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LUCCHESE, 458 GIORNI DOPO IL FALLIMENTO TORNA NEL CALCIO NAZIONALE: DOMANI IL PRIMO VERDETTO DELLA NUOVA ERA

Il 22 maggio 2025 il Tribunale dichiarava fallita la Lucchese 1905, reduce dalla Serie C. Quattrocentocinquantotto giorni dopo, domenica 23 agosto 2026, la nuova Lucchese Calcio tornerà a disputare una partita ufficiale in una competizione nazionale. La rinascita costruita da Matteo Brunori ha bruciato le tappe: ripartenza dall’Eccellenza, primo posto con 67 punti, appena una sconfitta in 32 giornate, Supercoppa Toscana e immediato ritorno in Serie D. Adesso cambia nuovamente tutto. Marco Bernardini ha ricevuto una rosa costruita dichiaratamente per stare in alto e il primo esame sarà il turno preliminare di Coppa Italia sul campo del Grassina. Si giocherà alle 16, dopo l’anticipo dell’orario causato da un problema alle torri faro del Pazzagli.

Ci sono promozioni che rappresentano semplicemente un salto di categoria.

Quella della Lucchese ha avuto un significato completamente differente.

Ha rappresentato il primo gradino della ricostruzione di una società che appena quindici mesi fa non esisteva più nella forma con cui aveva disputato la Serie C.

Domani il progetto uscirà definitivamente dalla dimensione regionale.

Grassina-Lucchese sarà la prima partita ufficiale nazionale della nuova società rossonera.

Non ancora campionato.

Coppa Italia Serie D.

Ma il valore simbolico va molto oltre il passaggio del turno.

22 MAGGIO 2025: IL PUNTO PIÙ BASSO

La vecchia Lucchese 1905 arrivava da cinque stagioni consecutive nel professionismo.

Il 22 maggio 2025 il Tribunale di Lucca ne dichiarò il fallimento.

Poche settimane più tardi arrivò anche la revoca dell’affiliazione federale.

La città si ritrovò quindi senza la società che aveva rappresentato il calcio rossonero fino a quel momento.

La ripartenza non poté avvenire dalla Serie D.

Il percorso individuato attraverso l’articolo 52 delle NOIF portò verso l’Eccellenza Toscana.

Una categoria distante due gradini dalla Serie C appena abbandonata.

Per Lucca significava ricominciare praticamente da zero.

BRUNORI VINCE IL BANDO E NASCE LA NUOVA LUCCHESE

Durante luglio 2025 il Comune affidò il nuovo progetto alla Make Holding, riconducibile all’imprenditore Matteo Brunori.

La nuova società assunse la denominazione di Lucchese Calcio SSDRL.

Per completare l’iter furono affrontati tutti i passaggi necessari per l’affiliazione e l’ammissione in sovrannumero all’Eccellenza, compreso il contributo federale straordinario previsto dalla procedura.

La nuova Lucchese riuscì inoltre a conservare il nome storico.

Un particolare tutt’altro che scontato nelle ripartenze successive ai fallimenti.

Poi cominciò la parte più difficile.

Costruire una squadra praticamente dal nulla.

IL PRIMO ANNO NON DIVENTA UNA STAGIONE DI TRANSIZIONE

Molte società ripartite dopo un fallimento utilizzano la prima stagione per ricostruire organizzazione, settore sportivo e rapporto con il territorio.

La Lucchese ha scelto una strada differente.

Vincere immediatamente.

La squadra affidata a Sergio Pirozzi ha trasformato l’Eccellenza in una corsa quasi sempre controllata.

I numeri finali fotografano il dominio:

67 punti in 32 giornate.

18 vittorie.

13 pareggi.

Una sola sconfitta.

45 gol segnati.

15 subiti.

Il Viareggio, secondo, ha chiuso sette lunghezze dietro.

Ancora più impressionante il rendimento interno:

sedici partite.

Dodici vittorie.

Quattro pareggi.

Zero sconfitte.

DALL’ECCELLENZA ALLA SERIE D IN UNA SOLA STAGIONE

Il risultato principale arriva naturalmente attraverso il primo posto.

La Lucchese conquista la promozione diretta.

Un solo anno dopo la ripartenza torna già nel calcio nazionale.

Non riesce invece a completare il percorso perfetto in Coppa Italia regionale: nella finale di dicembre la Sangiovannese ribalta l’iniziale vantaggio rossonero e vince 2-1.

Ma la stagione si chiude comunque con un altro trofeo.

