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SERIE D, PARI IN VETTA? LA SERIE C SI DECIDE CON UNO SPAREGGIO: SCONTRI DIRETTI E DIFFERENZA RETI NON BASTANO

La corsa alla promozione della Serie D 2026/27 può arrivare fino a una vera finale. Se due squadre termineranno il proprio girone a pari punti al primo posto, la promossa in Serie C non verrà decisa dagli scontri diretti o dalla differenza reti: sarà necessario uno spareggio in gara unica e campo neutro. Se invece saranno tre o più le formazioni appaiate in vetta, entrerà in gioco prima la classifica avulsa per scegliere le due che si contenderanno il titolo. Una regola capace di trasformare l’ultima giornata in semplice preludio a una partita da dentro o fuori.

La Serie D assegna una sola promozione diretta per girone.

E può accadere che trentaquattro giornate non siano sufficienti per stabilire chi meriti di salire in Serie C.

In quel caso la regola è molto più spettacolare di quanto molti immaginino:

si gioca.

Niente promozione assegnata automaticamente attraverso differenza reti generale.

Niente vantaggio definitivo per chi ha segnato più gol.

Niente semplice confronto degli scontri diretti se le squadre coinvolte sono soltanto due.

Quando due formazioni terminano il campionato appaiate al primo posto e c’è un unico titolo sportivo da assegnare, le norme FIGC prevedono uno spareggio in gara unica e campo neutro.

DUE SQUADRE PRIME A PARI PUNTI: SI VA ALLO SPAREGGIO

Immaginiamo una situazione possibile nel prossimo maggio.

Nocerina e Fidelis Andria chiudono il Girone H con 75 punti.

Oppure Reggina e Nissa terminano il Girone I appaiate.

O ancora Ternana e Siena concludono il Girone E con lo stesso punteggio.

Non importa chi abbia vinto più nettamente lo scontro diretto.

Non importa chi possieda la migliore differenza reti complessiva.

Quando il titolo in palio è uno solo, la promozione viene decisa attraverso una partita aggiuntiva.

Novanta minuti in campo neutro.

Una vera finale per la Serie C.

SE FINISCE PARI CI SONO I SUPPLEMENTARI

La formula è altrettanto chiara.

Se lo spareggio resta in parità al termine dei novanta minuti, vengono disputati due tempi supplementari da quindici minuti.

Se la parità continua:

calci di rigore.

Quindi una stagione costruita attraverso trentaquattro giornate può arrivare letteralmente all’ultimo tiro dal dischetto.

È difficile immaginare una pressione superiore.

Un rigore può dividere Serie C e un’altra stagione nei dilettanti.

E SE ARRIVANO TRE SQUADRE A PARI PUNTI?

Qui cambia completamente il meccanismo.

Non è naturalmente possibile organizzare uno spareggio diretto tra tre formazioni.

In quel caso viene compilata la cosiddetta classifica avulsa tra le società interessate.

Il primo criterio è rappresentato dai punti conquistati negli scontri diretti tra le squadre coinvolte.

Poi vengono progressivamente considerati gli altri parametri stabiliti dalle NOIF.

Le prime due della graduatoria così costruita accedono allo spareggio che assegnerà il titolo sportivo.

La terza resta fuori dalla corsa alla promozione diretta.

I CRITERI DELLA CLASSIFICA AVULSA

Quando tre o più squadre terminano appaiate, la graduatoria viene costruita attraverso una sequenza precisa.

Prima:

punti conquistati negli scontri diretti.

Poi:

differenza tra reti segnate e subite negli stessi incontri.

Successivamente:

differenza reti negli incontri diretti tra le squadre ancora interessate.

Poi:

differenza reti complessiva nell’intero campionato.

Quindi:

maggior numero di reti segnate nell’intero campionato.

E soltanto come ultimo criterio:

sorteggio.

Significa che anche un gol realizzato o subito mesi prima può diventare determinante per conquistare l’accesso alla partita decisiva.

GLI SCONTRI DIRETTI RESTANO QUINDI FONDAMENTALI

Dire che a due squadre pari al primo posto serve lo spareggio non significa naturalmente che gli scontri diretti siano irrilevanti.

Diventano decisivi quando le squadre appaiate sono almeno tre.

Immaginiamo:

Squadra A: 74 punti.

Squadra B: 74.

Squadra C: 74.

A quel punto il campionato non produce direttamente le due partecipanti allo spareggio.

Bisogna ricostruire il mini-campionato formato esclusivamente dalle tre contendenti.

E proprio lì i risultati degli scontri diretti possono eliminare una delle squadre dalla corsa alla Serie C.

UNA QUARTA SQUADRA PUÒ COMPLICARE ANCORA TUTTO

Lo scenario può diventare persino più incredibile.

Quattro squadre a pari punti al primo posto.

Anche qui:

classifica avulsa.

Soltanto le prime due accedono allo spareggio.

Significa che una formazione potrebbe chiudere il campionato formalmente prima a pari merito ma non avere neppure la possibilità di giocarsi la promozione nella gara decisiva.

È uno dei motivi per cui durante la stagione sarà fondamentale osservare non soltanto i punti in classifica.

Bisognerà ricordare anche ciò che accade negli scontri diretti.

LA DIFFERENZA RETI GENERALE ARRIVA DOPO

Altro elemento importante.

