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Trapani, udienza al CONI il 26 agosto

La LND ha inserito regolarmente i granata nel Girone I insieme a Reggina, Nissa e alle altre protagoniste del raggruppamento, ma Valerio Antonini continua la propria offensiva giudiziaria contro le penalizzazioni della passata stagione. Una nuova udienza è fissata per il 26 agosto, quando la stagione ufficiale sarà già cominciata. Attenzione, però: un eventuale accoglimento non significherebbe automaticamente ritorno in Serie C.

Il Trapani è ufficialmente una squadra di Serie D.

Ma la storia della sua retrocessione non è ancora definitivamente chiusa.

Mentre la società lavora sul mercato, costruisce la nuova rosa e prepara un Girone I che si annuncia tra i più affascinanti dell’intera quarta serie, continua infatti parallelamente la battaglia giudiziaria portata avanti dal presidente Valerio Antonini contro le penalizzazioni accumulate durante la stagione 2025/26.

La prossima data da cerchiare sul calendario è il 26 agosto 2026.

Quel giorno è prevista davanti al Collegio di Garanzia dello Sport del CONI un’udienza relativa a uno dei procedimenti ancora portati avanti dal club siciliano.

Una situazione particolarmente interessante perché la decisione arriverà quando la nuova stagione della Serie D sarà già ufficialmente iniziata.

La Coppa Italia scatterà infatti il 23 agosto.

Il campionato comincerà invece il 6 settembre.

In mezzo, esattamente il 26 agosto, arriverà un altro passaggio della lunga vicenda extracalcistica granata.

IL TRAPANI È UFFICIALMENTE NEL GIRONE I

Dal punto di vista sportivo e organizzativo, al momento non esistono dubbi.

Il 6 agosto la Lega Nazionale Dilettanti ha ufficializzato la composizione dei nove gironi della Serie D 2026/27.

Il Trapani è stato inserito nel Girone I.

Un raggruppamento composto da Athletic Club Palermo, Avola, Castrumfavara, Enna, Gela, Licata, Milazzo, Modica, Nissa, Nuova Igea Virtus, Ragusa, Siracusa, Trapani, Digiesse Praiatortora, Reggina, Sambiase, Vibonese e Vigor Lamezia.

Diciotto squadre.

Una sola promozione diretta in Serie C.

Ed almeno sulla carta diverse società costruite per occupare la parte alta della classifica.

Il Trapani è quindi pienamente inserito nella programmazione della nuova Serie D.

La società sta operando sul mercato.

La squadra prepara la stagione.

La LND ha definito il raggruppamento.

Ma Antonini non considera conclusa la partita relativa alla precedente annata.

IL 26 AGOSTO UNA NUOVA UDIENZA

La comunicazione è arrivata direttamente dal presidente granata.

L’udienza davanti al Collegio di Garanzia dello Sport è stata fissata per mercoledì 26 agosto.

Si tratta di uno dei ricorsi collegati alle sanzioni che hanno caratterizzato la complicatissima stagione 2025/26 del Trapani.

È importante utilizzare la massima precisione.

Non siamo davanti a un semplice ricorso contro l’inserimento in Serie D.

Il percorso giudiziario riguarda provvedimenti disciplinari e penalizzazioni applicati nella stagione precedente e successivamente impugnati attraverso i differenti gradi della giustizia sportiva.

L’obiettivo dichiarato dalla proprietà resta quello di ottenere provvedimenti capaci di mettere nuovamente in discussione gli effetti sportivi prodotti da quelle sanzioni.

Antonini ha parlato apertamente di riammissione.

Ma tra l’obiettivo della società e ciò che potrebbe concretamente accadere esiste una differenza fondamentale.

IL CONI NON SIGNIFICA AUTOMATICAMENTE SERIE C

Questo è probabilmente il punto più importante dell’intera vicenda.

Un eventuale pronunciamento favorevole al Trapani il 26 agosto non comporterebbe necessariamente e automaticamente il ritorno dei granata in Serie C.

Il Collegio di Garanzia può infatti assumere decisioni differenti in base al ricorso esaminato e ai motivi presentati.

Può respingerlo.

Può dichiararlo inammissibile.

Può eventualmente accoglierlo secondo i limiti previsti dall’ordinamento sportivo.

E in determinate circostanze può arrivare all’annullamento della decisione impugnata con rinvio all’organo competente affinché venga nuovamente esaminata.

Soltanto dopo il dispositivo sarà quindi possibile comprendere l’effettiva portata sportiva del pronunciamento.

Parlare oggi di Trapani pronto automaticamente a tornare in Serie C sarebbe quindi scorretto.

Quello che invece può essere affermato con certezza è che il contenzioso non è terminato.

E il calendario della giustizia sportiva finirà per sovrapporsi a quello del campo.

UN RICORSO È GIÀ STATO RESPINTO A LUGLIO

La vicenda presenta inoltre un precedente molto recente.

Il 14 luglio 2026 la Prima Sezione del Collegio di Garanzia dello Sport ha respinto un altro ricorso presentato dal Trapani e da alcuni suoi dirigenti.

Quel procedimento riguardava una decisione della Corte Federale d’Appello che aveva confermato una penalizzazione di cinque punti, oltre alle ulteriori sanzioni personali ed economiche previste dal provvedimento.

Il Collegio aveva quindi confermato l’esito del precedente grado di giudizio.

Questo particolare è fondamentale per comprendere il quadro.

