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BRA, TRIS PER RIPARTIRE DOPO LA C: TORNA ZANON, MASSARO PER L’ATTACCO E CODA DALLA PRO VERCELLI

Il Bra accelera a quarantotto ore dal primo appuntamento ufficiale e piazza tre operazioni che raccontano perfettamente la nuova strategia dopo la retrocessione dalla Serie C. Torna Manuel Zanon, centrocampista già protagonista della storica promozione giallorossa del 2024/25; per l’attacco arriva Gabriele Massaro, classe 2002 reduce dal Tuttocuoio; completa il tris Gianluca Coda, offensivo classe 2006 con un percorso nella Primavera della Pro Vercelli. Riccardo Boschetto riceve così esperienza, conoscenza dell’ambiente e prospettiva proprio alla vigilia di Bra-Lascaris, preliminare di Coppa Italia in programma domenica 23 agosto. (Cuneodice)

Il Bra prova a trasformare la retrocessione in un nuovo punto di partenza.

E lo fa tornando sul mercato con tre operazioni praticamente contemporanee.

Manuel Zanon.

Gabriele Massaro.

Gianluca Coda.

Tre giocatori completamente differenti per età, caratteristiche e percorso, ma accomunati da un obiettivo preciso: aumentare rapidamente le alternative a disposizione di Riccardo Boschetto prima dell’inizio della stagione ufficiale.

Per i giallorossi non è un’estate normale.

Dodici mesi fa Bra viveva l’entusiasmo del ritorno nel professionismo.

Oggi deve ricostruire dopo una Serie C terminata con la retrocessione ai playout contro la Torres e con la successiva scelta societaria di non procedere all’iter di riammissione, motivata anche attraverso valutazioni legate alla sostenibilità economica e alla situazione logistica. (Serie C)

ZANON È IL RITORNO CHE HA UN SIGNIFICATO PARTICOLARE

Tra i tre movimenti quello dal peso simbolico maggiore è inevitabilmente Manuel Zanon.

Il centrocampista conosce già perfettamente Bra.

Conosce l’ambiente.

Conosce la società.

E soprattutto conosce cosa significhi vincere con questa maglia.

Zanon faceva infatti parte del gruppo protagonista della straordinaria stagione 2024/25, quella conclusa con il primo posto in Serie D e la storica promozione tra i professionisti.

Un risultato che aveva riportato il Bra in Serie C trasformando una stagione inizialmente costruita senza proclami in una delle pagine più importanti della storia recente giallorossa.

Successivamente il centrocampista aveva lasciato il club e proseguito la propria carriera con la Cairese.

Adesso torna.

E lo fa in una situazione completamente diversa.

La prima volta aveva contribuito a costruire il salto verso la C.

La seconda avventura comincia dopo la discesa.

RIPARTIRE DA CHI SA GIÀ COME SI VINCE A BRA

È probabilmente questo il principale valore dell’operazione.

Una retrocessione porta quasi sempre con sé cambiamenti profondi.

Giocatori che partono.

Staff che cambia.

Nuove gerarchie.

Un ambiente costretto a metabolizzare rapidamente la delusione.

Riportare dentro lo spogliatoio un giocatore che ha già vissuto il momento migliore del recente ciclo può diventare utile anche oltre il rendimento tecnico.

Zanon sa quale atmosfera può crearsi quando il Bra trova continuità.

Sa cosa significa affrontare una Serie D da protagonista.

E soprattutto non avrà bisogno di settimane per comprendere la realtà nella quale sta entrando.

Per Boschetto è praticamente un innesto senza periodo di adattamento ambientale.

MASSARO AGGIUNGE UN CENTRAVANTI ALL’ATTACCO

Il secondo movimento riguarda invece direttamente il reparto avanzato.

Gabriele Massaro, classe 2002, arriva dopo l’ultima esperienza con il Tuttocuoio in Serie D.

È una prima punta e porta quindi caratteristiche differenti rispetto a quelle di diversi elementi già presenti nella rosa.

A ventitré anni possiede ancora margini importanti di crescita ma ha già iniziato da tempo il proprio percorso nel calcio senior.

Il Bra cercava profondità davanti.

Massaro offre un’altra soluzione centrale e aumenta la possibilità per Boschetto di modificare l’attacco anche durante la stessa partita. (Cuneodice)

Non arriva con l’etichetta del grande nome proveniente dal professionismo.

Arriva per provare a costruire un salto personale proprio dentro una società che vuole rapidamente ritrovare stabilità dopo l’anno in Serie C.

IL BRA HA BISOGNO DI GOL DISTRIBUITI

È uno dei temi destinati a pesare maggiormente nella nuova stagione.

