SERIE D, RIMESSA LATERALE PERSA IN 5 SECONDI: LA NUOVA REGOLA CHE PUÒ REGALARE IL PALLONE AGLI AVVERSARI
La Serie D 2026/27 introduce una regola destinata a cambiare una delle situazioni più comuni del calcio. Se una squadra perde deliberatamente tempo prima di effettuare una rimessa laterale, l’arbitro potrà fischiare e avviare un countdown visibile di cinque secondi. Se il pallone non viene rimesso in gioco entro lo zero, la rimessa passerà direttamente agli avversari. Lo stesso principio viene applicato ai calci di rinvio, ma con una conseguenza ancora più pesante: dopo cinque secondi scatta un calcio d’angolo per l’altra squadra. Non sarà un conteggio automatico su ogni ripresa: partirà soltanto quando il direttore di gara riterrà che il ritardo sia ingiustificato. La novità sarà già valida domenica 23 agosto nelle prime gare ufficiali della Coppa Italia Serie D.
Cinque.
Quattro.
Tre.
Due.
Uno.
E il pallone cambia squadra.
La Serie D 2026/27 introduce una delle modifiche regolamentari più curiose e potenzialmente decisive dell’intera nuova stagione.
Questa volta non riguarda rigori.
Espulsioni.
Fuorigioco.
Portieri.
Riguarda una situazione che si verifica decine di volte durante qualsiasi partita:
la rimessa laterale.
Da questa stagione perdere deliberatamente tempo prima di batterla può costare direttamente il possesso del pallone.
NON ESISTE UN LIMITE AUTOMATICO DI CINQUE SECONDI
È il primo punto da chiarire.
Non significa che ogni rimessa laterale debba obbligatoriamente essere effettuata entro cinque secondi dal momento nel quale il pallone esce.
La regola funziona in maniera diversa.
L’arbitro deve prima valutare che il giocatore o la squadra stiano ritardando ingiustamente la ripresa del gioco.
Solo a quel punto interviene.
Fischio.
Segnale.
Mano alzata.
E comincia il countdown.
Cinque secondi.
Da quel momento la squadra deve effettuare la rimessa.
Se non lo fa, perde il diritto a batterla.
LA RIMESSA PASSA DIRETTAMENTE ALL’AVVERSARIO
È questa la vera rivoluzione.
Fino a oggi la perdita di tempo sulla rimessa laterale veniva gestita principalmente attraverso richiamo, recupero e, nei casi più evidenti, ammonizione.
Adesso esiste una sanzione sportiva immediata.
La squadra avrebbe dovuto battere.
Aspetta troppo.
L’arbitro ritiene il comportamento deliberatamente ostruzionistico.
Avvia il conto.
La palla non viene rimessa in gioco entro cinque secondi.
Rimessa laterale alla squadra avversaria.
In un attimo il possesso cambia.
IMMAGINIAMO IL 92’: PUÒ CAMBIARE UNA PARTITA
Lo scenario più semplice è quello del finale.
Risultato:
1-0.
Minuto 92.
La squadra in vantaggio conquista una rimessa laterale vicino alla bandierina.
Il giocatore prende il pallone.
Aspetta.
Fa avanzare un compagno.
Poi ne chiama un altro.
Cerca di consumare secondi.
L’arbitro capisce l’intenzione.
Fischia.
Cinque.
Quattro.
Tre.
Due.
Uno.
La rimessa non parte.
Pallone agli avversari.
Quella che doveva essere una situazione perfetta per congelare il risultato diventa improvvisamente un possesso regalato alla squadra che deve pareggiare.
L’ARBITRO RENDERÀ VISIBILE IL CONTEGGIO
Il giocatore non dovrà indovinare quanto tempo rimanga.
Quando il countdown viene attivato, l’arbitro eseguirà un conteggio visivo utilizzando la mano alzata.
Il principio è simile a quello già previsto per la gestione del pallone da parte del portiere.
Il pubblico vedrà il conto.
La panchina lo vedrà.
I giocatori lo vedranno.
