FASANO, ORA È SCONTRO TRA DUE PROGETTI: L’US RISPONDE AL NUOVO CLUB E RILANCIA IL RICORSO PER LA SERIE D
La giornata che sembrava aver aperto una nuova ripartenza del calcio fasanese si chiude con una presa di posizione destinata a cambiare completamente lo scenario. Dopo l’annuncio della nascita del Fasano Football Club, nuova società che utilizzerà il titolo della BS Soccer Team e partirà dalla Prima Categoria, l’US Città di Fasano è intervenuta ufficialmente nella serata di lunedì 24 agosto ribadendo di essere pienamente operativa e soprattutto di non considerare affatto conclusa la battaglia per la Serie D. Il club escluso dal campionato dalla LND lo scorso 5 agosto ha confermato che il ricorso prosegue e ha contestato alcuni passaggi utilizzati per presentare la nuova realtà cittadina, compreso il richiamo grafico del nuovo stemma a quello biancazzurro. Una situazione sempre più particolare: due società, lo stesso stadio indicato come riferimento e una città che potrebbe ritrovarsi davanti a due progetti calcistici distinti.
Il calcio di Fasano non ha semplicemente due squadre.
Adesso rischia di avere anche due idee differenti di futuro.
La notizia arrivata nella mattinata di lunedì 24 agosto sembrava avere definito almeno una parte dello scenario.
Nasce il Fasano Football Club.
Società composta da imprenditori locali.
Titolo proveniente dalla BS Soccer Team Fasano.
Prima Categoria.
Partite casalinghe al “Vito Curlo”.
Obiettivo dichiarato: costruire una squadra fortemente legata al territorio e provare progressivamente a riportare il nome della città verso categorie superiori.
Poche ore dopo è però arrivata la risposta dell’altra società.
Quella che fino a poche settimane fa preparava la Serie D.
L’US Città di Fasano non considera affatto conclusa la propria storia.
L’US FASANO RISPONDE: IL CLUB È ANCORA OPERATIVO
Il comunicato diffuso nella serata di lunedì rappresenta il primo vero punto di rottura pubblico tra i due progetti.
L’US Città di Fasano ha ribadito di essere pienamente attiva e di continuare a lavorare per far valere le proprie ragioni nel ricorso contro la mancata ammissione al campionato di Serie D 2026/27.
La società non accetta quindi l’idea che il nuovo Fasano Football Club rappresenti automaticamente la ripartenza del calcio cittadino dopo l’esclusione.
Dal punto di vista dell’US, la partita relativa alla categoria nazionale è ancora aperta.
È una distinzione fondamentale.
Perché significa che la città non si trova davanti alla semplice successione tra una società uscita di scena e una nuova realtà pronta a prenderne il posto.
Almeno per adesso, le due società esistono contemporaneamente.
TUTTO NASCE DAL 5 AGOSTO
Per comprendere la situazione bisogna tornare alla decisione della Lega Nazionale Dilettanti.
Il 5 agosto 2026 il Consiglio Direttivo della LND ha esaminato le situazioni relative alle ammissioni alla nuova Serie D.
Sono stati accolti i ricorsi di numerose società.
Non quello del Città di Fasano.
La conseguenza è stata pesantissima.
Il club biancazzurro è rimasto fuori dall’organico delle 162 squadre del massimo campionato dilettantistico.
La vacanza di organico ha contribuito all’attivazione dei ripescaggi con i quali sono state successivamente ammesse Lascaris, Fiorenzuola, Grassina, Castellanzese, Derthona e Tropical Coriano.
Il campionato è stato quindi costruito senza Fasano.
Gironi pubblicati.
Calendari definiti.
Coppa Italia già cominciata.
L’11 AGOSTO LA SOCIETÀ AVEVA SCELTO MATTIA GRASSANI
L’US Città di Fasano aveva però immediatamente fatto capire di non voler accettare passivamente l’esclusione.
L’11 agosto era stato conferito mandato allo Studio Legale Grassani e Associati.
Una scelta significativa.
Mattia Grassani è uno dei professionisti maggiormente conosciuti nel diritto sportivo italiano e ha seguito numerose controversie di livello nazionale.
Il messaggio della società era già molto chiaro:
provare a percorrere tutte le strade disponibili per ottenere il riconoscimento del diritto a partecipare alla Serie D.
La presa di posizione del 24 agosto conferma che quella strategia non è stata abbandonata.
