Prato, esaurite le disponibilità per gli abbonamenti: si valuta l’aumento della capienza
Entusiasmo fuori scala attorno ai biancazzurri: dopo oltre 900 rinnovi, le disponibilità residue aperte alla vendita libera il 6 agosto sono terminate in pochissimi minuti. La società interviene dopo le proteste dei tifosi rimasti senza tessera e chiarisce il nodo stadio. Manca il sopralluogo decisivo per portare la capienza del Lungobisenzio a 2.944 spettatori, mentre Comune e club stanno già lavorando a un progetto ancora più ambizioso: arrivare fino a 5.000 posti.
Il problema del Prato, in questo momento, è probabilmente quello che ogni società di Serie D vorrebbe avere.
Ci sono più tifosi che posti disponibili.
La campagna abbonamenti biancazzurra per la stagione 2026/27 ha prodotto una risposta talmente forte da trasformarsi, nel giro di poche ore, in un vero caso cittadino.
Gli abbonamenti disponibili sono terminati.
La vendita libera aperta online nella serata di giovedì 6 agosto è durata pochissimo.
Molti sostenitori non sono riusciti ad acquistare la tessera.
Sono partite proteste sui social.
E nella giornata di venerdì 7 agosto l’AC Prato è stata costretta a intervenire ufficialmente per spiegare una situazione strettamente collegata alla capienza attualmente disponibile dello stadio Lungobisenzio.
Dietro la polemica, però, esiste una notizia molto più importante.
A Prato è tornata la fame di calcio.
E adesso lo stadio rischia realmente di essere troppo piccolo per contenerla.
OLTRE 900 RINNOVI PRIMA DELLA VENDITA LIBERA
Per comprendere cosa sia accaduto bisogna partire dalla campagna abbonamenti.
La scorsa stagione il Prato aveva chiuso con 978 abbonati.
Numeri già importanti per la Serie D.
Quest’estate la società ha deciso inizialmente di garantire la prelazione ai vecchi sottoscrittori.
La risposta è stata immediata.
La fase riservata ai rinnovi ha superato quota 900.
Significa che una percentuale altissima degli abbonati della stagione precedente ha deciso di confermare la propria presenza anche per il nuovo campionato.
Giovedì 6 agosto alle ore 19 è quindi arrivato il momento della vendita libera delle disponibilità residue, effettuata online.
Ed è qui che è esploso il caso.
Le tessere ancora acquistabili sono state polverizzate in pochissimi minuti.
Numerosi tifosi che stavano provando a sottoscrivere l’abbonamento si sono trovati improvvisamente davanti all’impossibilità di completare l’operazione.
Non perché la campagna fosse stata chiusa anticipatamente.
Semplicemente perché le disponibilità erano terminate.
DA FESTA A POLEMICA NEL GIRO DI POCHI MINUTI
Quello che avrebbe potuto essere esclusivamente un enorme successo commerciale si è trasformato velocemente in una polemica.
Sui social sono comparsi messaggi di protesta.
Molti tifosi hanno chiesto perché non fosse possibile mettere in vendita un numero maggiore di abbonamenti.
Altri hanno rivolto le proprie critiche direttamente alla società.
Il Prato ha quindi deciso di intervenire.
La posizione del club è sostanzialmente semplice.
L’entusiasmo della tifoseria rappresenta una straordinaria notizia.
Ma la società non può vendere posti che, dal punto di vista autorizzativo, non sono ancora disponibili.
Ed è proprio qui che entra in gioco la questione Lungobisenzio.
IL NUMERO CHIAVE È 2.944
L’obiettivo immediato è portare la capienza complessiva dello stadio a 2.944 spettatori.
Il percorso amministrativo è già molto avanzato.
Ma manca ancora un passaggio obbligatorio.
Il sopralluogo della Commissione competente.
Soltanto successivamente potrà arrivare la validazione definitiva della nuova capienza.
Non è quindi una decisione che l’AC Prato può assumere autonomamente.
Esistono procedure di sicurezza.
Pareri tecnici.
Autorizzazioni.
Controlli.
E inevitabilmente tempi amministrativi.
La società ha spiegato di stare lavorando in collaborazione con il Comune e con tutte le istituzioni coinvolte per arrivare al risultato nel minor tempo possibile.
Ma fino alla conclusione dell’iter non è possibile comportarsi come se quei posti fossero già definitivamente disponibili.
IL COMUNE: NESSUN OSTACOLO, COMMISSIONE A STRETTO GIRO
La posizione dell’amministrazione comunale permette però di guardare con ottimismo alle prossime settimane.
Comune e società stanno lavorando insieme sulla questione.