Non ci sarà quindi spazio per sostenere di non sapere che il tempo stesse scadendo.
La responsabilità diventa completamente leggibile da tutto lo stadio.
IL FISCHIO DELL’ARBITRO CAMBIA TUTTO
Il momento chiave è proprio il segnale del direttore di gara.
Prima di quel momento la squadra può naturalmente organizzare normalmente la ripresa.
Cercare un compagno.
Cambiare il giocatore incaricato di battere.
Aspettare che qualcuno venga incontro.
Ma quando il comportamento supera il normale tempo necessario e viene considerato una perdita deliberata di tempo, l’arbitro può intervenire.
Da quel momento non esistono più interpretazioni.
Cinque secondi per giocare.
NON BISOGNA CONFONDERE LA REGOLA CON IL NORMALE RITMO DELLA PARTITA
Questo elemento sarà fondamentale soprattutto nelle prime giornate.
Un terzino raccoglie il pallone.
Passano sei o sette secondi.
La rimessa viene effettuata.
Non significa automaticamente che l’arbitro abbia sbagliato.
Perché il limite di cinque secondi non parte automaticamente quando la palla esce.
Serve la valutazione preventiva del ritardo.
È una norma contro il time-wasting.
Non un cronometro permanente su tutte le rimesse laterali.
IL GIALLO NON ARRIVA AUTOMATICAMENTE
Anche questo dettaglio è importante.
Se il giocatore supera il countdown e perde la rimessa, non viene automaticamente ammonito soltanto per avere superato i cinque secondi.
La prima conseguenza è tecnica:
possesso agli avversari.
Il cartellino può arrivare se il calciatore continua a ritardare eccessivamente la ripresa anche dopo che la rimessa è stata assegnata all’altra squadra oppure se il comportamento integra un’ulteriore condotta antisportiva.
Il regolamento punta quindi principalmente a far ripartire il gioco.
Non a riempire immediatamente la partita di cartellini.
IL CASO PIÙ ASSURDO: PERDERE TEMPO E POI CONTINUARE A NASCONDERE IL PALLONE
Immaginiamo ancora il finale.
Countdown scaduto.
L’arbitro assegna la rimessa agli avversari.
Il giocatore che possiede ancora il pallone decide però di trattenerlo.
Oppure lo allontana.
Oppure impedisce alla squadra avversaria di effettuare velocemente la propria rimessa.
A quel punto la situazione cambia.
Il comportamento può diventare chiaramente passibile di ammonizione per ritardo della ripresa.
La prima sanzione gli ha tolto il possesso.
Insistere può costargli anche il cartellino.
CAMBIERÀ ANCHE IL LAVORO DEI RACCOGLIPALLE
La nuova regola può avere conseguenze organizzative che vanno molto oltre il singolo giocatore.
Se una società vuole evitare problemi, deve garantire una gestione rapida dei palloni attorno al terreno di gioco.
Raccattapalle.
Palloni supplementari.
Posizionamento corretto.
Tempi di restituzione.
Una squadra non può permettersi di arrivare continuamente al punto nel quale l’arbitro debba valutare se esista una perdita deliberata di tempo.
La fluidità delle rimesse diventa anche una questione organizzativa.
GLI ALLENATORI DOVRANNO PREPARARE LE RIMESSE IN MANIERA DIVERSA
C’è poi una conseguenza tattica.
Molte squadre utilizzano la rimessa laterale come una vera situazione preparata.
Movimenti.
Blocchi.
Rotazioni.
Giocatore che viene incontro.
Secondo uomo che attacca la profondità.
Difensore centrale che offre una soluzione di sicurezza.
Con un arbitro pronto ad avviare il countdown davanti a un ritardo eccessivo, tutto deve essere più veloce.
Chi batte deve sapere già cosa fare.
E i compagni devono offrirgli immediatamente almeno una soluzione.
ANCHE IL CAMBIO DEL BATTITORE PUÒ DIVENTARE RISCHIOSO
Scena classica.
Il terzino prende il pallone.
Poi arriva un centrocampista.
“Batto io.”
