Serie D 2026/27 presenta probabilmente uno dei mercati più importanti degli ultimi anni.
Numerose società hanno ingaggiato giocatori provenienti dalla Serie B e soprattutto dalla Serie C.
Sono aumentati i contratti pesanti.
Sono aumentate le rose costruite per vincere.
Sono aumentate anche le aspettative economiche.
Ma ogni operazione porta inevitabilmente con sé un costo.
E proprio per questo le verifiche di gennaio potrebbero diventare uno spartiacque.
Una società può costruire una squadra piena di nomi.
Può partire favorita.
Può occupare le prime posizioni.
Ma se gli impegni sottoscritti non vengono rispettati, la classifica può cambiare attraverso la giustizia sportiva.
NON SOLO PROMOZIONE: ANCHE LA SALVEZZA PUÒ CAMBIARE
Un punto di penalizzazione può essere decisivo in qualsiasi zona della graduatoria.
In vetta potrebbe costare il primo posto.
La Serie D assegna infatti la promozione diretta in Serie C soltanto alla vincitrice del girone.
Anche una differenza minima può quindi diventare enorme.
Ma lo stesso discorso vale in fondo alla classifica.
Il regolamento playout prevede distanze precise tra le squadre coinvolte.
Una penalizzazione può quindi modificare non soltanto la posizione di un club, ma persino la possibilità di disputare uno spareggio salvezza.
È per questo che i controlli economici riguardano indirettamente tutte le società del girone, anche quelle perfettamente in regola.
PRIMA IL 15 SETTEMBRE, POI GENNAIO
Il calendario dei controlli è dunque già tracciato.
Nel breve periodo l’attenzione sarà sulle società provenienti dall’area professionistica e sulle verifiche relative agli adempimenti di giugno.
Entro il 15 settembre arriveranno le comunicazioni agli organi del Dipartimento Interregionale.
Poi il campionato continuerà.
Ma sullo sfondo resterà la data più importante.
31 gennaio 2027.
Entro quel momento tutte le società dovranno dimostrare di aver pagato integralmente quanto previsto dai contratti fino al 31 dicembre.
Chi non lo farà rischierà sanzioni economiche, dirigenziali e soprattutto punti in meno.
LA SERIE D NON SI VINCE PIÙ SOLTANTO SUL CAMPO
Il messaggio che arriva dal nuovo sistema è chiarissimo.
Costruire una squadra forte non basta.
Bisogna poterla mantenere.
Pagare regolarmente calciatori e allenatori diventa parte integrante della competizione esattamente come vincere una partita.
La Serie D 2026/27 parte quindi con una regola destinata ad accompagnare l’intero campionato:
un punto di penalizzazione per ogni mensilità non integralmente corrisposta.
Una norma che può sembrare soltanto amministrativa.
In realtà potrebbe diventare una delle più importanti dell’intera stagione.
Perché a maggio la Serie C, i playoff, i playout e le retrocessioni potrebbero essere decisi anche da ciò che sarà stato pagato — oppure no — nei mesi precedenti.