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REGGINA, LA PROMOZIONE HA UNA CLAUSOLA: SE ARRIVA LA SERIE C, LOTITO DOVRÀ SCIOGLIERE LA MULTIPROPRIETÀ

La società amaranto è passata il 26 giugno a un gruppo riconducibile a Claudio Lotito, già proprietario della Lazio. In Serie D l’assetto è consentito, ma un’eventuale promozione tra i professionisti cambierebbe completamente lo scenario: la normativa federale impone di eliminare la situazione di controllo prima della domanda di ammissione alla Serie C.

La Reggina parte per vincere il campionato, ma dietro la corsa alla Serie C esiste una questione societaria destinata a diventare centrale qualora gli amaranto dovessero centrare la promozione.

Dal 26 giugno 2026 il club calabrese è infatti passato a una società riconducibile al gruppo del presidente Claudio Lotito, già proprietario della Lazio.

Un’operazione perfettamente compatibile con l’attuale partecipazione della Reggina alla Serie D, ma che presenta una conseguenza regolamentare molto precisa in prospettiva futura.

Se la squadra allenata da Marco Marchionni dovesse conquistare il salto in Serie C al termine della stagione 2026/27, l’attuale configurazione proprietaria non potrebbe essere mantenuta.

OGGI NESSUN PROBLEMA: LA REGGINA È DILETTANTISTICA

Il punto fondamentale riguarda la differenza tra settore dilettantistico e professionistico.

La Lazio partecipa alla Serie A e appartiene quindi al settore professionistico. La Reggina, invece, milita attualmente in Serie D, massimo campionato dilettantistico nazionale.

È proprio questa situazione a rendere possibile oggi il controllo delle due società da parte dello stesso gruppo.

La normativa federale vieta infatti a uno stesso soggetto di detenere partecipazioni, esercitare gestione o situazioni di controllo in più società appartenenti al settore professionistico.

Finché la Reggina resta in Serie D, quindi, il problema non si pone.

La situazione cambierebbe però automaticamente con la promozione.

COSA SUCCEDEREBBE IN CASO DI SERIE C

L’articolo 16-bis delle Norme Organizzative Interne della FIGC disciplina espressamente anche il caso nel quale una società passi dal settore dilettantistico a quello professionistico.

Ed è qui che la vicenda della Reggina diventa particolarmente interessante.

Qualora il passaggio di categoria generasse una situazione vietata di multiproprietà, i soggetti interessati sarebbero obbligati a porvi fine entro e non oltre cinque giorni prima del termine stabilito per il deposito della domanda di ammissione al campionato professionistico.

Tradotto nella situazione attuale: se la Reggina vincesse il Girone I e conquistasse la Serie C, il gruppo Lotito dovrebbe necessariamente modificare l’assetto proprietario prima dell’iscrizione al campionato professionistico 2027/28.

Non sarebbe quindi possibile iniziare la Serie C mantenendo contemporaneamente Lazio e Reggina sotto la medesima situazione di controllo.

NON SIGNIFICA NECESSARIAMENTE VENDERE LA REGGINA

Un aspetto va chiarito.

La normativa non stabilisce quale delle due società debba essere ceduta.

Il gruppo proprietario dovrebbe semplicemente eliminare la situazione incompatibile prevista dalle norme federali.

In teoria, dunque, le soluzioni potrebbero essere differenti: cessione della Reggina, cessione dell’altra partecipazione oppure una riorganizzazione societaria tale da eliminare concretamente il controllo vietato.

La certezza riguarda soltanto il risultato finale: Lazio e Reggina non potrebbero restare entrambe società professionistiche controllate dallo stesso soggetto.

Ed è evidente quale dei due scenari sarebbe più realistico considerando dimensioni, valore e categoria delle due società.

Per questo motivo, qualora la Reggina dovesse realmente avvicinarsi alla promozione, il dossier societario potrebbe diventare uno dei temi più importanti della prossima primavera.

IL 2028 NON È UNA DEROGA PER LA REGGINA

C’è poi un altro elemento che può generare confusione.

Nel calcio italiano si parla frequentemente della scadenza del 1° luglio 2028 relativa alle multiproprietà, soprattutto per la situazione Napoli-Bari.

Quella disciplina transitoria, però, riguarda casi preesistenti per i quali era stata concessa una specifica proroga.

La situazione Lazio-Reggina nasce invece nel 2026 ed è oggi consentita proprio perché uno dei due club, la Reggina, appartiene al settore dilettantistico.

La promozione degli amaranto farebbe quindi scattare una fattispecie differente: il passaggio di una società dai dilettanti ai professionisti.

Ed è proprio per questa eventualità che le NOIF prevedono l’obbligo di eliminare la situazione di controllo prima della domanda di ammissione alla categoria superiore.

UNA QUESTIONE CHE POTREBBE DIVENTARE CONCRETA

Oggi naturalmente si tratta di uno scenario futuro.

La Reggina deve ancora giocare la prima giornata del campionato e davanti ci sono 34 partite nelle quali dovrà dimostrare di essere realmente la squadra da battere.

Ma le ambizioni della nuova proprietà sono evidenti.

Il club ha affidato la panchina a Marco Marchionni, la direzione sportiva a Giancarlo Romairone e ha costruito una rosa progettata per occupare stabilmente le zone altissime del Girone I.

Anche il primo impegno ufficiale ha mandato un segnale importante.

Domenica 30 agosto, al “Granillo”, la Reggina ha travolto il Digiesse PraiaTortora per 7-0 nel primo turno della Coppa Italia Serie D.

Un risultato che naturalmente non assegna alcun titolo, ma conferma il livello delle aspettative intorno alla formazione amaranto.

DOMENICA ARRIVA IL LICATA

Il vero percorso inizierà domenica 6 settembre 2026, quando al Granillo arriverà il Licata per la prima giornata del Girone I.

Da quel momento la Reggina inizierà ufficialmente la propria corsa verso l’obiettivo dichiarato: riportare il club tra i professionisti.

Ed è proprio qui che emerge il paradosso.

Sportivamente, la nuova proprietà lavora per conquistare la Serie C. Societariamente, proprio quella promozione obbligherebbe il gruppo a modificare l’attuale struttura di controllo.

Non è un problema immediato e non rappresenta alcun ostacolo alla partecipazione della Reggina alla Serie D 2026/27.

Ma se in primavera gli amaranto dovessero trovarsi in testa alla classifica, la questione diventerebbe inevitabilmente concreta.

La Reggina può inseguire liberamente la promozione. Ma se riuscirà a conquistarla, prima di tornare ufficialmente tra i professionisti dovrà essere risolto il nodo Lotito: Lazio e Reggina non potranno entrare insieme nel calcio professionistico sotto lo stesso controllo.

Autore

Raffaele Falanga scrive per Pianeta Serie D e segue notizie, mercato, comunicati e approfondimenti sul calcio dilettantistico nazionale.