Il primo glielo consegna lentamente.
Il secondo aspetta che la squadra salga.
In una fase normale della partita può non esserci alcun problema.
Nel finale, se il direttore di gara legge quella sequenza come una strategia per consumare tempo, può intervenire.
Una volta iniziato il countdown il cambio del battitore non sospende il cronometro.
La squadra deve comunque giocare.
LA NOVITÀ RIGUARDA ANCHE IL CALCIO DI RINVIO
Ed è qui che il regolamento diventa ancora più duro.
Lo stesso principio viene applicato quando una squadra perde deliberatamente tempo prima di effettuare un calcio di rinvio.
Anche in questo caso non esiste un countdown automatico a ogni rimessa dal fondo.
L’arbitro deve prima considerare ingiustificato il ritardo.
Poi:
fischio.
Cinque secondi.
Conteggio visibile.
Ma la conseguenza cambia completamente.
CINQUE SECONDI SCADUTI SUL RINVIO: CORNER AGLI AVVERSARI
È una punizione sportivamente pesantissima.
La squadra deve effettuare il calcio di rinvio.
Prova a perdere tempo.
L’arbitro avvia il countdown.
Il pallone non viene rimesso in gioco entro cinque secondi.
La rimessa dal fondo scompare.
Calcio d’angolo agli avversari.
Si passa da una situazione nella quale la squadra aveva il possesso e poteva allontanare il pallone dalla propria area a una palla inattiva offensiva regalata agli avversari a pochi metri dalla porta.
DAL RINVIO AL CORNER IN CINQUE SECONDI
Immaginiamo ancora una volta il finale di una partita.
Minuto 94.
1-0.
Pallone fuori.
Calcio di rinvio.
Il portiere sistema lentamente la palla.
Allontana un compagno.
Decide di battere dall’altra parte dell’area.
L’arbitro ritiene che stia deliberatamente consumando secondi.
Fischia.
Parte il countdown.
Il portiere continua ad aspettare.
Zero.
Corner.
La squadra avversaria manda dentro l’area tutti i propri giocatori.
Anche il portiere.
Una situazione completamente sicura viene trasformata nell’ultima occasione per pareggiare.
La nuova regola vuole esattamente impedire questo tipo di perdita artificiale di tempo.
ATTENZIONE: NON È LA STESSA REGOLA DEGLI OTTO SECONDI DEL PORTIERE
Le due situazioni devono essere distinte.
Portiere con pallone tra mani o braccia mentre il gioco è in corso:
massimo otto secondi.
Gli ultimi cinque vengono visualizzati dall’arbitro.
Superamento del limite:
calcio d’angolo.
Calcio di rinvio con pallone ancora fuori dal gioco:
non esiste un limite automatico di cinque secondi.
Se l’arbitro ritiene che ci sia perdita deliberata di tempo, avvia il countdown.
Superamento:
calcio d’angolo.
Stessa conseguenza.
Regole differenti.
LA PRIMA È AUTOMATICA, LA SECONDA DIPENDE DAL RITARDO
Quando il portiere controlla il pallone con le mani, gli otto secondi rappresentano un vero limite di possesso.
Sul calcio di rinvio, invece, l’arbitro non comincia a contare cinque secondi ogni volta che il pallone termina sul fondo.
Il countdown entra in scena soltanto davanti a un ritardo considerato ingiustificato.
È proprio questa distinzione che dovranno imparare rapidamente giocatori e pubblico.
LA STESSA FILOSOFIA STA CAMBIANDO TUTTO IL CALCIO
Le nuove Regole del Gioco 2026/27 seguono una direzione chiarissima.
Ridurre le interruzioni artificiali.
Aumentare il tempo effettivo.
Punire direttamente chi prova a consumare secondi senza giocare.
E infatti la rimessa laterale e il calcio di rinvio non sono le uniche situazioni interessate.
Da questa stagione:
chi viene sostituito deve lasciare il terreno entro dieci secondi;
il giocatore che riceve cure deve normalmente restare fuori per un minuto effettivo dopo la ripresa;
il portiere possiede otto secondi per liberarsi del pallone controllato con le mani.