ANCHE LA SUPERCOPPA FINISCE A LUCCA

Il 29 aprile la Lucchese affronta la Rondinella Marzocco, vincitrice dell’altro girone dell’Eccellenza Toscana.

Al Bellucci di Agliana finisce:

Lucchese 3-2 Rondinella.

La Supercoppa regionale completa così una stagione nella quale il nuovo club riesce immediatamente a trasformare la ricostruzione in risultati.

Campionato vinto.

Promozione.

Supercoppa.

E soprattutto Serie D riconquistata al primo tentativo.

ADESSO, PERÒ, COMINCIA UN CAMPIONATO COMPLETAMENTE DIFFERENTE

È qui che la storia cambia.

Vincere l’Eccellenza era necessario per riavvicinarsi rapidamente al livello perduto.

La Serie D rappresenta però un altro esame.

Giocatori provenienti dalla Serie C.

Società con budget importanti.

Tre under obbligatori.

Trasferte nazionali.

Piazze storiche.

Un Girone E nel quale figurano anche Ternana, Siena, Prato e diverse società capaci di costruire organici di alto livello.

La Lucchese non vuole arrivarci semplicemente come neopromossa.

Lo dimostra il mercato.

CAMBIA ANCHE L’ALLENATORE: LA SQUADRA PASSA A MARCO BERNARDINI

La società ha scelto di separare i due capitoli.

Sergio Pirozzi ha accompagnato la squadra fuori dall’Eccellenza.

Per la Serie D la panchina è stata affidata a Marco Bernardini.

Una decisione che avrebbe potuto sembrare sorprendente dopo una stagione praticamente dominata.

Ma la nuova area tecnica ha scelto un allenatore con idee differenti e un gruppo profondamente modificato.

Bernardini ha impostato la nuova Lucchese principalmente sul 4-3-3.

Possesso.

Aggressività.

Qualità tecnica.

Possibilità di modificare struttura durante la partita.

E soprattutto una rosa nella quale la concorrenza deve rappresentare una risorsa.

IL MERCATO NON HA AVUTO IL PROFILO DELLA NORMALE NEOPROMOSSA

La società aveva dichiarato già a giugno l’intenzione di costruire una squadra capace di affrontare un campionato di vertice.

Gli acquisti successivi hanno seguito quella linea.

Sono arrivati giocatori come:

Alessandro Berardi.

Mirco Ferrante.

Lorenzo Lorusso.

Antonio Sirbu.

Eric Biasiol.

Giuseppe Labriola.

Yanis Kernezo.

A questi si sono aggiunti numerosi under e ulteriori elementi nelle settimane successive.

La rosa della squadra promossa è stata quindi utilizzata come base emotiva e societaria, non come struttura intoccabile.

La Lucchese ha deciso di adattarsi immediatamente al nuovo livello.

ANCHE LA Co.Vi.So.D. HA CHIUSO RAPIDAMENTE IL DOSSIER

Sul piano amministrativo il passaggio verso la quarta serie è stato completato senza problemi.

Il 14 luglio la Lucchese ha ricevuto l’esito positivo dell’istruttoria della Co.Vi.So.D. relativa alla domanda di iscrizione alla Serie D 2026/27.

Un passaggio che ha permesso alla società di entrare definitivamente nella nuova stagione concentrandosi soltanto su mercato e preparazione.

È un particolare importante soprattutto osservando da dove era partito il progetto appena dodici mesi prima.

BERNARDINI: SQUADRA GIÀ AVANTI RISPETTO ALLA TABELLA DI MARCIA

Alla vigilia della prima partita ufficiale il nuovo tecnico ha tracciato un bilancio positivo del lavoro estivo.

Il gruppo viene considerato più avanti rispetto alla programmazione iniziale.

La società ha costruito una rosa abbondante.

Le alternative non mancano.

Praticamente tutti i giocatori sono disponibili, con l’eccezione di Xeka.

La difficoltà adesso sarà trasformare la superiorità tecnica teorica in una partita ordinata.

Bernardini teme soprattutto una cosa:

l’ansia di dover dimostrare immediatamente di essere più forte.

Il Grassina avrà meno pressione.

La Lucchese dovrà evitare di trasformare l’obbligo di vincere in frenesia.

GRASSINA È IL PRIMO ESAME PERFETTO

L’avversario possiede caratteristiche ideali per verificare immediatamente la maturità rossonera.

Il Grassina è arrivato in Serie D attraverso il ripescaggio.

Ha quindi avuto meno tempo rispetto alla Lucchese per preparare la nuova categoria.