L’iter relativo ai 2.944 posti risulta sostanzialmente definito e il passaggio successivo sarà proprio la convocazione della Commissione incaricata della validazione.
Non emergono quindi, allo stato attuale, ostacoli tali da far pensare a uno stop definitivo dell’ampliamento.
Si tratta soprattutto di completare correttamente le procedure previste.
Un dettaglio importante.
Perché la differenza tra la capienza attuale e quella futura permetterebbe di aumentare sensibilmente il numero di spettatori presenti durante le gare interne.
E soprattutto consentirebbe al Prato di rispondere almeno parzialmente alla nuova domanda proveniente dalla città.
MA 2.944 POSTI POTREBBERO GIÀ NON BASTARE
Ed è questa probabilmente la parte più sorprendente dell’intera vicenda.
Il Prato sta lavorando per aumentare la capienza.
Ma contemporaneamente l’entusiasmo prodotto dalla nuova stagione lascia già pensare che meno di tremila posti possano diventare insufficienti nelle partite maggiormente importanti.
La società lo sa.
Il Comune lo sa.
Ed è per questo che esiste già un secondo progetto.
Molto più ambizioso.
Portare il Lungobisenzio fino a 5.000 spettatori.
Non domani.
Non attraverso una semplice deroga.
Ma attraverso un intervento strutturale.
OBIETTIVO 5.000: C’È GIÀ UN PROGETTO
Società e amministrazione comunale hanno confermato di stare lavorando sulle soluzioni necessarie per ampliare ulteriormente l’impianto.
L’ipotesi passa anche attraverso la realizzazione di una nuova tribuna.
Il progetto è in fase di elaborazione presso gli uffici tecnici comunali.
Parallelamente dovrà proseguire il percorso autorizzativo con gli organismi competenti, compresa la Soprintendenza.
Questa volta non si tratta quindi semplicemente di aggiungere qualche centinaio di posti.
Si tratta di immaginare un Lungobisenzio differente.
Più capiente.
Più adeguato alle richieste della città.
E soprattutto capace di accompagnare un eventuale percorso di crescita sportiva della società.
Perché il vero tema è proprio questo.
Se il Prato vuole tornare stabilmente nel calcio professionistico, anche le infrastrutture devono iniziare a guardare oltre la Serie D.
IL PARADOSSO DELLA SERIE D
La situazione pratese racconta perfettamente uno dei grandi paradossi della quarta serie italiana.
Ci sono società che giocano davanti a poche centinaia di spettatori.
E contemporaneamente esistono piazze nelle quali gli impianti non riescono più a contenere la richiesta.
Prato appartiene chiaramente alla seconda categoria.
Una città con tradizione calcistica.
Una società che per decenni ha frequentato il professionismo.
Una tifoseria che dopo anni complicati sta mostrando nuovamente voglia di partecipare.
Ed è probabilmente questo il risultato più importante ottenuto dal nuovo corso societario.
Prima ancora del mercato.
Prima ancora della classifica.
Riportare la gente vicino alla squadra.
UNA PROPRIETÀ ARRIVATA DA UN ANNO
Nel proprio intervento il club ha ricordato anche il percorso compiuto nell’ultimo periodo.
La nuova proprietà è arrivata soltanto da un anno.
L’attuale presidenza si è insediata nel marzo scorso.
In pochi mesi sono stati affrontati diversi dossier.
Ricostruzione societaria.
Programmazione tecnica.
Stadio.
Rapporto con la città.
Nuova stagione.
Mercato.
E il 30 luglio è stato inaugurato anche il nuovo Prato Store nel centro cittadino.
Sono tutti segnali di una strategia precisa.
Far uscire il Prato esclusivamente dai novanta minuti della domenica.
Ricostruire presenza.
Identità.
Senso di appartenenza.
La risposta della tifoseria alla campagna abbonamenti dimostra che almeno una parte significativa della città ha recepito il messaggio.
IL LUNGOBISENZIO È TORNATO CENTRALE
Per anni il tema stadio ha rappresentato uno dei problemi maggiormente delicati della storia recente biancazzurra.
Oggi la prospettiva sembra essere differente.
Non si parla più semplicemente di dove giocare.
Si parla di come aumentare la capienza.
È un cambiamento enorme.
Il Lungobisenzio deve diventare progressivamente un vantaggio competitivo.
Perché in Serie D avere quasi tremila persone sugli spalti può realmente incidere.
Averne un giorno cinquemila ancora di più.
Pressione.
Atmosfera.
Incassi.
Sponsor.
Attrattività sul mercato.
Tutto è collegato.
Uno stadio pieno non rappresenta soltanto una fotografia bella da pubblicare.