NEL FRATTEMPO NASCE IL FASANO FOOTBALL CLUB
Mentre l’US continua la propria battaglia, questa mattina è arrivato un altro annuncio.
Una nuova società.
Fasano Football Club.
Il progetto nasce attraverso il titolo della BS Soccer Team Fasano e fa riferimento soprattutto alle figure di:
Gianclaudio Semeraro.
Antonio Lacirignola.
Nicola Ditano.
La nuova realtà partirà dalla Prima Categoria.
La filosofia annunciata punta sulla valorizzazione dei calciatori fasanesi e su una squadra composta prevalentemente da giocatori del territorio, accompagnati da alcuni elementi con esperienza superiore.
Una ripartenza dal basso.
Con l’ambizione, nel tempo, di scalare nuovamente le categorie.
ED È PROPRIO LA PAROLA “RIPARTENZA” AD AVER CREATO LA FRIZIONE
La reazione dell’US Città di Fasano nasce soprattutto dal modo attraverso il quale è stato presentato il nuovo progetto.
Secondo la società biancazzurra, alcune espressioni utilizzate nell’annuncio del Fasano Football Club rischiano di far passare il messaggio che il precedente club non sia più operativo e che il calcio cittadino debba necessariamente ricominciare attraverso la nuova società.
L’US contesta proprio questa interpretazione.
Il suo messaggio è sostanzialmente opposto:
il club esiste ancora e sta continuando a lavorare per preservare la Serie D.
È questo il punto sul quale le due narrazioni entrano direttamente in collisione.
C’È ANCHE IL CASO DEL LOGO
La presa di posizione non riguarda soltanto la categoria.
L’US Città di Fasano ha sollevato anche una questione relativa all’identità visiva della nuova società.
Il club ritiene che il logo utilizzato dal Fasano Football Club richiami in maniera molto marcata lo stemma dell’attuale US Città di Fasano.
Al momento non viene annunciata alcuna iniziativa specifica su questo aspetto.
Ma il semplice fatto che la questione sia stata inserita dentro il comunicato ufficiale dimostra quanto la situazione sia diventata delicata.
Quando due società appartenenti alla stessa città utilizzano colori, riferimenti e simboli collegati alla medesima tradizione calcistica, il confine identitario diventa inevitabilmente fondamentale.
ENTRAMBE GUARDANO AL “VITO CURLO”
Esiste poi un altro elemento particolarmente interessante.
Lo stadio.
Il Fasano Football Club ha annunciato che disputerà le proprie partite casalinghe al “Vito Curlo”.
L’US Città di Fasano, nello stesso comunicato serale, ha ribadito che il proprio settore giovanile continuerà a svolgere attività anche all’interno dello stesso impianto, oltre che nelle strutture del Timo’s.
Quindi il Curlo resta contemporaneamente un riferimento per entrambe le realtà.
Naturalmente attività giovanile e prima squadra possono essere organizzate attraverso calendari e spazi differenti.
Ma simbolicamente il dato è fortissimo.
Lo stadio storico della città potrebbe diventare il luogo nel quale due percorsi calcistici paralleli cercano di costruire il proprio futuro.
L’US CONFERMA ANCHE IL SETTORE GIOVANILE
La società esclusa dalla Serie D ha inoltre voluto sottolineare un altro elemento.
Il settore giovanile non è stato smantellato.
Lo staff tecnico è stato confermato.
L’organigramma è stato ulteriormente potenziato.
Nei prossimi giorni sono già programmati diversi Open Day per le varie categorie.
Under 17.
Under 15.
Esordienti.
Pulcini.
Primi Calci.
È un passaggio importante perché permette all’US di dimostrare operativamente la propria continuità.
Non soltanto un ricorso presentato attraverso gli avvocati.
Esiste ancora attività sportiva.
Esiste una struttura tecnica.
Esistono programmi.
LA SITUAZIONE DIVENTA ANCHE UN PROBLEMA PER LA TIFOSERIA
Il Fasano Football Club aveva già annunciato la volontà di incontrare gli esponenti del tifo organizzato per illustrare il progetto.
L’US Città di Fasano invita invece a evitare divisioni e a sostenere la battaglia del club per la Serie D.
È probabilmente questo il punto più delicato delle prossime settimane.
La tifoseria rischia di essere chiamata indirettamente a scegliere.
Da una parte una società che vuole cominciare immediatamente un percorso dalla Prima Categoria.
Dall’altra un club che sostiene di avere ancora possibilità di ottenere una revisione dell’esclusione dalla quarta serie.
