Pianeta Serie D Notizie, calciomercato, approfondimenti e storie dal calcio dilettantistico nazionale
Il magazine nazionale sulla Serie D

ENNA, SCONTRO TOTALE SUL “GAETA”: TRAVAGIN PRONTO A PORTARE IL CASO IN PROCURA

Il presidente gialloverde alza duramente i toni per la mancata consegna dello stadio. I lavori avrebbero dovuto concludersi entro il 29 agosto, ma l’impianto è ancora indisponibile. Il club denuncia danni economici su abbonamenti e sponsorizzazioni e avverte: se la situazione non cambierà, la vicenda potrebbe finire davanti alla magistratura.

La questione dello stadio “Generale Gaeta” diventa un vero caso in casa Enna.

Tra la serata di martedì 8 settembre 2026 e la mattinata di mercoledì 9 è diventuta pubblica una durissima presa di posizione del presidente Giancarlo Travagin, che ha contestato apertamente i ritardi nella consegna dell’impianto e annunciato la possibilità di rivolgersi alla Procura della Repubblica qualora la situazione non dovesse sbloccarsi rapidamente.

Non si tratta più, dunque, soltanto di un problema logistico legato alle partite della Serie D. Lo scontro rischia di spostarsi sul piano istituzionale e, potenzialmente, giudiziario.

Il club sostiene infatti di avere già subito conseguenze economiche concrete dall’impossibilità di utilizzare il proprio stadio e ha messo nero su bianco date, cifre e tempistiche del cantiere.

I LAVORI DOVEVANO TERMINARE IL 29 AGOSTO

Il punto centrale della contestazione riguarda il cronoprogramma dell’intervento.

I lavori di ristrutturazione, messa in sicurezza e ammodernamento del “Generale Gaeta” sono finanziati con 600 mila euro provenienti dalla Regione Siciliana, mentre l’importo dei lavori indicato a base d’asta è pari a 461.738,80 euro.

Secondo la ricostruzione diffusa dalla società, il contratto d’appalto è datato 27 marzo 2026 e la consegna dei lavori risale al successivo 1° aprile.

La durata prevista era di 150 giorni.

Sul cartello di cantiere viene indicata come data prevista per l’ultimazione il 29 agosto 2026, quindi prima dell’avvio del nuovo campionato di Serie D.

Il torneo è invece già iniziato e il Gaeta resta indisponibile.

È proprio su questo passaggio che Travagin ha concentrato la propria protesta, parlando di impegni che, secondo la posizione del club, non sarebbero stati rispettati.

NIENTE STADIO, NIENTE ABBONAMENTI

La conseguenza più immediata non riguarda soltanto il terreno di gioco.

L’Enna sostiene di non essere nelle condizioni di programmare correttamente la propria stagione commerciale.

Senza conoscere con certezza dove verranno disputate le partite interne, il club afferma di non poter sviluppare normalmente la campagna abbonamenti.

Lo stesso problema, secondo la società, avrebbe inciso anche sulla ricerca degli sponsor.

Per un club di Serie D si tratta di due voci particolarmente importanti: gli incassi provenienti dal pubblico e dagli accordi commerciali rappresentano infatti una parte significativa delle risorse utilizzate per sostenere una stagione lunga quasi dieci mesi.

Travagin ritiene quindi che il ritardo non stia producendo soltanto un disagio sportivo, ma un vero danno economico.

ANCHE GLI ALLENAMENTI DIVENTANO UN COSTO

C’è poi un ulteriore problema.

La squadra non può utilizzare normalmente il Gaeta neppure per l’attività quotidiana e l’Enna ha spiegato di essere costretta a sostenere i costi per allenarsi nell’impianto di Pergusa.

La società ha inoltre indicato come non percorribili alcune delle alternative presenti sul territorio per ospitare stabilmente il pubblico.

Il nodo principale sarebbe rappresentato dall’assenza di settori adeguatamente omologati per separare tifoseria locale e ospite, requisito essenziale per organizzare regolarmente le gare della Serie D.

Una situazione che restringe notevolmente il numero degli impianti utilizzabili.

L’ESORDIO A CALASCIBETTA È STATO IL PRIMO SEGNALE

Gli effetti della vicenda sono già diventati visibili nella prima giornata.

Domenica 6 settembre l’Enna avrebbe dovuto iniziare il campionato davanti al proprio pubblico contro la Digiesse PraiaTortora.

La partita è stata invece trasferita al Comunale “Piano Longuillo” di Calascibetta e disputata a porte chiuse proprio per l’indisponibilità del Gaeta, circostanza confermata anche dal programma ufficiale della Lega Nazionale Dilettanti.

Sul campo è arrivato poi un pesante 0-5, risultato che ha ulteriormente complicato un periodo già caratterizzato da profondi cambiamenti societari e tecnici.

La questione stadio, però, va ben oltre il risultato della prima giornata.

TRAVAGIN ALZA IL LIVELLO DELLO SCONTRO

Il passaggio più significativo della nuova presa di posizione riguarda le possibili iniziative future.

Travagin ha spiegato che, se la situazione dovesse proseguire, è pronto a mettere la documentazione a disposizione della Procura della Repubblica, chiedendo che vengano valutati ritardi, costi sostenuti dalla società e responsabilità connesse alla mancata disponibilità dell’impianto.

È importante sottolineare che al momento si tratta di una possibilità annunciata dal presidente, non di un procedimento già avviato.

Ma il tono utilizzato segna comunque un evidente cambio di passo.

La società non sembra più intenzionata ad attendere semplicemente l’evoluzione del cantiere.

IL TEMPO STRINGE: IL 16 SETTEMBRE C’È ENNA-MILAZZO

Il calendario rende la questione ancora più urgente.

Dopo la trasferta di domenica 13 settembre sul campo dell’Athletic Palermo, l’Enna dovrebbe tornare a giocare in casa appena tre giorni più tardi.

Mercoledì 16 settembre è infatti in programma Enna-Milazzo, gara valida per la terza giornata del Girone I.

Bisognerà quindi capire molto rapidamente quale impianto verrà indicato per la partita e soprattutto se sarà possibile consentire l’accesso al pubblico.

Poi arriveranno altri appuntamenti interni e continuare a vivere senza una sede stabile rischierebbe di trasformarsi in un problema strutturale per tutta la stagione.

ORA LA PARTITA PIÙ IMPORTANTE SI GIOCA FUORI DAL CAMPO

L’Enna sta cercando contemporaneamente di ricostruire squadra e struttura dirigenziale dopo settimane molto complicate.

Ma la disponibilità del Gaeta rappresenta probabilmente il problema più difficile da risolvere.

Una società può acquistare calciatori, cambiare dirigenti o intervenire sul mercato. Molto più difficile è programmare una stagione nazionale senza sapere dove poter disputare stabilmente le proprie partite casalinghe.

Ecco perché la vicenda ha ormai superato i confini del semplice problema sportivo.

Il “Generale Gaeta” doveva essere pronto entro il 29 agosto. A settembre inoltrato l’Enna è ancora senza casa e Giancarlo Travagin ha deciso di alzare il livello dello scontro: se non arriverà una soluzione, il caso dello stadio potrebbe presto uscire dagli uffici del calcio ed entrare in quelli della magistratura.

Autore

Raffaele Falanga scrive per Pianeta Serie D e segue notizie, mercato, comunicati e approfondimenti sul calcio dilettantistico nazionale.