Nella classifica avulsa la differenza reti complessiva dell’intero campionato non rappresenta il primo criterio.

Prima vengono valutati i risultati delle partite disputate direttamente tra le contendenti.

È quindi possibile che una squadra con una differenza reti stagionale nettamente migliore venga superata nella graduatoria da una concorrente che ha ottenuto risultati migliori negli scontri diretti.

Un dettaglio destinato a rendere ancora più pesanti le sfide tra le big dei nove gironi.

LE PARTITE DI OTTOBRE POSSONO DECIDERE LA PROMOZIONE A MAGGIO

È proprio questa la conseguenza più interessante.

Quando arriverà uno scontro diretto durante il girone d’andata sarà facile considerarlo soltanto una delle trentaquattro partite.

In realtà può avere un valore doppio.

Tre punti immediati.

E contemporaneamente un possibile vantaggio nella classifica avulsa cinque o sei mesi più tardi.

Un gol segnato al 90’ in ottobre può cambiare la posizione tra due squadre a maggio.

La Serie D non permette quindi di sottovalutare nessun confronto diretto.

UNA SOLA PROMOZIONE RENDE TUTTO PIÙ DURO

Il meccanismo assume ancora maggiore importanza osservando la formula del campionato.

Ogni girone assegna una sola promozione diretta in Serie C.

Secondo posto e playoff non garantiscono il professionismo.

Quindi lo spareggio per il primo posto non rappresenta semplicemente una partita per decidere chi finirà davanti nella classifica ufficiale.

Rappresenta la partita che separa due categorie.

La vincente può preparare la Serie C.

La perdente resta in Serie D e dovrà affrontare il percorso previsto per la postseason.

NON È UNA FINALE PLAYOFF

Bisogna infatti distinguere chiaramente i due concetti.

Lo spareggio per il primo posto assegna il titolo sportivo necessario per la promozione.

La finale playoff del girone ha una funzione completamente differente e non produce automaticamente il salto in Serie C.

Sono quindi due partite che possono sembrare simili nella forma ma sono completamente differenti nelle conseguenze.

Lo spareggio promozione vale direttamente il professionismo.

ANCHE IL FATTORE CAMPO VIENE AZZERATO

La scelta del campo neutro aumenta ulteriormente la particolarità della partita.

Nessuna delle due contendenti può utilizzare il proprio stadio come vantaggio sportivo.

La sede deve essere individuata per ospitare una sfida teoricamente equilibrata.

Per le tifoserie può significare anche organizzare una trasferta improvvisa a pochi giorni dalla conclusione della regular season.

Pullman.

Biglietti.

Ordine pubblico.

Settori da dividere.

Uno spareggio del genere può diventare uno degli eventi con maggiore pubblico dell’intera stagione.

IL 2 MAGGIO POTREBBE NON ESSERE DAVVERO L’ULTIMA GIORNATA

La regular season della Serie D 2026/27 terminerà il 2 maggio 2027.

Per la maggior parte delle squadre quella domenica determinerà definitivamente il piazzamento.

Ma in almeno uno dei nove gironi potrebbe non bastare.

Se due formazioni chiuderanno in vetta con gli stessi punti, la promozione resterà sospesa.

Una settimana intera di tensione.

Poi lo spareggio.

PER LE BIG CAMBIA ANCHE LA GESTIONE DELL’ULTIMA GIORNATA

Immaginiamo due squadre prime a pari punti prima del turno conclusivo.

Entrambe vincono.

Nessun calcolo sulla differenza reti.

Nessuna corsa a segnare cinque o sei gol semplicemente per migliorare il saldo complessivo e conquistare il primo posto.

Se restano appaiate:

spareggio.

Questo può modificare anche la gestione delle energie nell’ultima partita.

Perché allenatori e giocatori saprebbero già che potrebbe esserci un’altra finale pochi giorni dopo.

LA SERIE D POTREBBE REGALARE NOVE CORSE COMPLETAMENTE DIVERSE

Girone A.

Girone B.

Girone C.

Fino al Girone I.

Ogni raggruppamento avrà una propria storia.

Alcuni potrebbero essere dominati da una sola squadra.

Altri potrebbero arrivare all’ultima giornata con tre o quattro contendenti.

Ed è proprio lì che l’articolo 51 delle NOIF può diventare improvvisamente protagonista.

Per mesi nessuno ne parlerà.

Poi potrebbe decidere una promozione.

LA REGOLA DA RICORDARE

Il meccanismo è semplice:

due squadre a pari punti al primo posto: spareggio in gara unica e campo neutro.

Parità dopo 90 minuti: tempi supplementari.

Parità dopo 120 minuti: calci di rigore.

Tre o più squadre a pari punti: classifica avulsa per individuare le due che giocheranno lo spareggio.

La Serie D partirà il 6 settembre.

Serviranno trentaquattro giornate per costruire la classifica.

Ma esiste uno scenario nel quale trentaquattro giornate non saranno sufficienti.

Se due squadre arriveranno insieme davanti a tutte, la Serie C verrà decisa attraverso una trentacinquesima partita. Una finale vera, in campo neutro, nella quale un’intera stagione potrà finire ai calci di rigore.

Autore

Raffaele Falanga scrive per Pianeta Serie D e segue notizie, mercato, comunicati e approfondimenti sul calcio dilettantistico nazionale.