Fasano, ufficiale Antonio Rogazzo: carriera e idee del nuovo allenatore
Il tecnico napoletano porta l’esperienza maturata in Italia e all’estero, anche nello staff di Fabio Cannavaro.
Il Fasano ha affidato la guida della prima squadra ad Antonio Rogazzo per la stagione 2026/27. Il tecnico napoletano, nato nel 1973 e in possesso della licenza UEFA A, arriva con esperienze accumulate nel calcio italiano e all’estero.
Dal campo alla panchina
Prima di diventare allenatore, Rogazzo ha giocato da difensore tra Serie C e Serie D fino al 2007. Le prime esperienze tecniche sono arrivate con il Sant’Antonio Abate e la Primavera della Nocerina, seguite dalla guida dell’Arzanese in Lega Pro.
Un capitolo particolare della carriera è la collaborazione con Fabio Cannavaro. Rogazzo ha lavorato come vice dell’ex Pallone d’Oro all’Al-Nassr in Arabia Saudita e poi in Cina, negli staff di Tianjin Quanjian e Guangzhou Evergrande.
Le esperienze recenti
Rientrato in Italia, ha guidato la Primavera del Taranto e ha lavorato sulle panchine di Nola, Team Altamura, Polisportiva Santa Maria e Virtus Francavilla. Il percorso gli ha permesso di confrontarsi con squadre costruite per obiettivi e contesti molto diversi.
Il Fasano sceglie dunque un allenatore abituato sia alla formazione dei giovani sia alla pressione della prima squadra. Questa combinazione può essere utile in Serie D, categoria nella quale la valorizzazione degli under deve convivere con la necessità di ottenere risultati immediati.
Identità tattica e prossimi passi
Rogazzo ha utilizzato soprattutto il 4-3-3 e il 4-2-3-1, cercando organizzazione, intensità nel pressing e costruzione ragionata. I moduli non saranno però un vincolo: mercato e caratteristiche dei calciatori dovranno orientare le scelte concrete.
L’incarico è stato ufficializzato dal club e riportato da Osservatorio Oggi. La priorità adesso è completare la rosa e trasferire rapidamente principi riconoscibili durante la preparazione. Segui gli innesti nella sezione calciomercato Serie D.
Le prime amichevoli serviranno per valutare distanze tra i reparti, ritmo della pressione e adattamento dei giovani. Da queste risposte potrà nascere un Fasano coerente, prima ancora che legato a un modulo fisso.