Una squadra retrocessa dal professionismo viene spesso indicata automaticamente tra le favorite della categoria inferiore.

La realtà è molto più complicata.

La Serie D richiede caratteristiche differenti.

Partite più fisiche.

Campi diversi.

Avversarie capaci di chiudersi e lasciare pochissimi spazi.

Una squadra chiamata a fare gioco deve possedere più soluzioni offensive e non può dipendere da un solo riferimento.

Massaro entra proprio dentro questa esigenza.

Non necessariamente come uomo al quale consegnare tutto il peso realizzativo.

Ma come una possibilità in più per costruire un reparto capace di distribuire gol, minuti e responsabilità.

CODA È L’OPERAZIONE CHE GUARDA PIÙ LONTANO

Il terzo acquisto appartiene invece a una logica completamente differente.

Gianluca Coda è un classe 2006.

Un profilo offensivo che arriva dopo un percorso comprendente anche la Primavera della Pro Vercelli.

Il suo inserimento possiede quindi contemporaneamente valore tecnico e regolamentare.

Nella Serie D 2026/27 il 2006 rappresenta infatti una delle tre fasce under da gestire durante l’intera stagione.

Il Bra non si limita però a prendere un ragazzo semplicemente perché nato nell’anno giusto.

Va su un calciatore formato anche dentro una struttura professionistica e chiamato adesso a trasformare il calcio giovanile in rendimento da prima squadra. (Cuneodice)

UN 2006 OFFENSIVO PUÒ DARE PIÙ LIBERTÀ A BOSCHETTO

La posizione di Coda può diventare particolarmente interessante nella costruzione dell’undici.

Avere una quota utilizzabile davanti permette all’allenatore di distribuire le altre fasce giovani in zone differenti del campo.

Porta.

Difesa.

Centrocampo.

Ogni under realmente competitivo aumenta il numero delle combinazioni possibili.

Ed è proprio questa una delle grandi differenze tra una squadra semplicemente conforme al regolamento e una rosa costruita bene.

Il giovane non deve rappresentare il punto da proteggere.

Deve diventare una vera alternativa.

Coda avrà naturalmente bisogno di dimostrare tutto sul terreno di gioco.

Ma il Bra investe su un profilo ancora completamente valorizzabile.

LA RETROCESSIONE HA CHIUSO UN CICLO

Il triplo movimento deve essere letto dentro una rivoluzione molto più ampia.

Dopo la fine della stagione di Serie C, il Bra ha salutato Fabio Nisticò, l’allenatore che aveva guidato la squadra nella cavalcata promozione e poi nell’anno tra i professionisti.

Si è concluso anche il rapporto con il direttore sportivo Ettore Menicucci.

La società ha quindi costruito una nuova area tecnica.

Oggi il direttore sportivo è Luca Merlo.

La panchina è affidata a Riccardo Boschetto.

Un nuovo ciclo che deve però convivere con un’eredità recente molto ingombrante: appena un anno fa il Bra era una squadra di Serie C. (A.C. BRA)

BOSCHETTO DEVE COSTRUIRE UNA NUOVA IDENTITÀ

Riccardo Boschetto riceve quindi una squadra che non può semplicemente provare a replicare quella della promozione.

Sono cambiati uomini.

Responsabilità.

Gerarchie.

Ed è cambiata soprattutto la posizione psicologica del club dentro la categoria.

Due anni fa il Bra poteva sorprendere.

Adesso verrà inevitabilmente osservato come una delle società provenienti dal professionismo.

Molte avversarie affronteranno i giallorossi con motivazioni supplementari.

È uno dei problemi classici delle retrocesse.

Il curriculum della stagione precedente non regala nemmeno un punto.

IL CLUB HA SCELTO DI NON INSEGUIRE LA RIAMMISSIONE

Anche la decisione dell’11 giugno aiuta a comprendere il nuovo progetto.

Dopo la retrocessione, il Bra avrebbe potuto valutare la strada della riammissione in Serie C.

La società ha invece annunciato ufficialmente di non procedere con quell’iter, facendo riferimento alle valutazioni sulla situazione logistica e sulla sostenibilità economica e confermando la volontà di iscriversi alla Serie D 2026/27. (A.C. BRA)

Una decisione significativa.

Niente estate trascorsa ad aspettare vacanze d’organico e ricorsi.

Ripartire dalla categoria conquistata dal campo.

Ricostruire.

E provare progressivamente a creare le condizioni per tornare in alto.

IL PROBLEMA DELLA SERIE C ERA STATO ANCHE LOGISTICO

La precedente stagione professionistica aveva mostrato chiaramente quanto il salto di categoria non sia soltanto una questione tecnica.