Sulla carta la profondità della squadra di Bernardini appare superiore.

Ma la Coppa Italia elimina qualsiasi margine.

Una gara.

Novanta minuti.

Se finisce in parità:

direttamente calci di rigore.

Nessun ritorno.

Nessuna possibilità di recuperare sette giorni dopo.

CAMBIA ANCHE L’ORARIO: SI GIOCA ALLE 16

La partita era stata inizialmente programmata per le 20.30.

Un problema tecnico alle torri faro dello stadio Andrea Pazzagli, provocato dai fulmini che hanno interessato la zona, ha costretto però ad anticipare il calcio d’inizio.

Grassina-Lucchese si giocherà domenica 23 agosto alle ore 16.

Per i tifosi rossoneri sono disponibili 250 posti nel settore ospiti.

Sarà quindi anche il primo viaggio ufficiale nazionale della nuova tifoseria della Lucchese.

IL POSSIBILE UNDICI RACCONTA QUANTO È CAMBIATA LA SQUADRA

Alla vigilia restano diversi ballottaggi, ma la struttura di base dovrebbe essere il 4-3-3.

Molti dei giocatori destinati a partire dall’inizio non appartengono alla formazione che appena quattro mesi fa conquistava l’Eccellenza.

È inevitabile.

La società ha deciso di aumentare rapidamente il livello.

Ma proprio per questo esiste anche la necessità di creare un nuovo gruppo.

La vecchia Lucchese aveva un anno di automatismi.

Quella attuale ha molto più talento sulla carta ma appena poche settimane di lavoro condiviso.

È probabilmente questo il primo vero interrogativo della stagione.

ESSERE FAVORITI NON SIGNIFICA ESSERE GIÀ UNA SQUADRA

Il mercato può acquistare qualità.

Non può acquistare automaticamente intesa.

Una neopromossa può presentarsi in Serie D con giocatori provenienti da categorie superiori e comunque avere bisogno di tempo per trovare equilibrio.

La Lucchese dovrà affrontare esattamente questo passaggio.

Bernardini ha molte alternative.

Adesso deve creare gerarchie.

Il centrocampo deve trovare distanze.

Gli esterni devono imparare i movimenti della punta.

La linea difensiva deve sviluppare automatismi.

Il primo vero esame può accelerare tutto.

IL 6 SETTEMBRE CI SARÀ IL CAMPIONATO

La Coppa Italia rappresenta il primo verdetto.

Ma l’obiettivo principale comincerà due settimane dopo.

6 settembre.

Prima giornata della Serie D.

Da lì inizierà il percorso che la società ha dichiarato di voler vivere nelle zone alte.

Ed è proprio per questo che Grassina sarà utile anche oltre il risultato.

Permetterà di capire quale sia già il livello reale della squadra.

E dove eventualmente intervenire ancora sul mercato.

LA LUCCHESE NON VUOLE RESTARE A LUNGO IN QUARTA SERIE

È inevitabile leggere tutta la costruzione attraverso la storia recente.

Quindici mesi fa il club cittadino giocava in Serie C.

Poi il fallimento.

La nuova società.

L’Eccellenza.

La promozione immediata.

Una piazza di questo peso difficilmente può considerare la Serie D un punto d’arrivo.

Il progetto di Brunori nasce dichiaratamente con una prospettiva superiore.

Ma il calcio nazionale è completamente differente dal regionale.

Ed è proprio questo che rende la stagione 2026/27 molto più difficile della precedente.

DOMANI TERMINA DAVVERO LA RICOSTRUZIONE E COMINCIA LA SCALATA

Il fallimento del 22 maggio 2025 aveva cancellato una società.

Non la città.

Non la tifoseria.

Non la storia.

Il nuovo progetto ha avuto bisogno di appena una stagione per recuperare la Serie D.

458 giorni dopo quella sentenza, la Lucchese tornerà a giocare una gara ufficiale nazionale.

Grassina.

Coppa Italia.

Ore 16.

Un avversario ripescato.

Un settore ospiti da 250 posti.

E una squadra completamente nuova chiamata a dimostrare che il salto dall’Eccellenza non rappresenta il punto finale della rinascita.

La prima stagione serviva per tornare nel calcio nazionale.

La seconda dovrà dire quanto velocemente la Lucchese può cominciare a guardare nuovamente verso il professionismo.

Autore

Raffaele Falanga scrive per Pianeta Serie D e segue notizie, mercato, comunicati e approfondimenti sul calcio dilettantistico nazionale.