Rappresenta valore economico.
E rappresenta valore sportivo.
IL GIRONE E AUMENTA L’ATTESA
Il Prato è stato inserito nel Girone E della Serie D 2026/27.
Un raggruppamento particolarmente affascinante e ricco di piazze importanti.
La presenza di club storici e numerosi derby renderà inevitabilmente alcune partite casalinghe estremamente richieste.
È anche per questo che la questione capienza deve essere risolta prima possibile.
Il campionato partirà il 6 settembre.
Significa che esiste ancora qualche settimana per completare gli ultimi passaggi amministrativi.
L’obiettivo è evidente.
Arrivare all’inizio della stagione con il Lungobisenzio autorizzato a sfruttare la nuova capacità.
LA SOCIETÀ CHIEDE PAZIENZA AI TIFOSI
Il Prato ha comunque utilizzato toni netti nei confronti delle polemiche.
Le critiche vengono considerate legittime.
Le offese no.
Il club ha chiesto fiducia e pazienza.
La società sostiene di non poter sostituire con la propria volontà procedure che dipendono necessariamente anche da organismi esterni.
È un concetto importante.
La pressione dei tifosi può accelerare l’attenzione sul problema.
Non può però cancellare norme di sicurezza e autorizzazioni amministrative.
L’obiettivo di tutti sembra comunque essere lo stesso.
Avere uno stadio più grande.
Il prima possibile.
DA 978 ABBONATI AL PROBLEMA OPPOSTO
Un anno fa gli abbonati erano 978.
Quest’estate più di 900 vecchi sottoscrittori hanno già confermato il proprio posto prima ancora dell’apertura della vendita libera.
Quando sono state messe online le disponibilità residue, sono terminate quasi immediatamente.
È probabilmente questo il dato che meglio racconta il momento.
Non serve costruire slogan.
Bastano i numeri.
Il Prato ha nuovamente pubblico.
Ha nuovamente attesa.
Ha nuovamente persone preoccupate di non riuscire a entrare allo stadio.
Per una società che vuole ricostruire il proprio futuro, è una base enorme.
ADESSO LA SFIDA È NON DISPERDERE QUESTO ENTUSIASMO
Naturalmente esiste anche una responsabilità.
L’entusiasmo estivo è prezioso.
Ma può essere fragile.
Il mercato crea aspettative.
Gli abbonamenti raccontano fiducia.
Lo stadio pieno produce pressione positiva.
Poi però arriva il campo.
E sarà lì che il Prato dovrà alimentare ciò che si è ricostruito durante questi mesi.
Una squadra competitiva potrebbe trasformare il Lungobisenzio in uno degli ambienti più importanti dell’intera Serie D.
Un avvio complicato, al contrario, rischierebbe di abbassare rapidamente la temperatura.
È il calcio.
Ma oggi la società parte con qualcosa che non può essere acquistato sul mercato.
La risposta della città.
PRIMA 2.944, POI 5.000
La strada è quindi tracciata.
Primo passaggio: completare il sopralluogo della Commissione.
Secondo passaggio: arrivare alla validazione definitiva della capienza a 2.944 spettatori.
Terzo passaggio: proseguire insieme al Comune nella progettazione dell’ampliamento fino a 5.000 posti.
Non sarà un percorso immediato.
La stessa amministrazione ha chiarito che saranno necessari progetto, verifiche tecniche, autorizzazioni e risorse.
Ma il fatto che se ne stia discutendo concretamente rappresenta già una notizia significativa.
IL CASO ABBONAMENTI DIVENTA IL SIMBOLO DELLA RINASCITA
Quella iniziata come una polemica potrebbe quindi trasformarsi nel simbolo più evidente della rinascita pratese.
I tifosi protestano perché vogliono esserci.
La società chiede pazienza perché non può ancora farli entrare tutti.
Il Comune lavora per aumentare la capienza.
E contemporaneamente si progetta uno stadio da cinquemila spettatori.
Per una squadra di Serie D non è una situazione normale.
È la dimostrazione di quanto alcune piazze continuino ad avere dimensioni potenzialmente superiori alla categoria nella quale si trovano.
Il Prato adesso deve dimostrarlo sul campo.
Ma fuori dal campo una partita sembra essere già stata vinta.
La città è tornata.
Gli abbonamenti disponibili sono finiti in pochi minuti.
E il Lungobisenzio, improvvisamente, è diventato troppo piccolo.
Prima l’obiettivo dei 2.944 posti.
Poi quello dei 5.000.
A Prato il problema non è più riportare i tifosi allo stadio.
È trovare abbastanza spazio per farli entrare tutti.