Il Bra aveva dovuto disputare le proprie gare interne lontano dal tradizionale impianto cittadino, con un’organizzazione che aveva reso estremamente complesso l’intero campionato.

La retrocessione ha quindi riportato il club dentro una dimensione sportivamente dolorosa ma logisticamente più gestibile.

Da qui può nascere una ricostruzione più sostenibile.

È probabilmente questa la sfida più importante della nuova dirigenza:

non inseguire semplicemente il ricordo della Serie C.

Costruire un club capace, quando tornerà eventualmente nel professionismo, di essere pronto anche fuori dal terreno di gioco.

IL GIRONE A NON PERMETTERÀ UNA RISALITA AUTOMATICA

Il nuovo campionato sarà tutt’altro che semplice.

Il Bra è stato inserito nel Girone A insieme a società come Alessandria, Sestri Levante, Sanremese, Chisola, Ligorna, Derthona, Asti, Biellese, Gozzano e Saluzzo.

Un raggruppamento con piazze importanti, società abituate alla categoria e squadre che durante l’estate hanno investito in maniera significativa.

Essere retrocessi dalla Serie C non significa quindi partire automaticamente davanti.

Il Bra dovrà conquistarsi ogni posizione.

E LA PRIMA VERIFICA ARRIVA SUBITO

Il mercato accelera anche perché il calendario non concede altro tempo.

Domenica 23 agosto il Bra entrerà già nel calcio ufficiale.

All’Attilio Bravi arriverà il Lascaris per il turno preliminare della Coppa Italia Serie D.

Gara secca.

Il primo appuntamento nel quale la nuova squadra di Boschetto smetterà definitivamente di essere un progetto estivo e dovrà produrre un risultato. (Ptime)

La Coppa offrirà immediatamente anche una verifica sulla profondità della rosa.

Condizione.

Under.

Nuovi acquisti.

Automatismi.

Tutto verrà misurato contro un’avversaria che arriva alla categoria attraverso il ripescaggio e avrà inevitabilmente grande entusiasmo.

ZANON PUÒ ESSERE SUBITO IL SIMBOLO DELLA NUOVA PARTENZA

Tra i tre nuovi innesti, il ritorno del centrocampista resta inevitabilmente quello dal significato maggiore.

Il calcio produce spesso storie circolari.

Zanon era dentro il Bra che saliva.

Ora torna dentro il Bra che deve rialzarsi.

Due stagioni differenti.

Due squadre differenti.

Ma lo stesso obiettivo finale.

Provare a riportare il club il più vicino possibile a quella dimensione professionistica assaggiata soltanto pochi mesi fa.

Non può farlo da solo.

Ma può portare dentro il gruppo una memoria importante:

Bra ha già dimostrato di poter vincere questa categoria.

MASSARO E CODA RACCONTANO INVECE IL PRESENTE E IL FUTURO

Massaro rappresenta la necessità immediata.

Un altro attaccante.

Un’altra soluzione.

Un giocatore già dentro il calcio senior.

Coda rappresenta invece il lavoro di prospettiva.

Un 2006.

Un giovane proveniente anche dal percorso della Pro Vercelli.

Un calciatore che può contemporaneamente aiutare la gestione regolamentare e aumentare il proprio valore nel corso della stagione.

Tre acquisti.

Tre funzioni differenti.

È questo probabilmente l’elemento più interessante del tris.

BRA, IL MERCATO MANDA IL PRIMO SEGNALE FORTE DELLA NUOVA ERA

La Serie C è durata una stagione.

La delusione dei playout contro la Torres ha chiuso una pagina che soltanto dodici mesi prima sembrava un sogno.

Il club ha scelto di non inseguire la riammissione.

Ha cambiato allenatore.

Ha cambiato direttore sportivo.

E adesso continua a ricostruire la rosa.

Manuel Zanon torna dopo avere già conquistato una promozione con questa maglia.

Gabriele Massaro aggiunge peso all’attacco.

Gianluca Coda porta un altro 2006 formato in un vivaio professionistico. (Cuneodice)

Il 23 agosto arriverà il Lascaris.

Il 6 settembre comincerà il Girone A.

Da quel momento il passato smetterà di contare.

Il Bra sa già come si arriva dalla Serie D alla Serie C. La vera sfida del 2026/27 sarà capire quanto velocemente riuscirà a costruire un’altra squadra capace di provarci.

Autore

Raffaele Falanga scrive per Pianeta Serie D e segue notizie, mercato, comunicati e approfondimenti sul calcio dilettantistico nazionale.