Adesso anche le riprese laterali e dal fondo diventano parte dello stesso sistema.
IL TIME-WASTING NON VIENE PIÙ SEMPLICEMENTE RECUPERATO
È probabilmente questo il vero cambio culturale.
Per anni il ragionamento è stato:
perdi tempo?
L’arbitro lo aggiungerà nel recupero.
La nuova filosofia prova invece a intervenire immediatamente.
Se ritardi una rimessa laterale:
puoi perderla.
Se ritardi un calcio di rinvio:
puoi regalare un corner.
Se esci troppo lentamente durante una sostituzione:
il compagno può restare fuori.
Se costringi l’arbitro a fermare il gioco per un infortunio:
puoi lasciare la squadra temporaneamente in dieci.
Non si recupera soltanto il tempo.
Si elimina progressivamente la convenienza a perderlo.
LE SQUADRE IN VANTAGGIO DOVRANNO CAMBIARE ABITUDINI
La novità peserà soprattutto negli ultimi quindici minuti.
È quella la fase nella quale vengono utilizzate maggiormente tutte le piccole strategie per spezzare il ritmo.
Rimesse.
Calci di rinvio.
Sostituzioni.
Infortuni.
Palloni allontanati.
Da questa stagione alcune di quelle strategie possono produrre l’effetto opposto.
Una squadra che sta vincendo non deve semplicemente gestire il risultato.
Deve farlo senza regalare opportunità attraverso comportamenti evitabili.
ANCHE LE PANCHINE DOVRANNO FARE ATTENZIONE
Il giocatore vicino alla linea laterale spesso riceve indicazioni dall’allenatore.
“Calma.”
“Aspetta.”
“Fai salire la squadra.”
Da questa stagione bisognerà capire quando quella normale gestione rischi di superare il limite percepito dall’arbitro.
Quando parte il conto, dalla panchina servirà probabilmente una sola indicazione:
gioca.
Non esiste vantaggio tattico capace di giustificare la perdita gratuita del possesso.
DOMENICA 23 AGOSTO PUÒ GIÀ ACCADERE
La nuova Serie D entrerà ufficialmente in campo domenica 23 agosto con il turno preliminare della Coppa Italia.
Trentaquattro partite.
Sessantotto società.
Gare a eliminazione diretta.
In caso di parità dopo i novanta minuti, direttamente calci di rigore.
E tutte le nuove Regole del Gioco saranno già operative.
Non servirà aspettare il campionato del 6 settembre.
Una qualificazione potrebbe essere decisa già domenica da una rimessa laterale persa oppure da un calcio d’angolo concesso per avere ritardato troppo un rinvio.
UNA REGOLA PICCOLA CHE PUÒ DIVENTARE ENORME
È difficile immaginare che durante una stagione tutte le squadre perdano continuamente rimesse laterali attraverso il countdown.
Probabilmente accadrà raramente.
Ed è proprio questo lo scopo.
La semplice possibilità di perdere il pallone dovrebbe convincere i giocatori a riprendere più rapidamente.
Ma quando accadrà, l’effetto sarà immediatamente visibile.
E in una partita equilibrata potrebbe diventare decisivo.
LA REGOLA DA RICORDARE
Il principio può essere riassunto così.
Rimessa laterale:
se la squadra ritarda ingiustamente, l’arbitro può avviare un countdown visibile di cinque secondi.
Se il pallone non viene giocato:
rimessa agli avversari.
Calcio di rinvio:
se la squadra ritarda ingiustamente, stesso countdown.
Cinque secondi.
Se non batte:
calcio d’angolo agli avversari.
Nessun conteggio automatico su ogni ripresa.
Ma quando l’arbitro alza la mano, il messaggio sarà chiarissimo.
La Serie D 2026/27 vuole meno secondi persi e più pallone in gioco. E da questa stagione, provare a congelare una partita con una rimessa laterale o un rinvio troppo lento può significare una cosa molto semplice: consegnare direttamente il pallone agli avversari.