Sono due idee completamente differenti.
E soprattutto due tempistiche differenti.
IL NUOVO FASANO PUÒ COMINCIARE SUBITO
Il Fasano Football Club possiede una strada sportiva definita.
Prima Categoria.
Titolo disponibile.
Squadra da costruire.
Stadio individuato.
Programmazione già avviata.
Può quindi lavorare attraverso una certezza.
Sa da quale campionato partirà.
Sa quale tipo di rosa deve allestire.
Sa quale percorso federale deve affrontare.
L’US Città di Fasano si trova invece dentro una situazione molto più complessa.
La Serie D è la categoria rivendicata.
Ma oggi l’organico ufficiale non la comprende.
PER L’US IL PROBLEMA È ANCHE IL TEMPO
La Serie D non è più nella fase delle iscrizioni.
La Coppa Italia è già cominciata.
Domenica 23 agosto è stato disputato il turno preliminare.
Il 30 agosto arriverà il Primo Turno.
Il campionato partirà il 6 settembre.
Questo significa che qualsiasi eventuale decisione capace di modificare la posizione del Fasano dovrebbe intervenire su una competizione ormai completamente strutturata.
È uno degli elementi che rende il contenzioso particolarmente complesso.
La società resta convinta delle proprie ragioni.
Ma parallelamente la LND ha già costruito il campionato sulla base delle decisioni del 5 agosto.
ANCHE UN EVENTUALE SUCCESSO APRIREBBE NUOVI INTERROGATIVI
Se l’US Città di Fasano dovesse ottenere un pronunciamento favorevole, si aprirebbe inevitabilmente il problema delle conseguenze sportive.
La Serie D è già tornata a 162 squadre.
I gironi sono nove.
Diciotto società ciascuno.
Il calendario esiste.
Se dovesse essere riconosciuto un diritto del Fasano a partecipare, bisognerebbe capire come intervenire sull’organico.
È una questione che oggi non può avere una risposta certa.
Ed è proprio per questo che la vicenda resta una delle più interessanti dell’intera estate dilettantistica.
DUE CLUB, MA UNA SOLA IDENTITÀ CITTADINA DA CONQUISTARE
La vera partita potrebbe però diventare soprattutto quella fuori dai tribunali.
Chi rappresenterà il calcio di Fasano?
La società storicamente identificata con l’US Città di Fasano?
Il nuovo Fasano Football Club costruito attraverso imprenditori locali?
Entrambe?
È una domanda alla quale non sarà sufficiente rispondere attraverso le categorie.
Una società può giocare più in alto ma perdere progressivamente il rapporto con il territorio.
Un’altra può partire dal basso e costruire rapidamente identificazione.
Oppure può accadere esattamente il contrario.
Saranno progetto, continuità, credibilità e coinvolgimento della città a determinare progressivamente gli equilibri.
LA SERATA DEL 24 AGOSTO CAMBIA COMPLETAMENTE IL RACCONTO
Questa mattina la notizia sembrava essere:
Fasano riparte dalla Prima Categoria attraverso un nuovo club.
Questa sera lo scenario è diventato:
il nuovo club parte, ma l’US Città di Fasano contesta l’idea di una successione e ribadisce di essere ancora in corsa per la Serie D.
È una differenza enorme.
Ed è soprattutto uno sviluppo arrivato in poche ore.
La nuova società vuole costruire.
La vecchia non vuole lasciare il proprio spazio.
FASANO, ADESSO LA PARTITA È DAVVERO APERTA
Il quadro aggiornato al 24 agosto è quindi molto particolare.
Fasano Football Club: nuova società, titolo BS Soccer Team, Prima Categoria, progetto locale e gare interne al Vito Curlo.
US Città di Fasano: club ancora operativo, settore giovanile attivo, ricorso in corso contro la mancata ammissione alla Serie D e mandato allo Studio Grassani.
Due percorsi.
Due società.
Una sola città.
L’annuncio della nuova realtà non ha chiuso la crisi del calcio fasanese. Ha aperto invece un altro capitolo. L’US Città di Fasano ha risposto con una presa di posizione durissima: non considera conclusa la propria storia e continua a puntare alla Serie D. Da questo momento non si discuterà più soltanto di un ricorso oppure di una ripartenza dalla Prima Categoria. Fasano dovrà capire come convivranno due progetti che, almeno per adesso, rivendicano entrambi un ruolo centrale nel futuro calcistico della città.