Non esiste un unico “ricorso Trapani”.

Nel corso dei mesi la società ha promosso differenti iniziative contro distinti provvedimenti.

Alcune sono già arrivate a decisione.

Altre hanno seguito percorsi differenti.

Il passaggio del 26 agosto rappresenta quindi un nuovo capitolo all’interno di una vicenda giudiziaria molto più articolata.

LA RETROCESSIONE DOPO UNA STAGIONE CONDIZIONATA DALLE PENALIZZAZIONI

Il Trapani era partito nella stagione 2025/26 con aspettative completamente differenti.

Il progetto era costruito per competere in Serie C.

Il campionato è stato invece pesantemente condizionato dalle vicende amministrative e dai numerosi procedimenti davanti alla giustizia sportiva.

Le penalizzazioni accumulate hanno progressivamente modificato la classifica fino a determinare la retrocessione.

Da quel momento Antonini ha scelto di continuare la battaglia attraverso tutti gli strumenti giudiziari ritenuti disponibili.

Il risultato sportivo, però, al momento è uno soltanto.

Serie D.

Ed è proprio sulla base di questo scenario che la LND ha costruito il proprio organico e inserito ufficialmente il Trapani nel Girone I.

IL CAMPIONATO NON PUÒ ASPETTARE I RICORSI

La situazione mette ancora una volta in evidenza uno dei problemi più delicati del calcio italiano.

I tempi della giustizia sportiva e quelli della programmazione dei campionati non sempre coincidono.

Una società deve tesserare giocatori.

Stipulare contratti.

Vendere abbonamenti.

Organizzare trasferte.

Programmare uno stadio.

Costruire un budget.

Parallelamente, però, possono restare pendenti procedimenti capaci potenzialmente di produrre conseguenze sul piano sportivo.

La LND non può naturalmente mantenere sospesa la composizione dei gironi fino alla conclusione di qualsiasi contenzioso.

Per questo il Trapani è oggi una società di Serie D a tutti gli effetti.

Il resto appartiene al terreno della giustizia.

E soltanto i pronunciamenti potranno eventualmente modificare qualcosa.

IL 23 AGOSTO PARLERÀ GIÀ IL CAMPO

Esiste poi una particolarità temporale.

La stagione della Serie D inizierà ufficialmente il 23 agosto con la Coppa Italia.

Il 26 agosto arriverà l’udienza al CONI.

Significa che il calcio giocato avrà già cominciato il proprio percorso prima del nuovo passaggio giudiziario.

Tre giorni.

Soltanto tre giorni separeranno il primo appuntamento ufficiale della nuova stagione dal nuovo capitolo della battaglia legale granata.

È una fotografia perfetta dell’estate vissuta dal Trapani.

Da una parte allenamenti, mercato e preparazione.

Dall’altra avvocati, ricorsi e udienze.

Due stagioni praticamente parallele.

Una sul campo.

Una fuori.

ANTONINI NON ARRETRA

Il presidente ha ribadito pubblicamente di non voler interrompere la propria battaglia.

La posizione della proprietà resta estremamente netta.

Antonini ritiene che il Trapani abbia subito decisioni ingiuste e considera la riammissione uno degli obiettivi principali della propria azione.

Negli ultimi giorni il numero uno granata ha inoltre sollevato pubblicamente interrogativi riguardanti la composizione degli organi chiamati a intervenire nei diversi procedimenti.

Sono contestazioni e valutazioni riconducibili al presidente, che dovranno naturalmente essere tenute distinte dai fatti accertati e dalle decisioni degli organi competenti.

Sul piano strettamente sportivo, però, la strategia societaria non sembra essere condizionata dall’attesa.

Il Trapani sta costruendo una squadra per affrontare la Serie D.

Ed è probabilmente la scelta più razionale possibile.

IL MERCATO PROSEGUE COME SE LA DOVESSE ESSERE LA CATEGORIA DEFINITIVA

Aspettare il 26 agosto per costruire la rosa sarebbe impossibile.

Il campionato inizierà appena undici giorni dopo.

Per questo la dirigenza deve lavorare utilizzando l’unica realtà oggi esistente.

Il Girone I.

Il mercato granata continua quindi a muoversi.

L’obiettivo è costruire una squadra capace di competere immediatamente nella parte alta della classifica.

Una necessità quasi obbligatoria.

Se i ricorsi non dovessero modificare lo scenario, il Trapani dovrà provare a riconquistare sul campo ciò che ha perduto al termine della stagione precedente.

E in Serie D esiste una sola strada sicura.

Arrivare primi.

IL GIRONE I È TUTT’ALTRO CHE SEMPLICE

La missione sarebbe comunque complicatissima.

La Reggina sta costruendo un organico con numerosi giocatori provenienti dal professionismo.

La Nissa continua a mostrare grandi ambizioni.

Le siciliane renderanno il raggruppamento particolarmente ricco di derby.

Vibonese, Sambiase e Vigor Lamezia rappresentano realtà consolidate e difficili da affrontare.

Ci sono società organizzate.

Piazze importanti.

Squadre che conoscono perfettamente la categoria.

Il Trapani potrà possedere un budget e un curriculum superiore a diverse concorrenti.

Ma la Serie D non assegna punti attraverso la storia.

E soprattutto promuove direttamente una sola formazione.

Essere tra le favorite non significa automaticamente tornare tra i professionisti.

UN EVENTUALE VERDETTO FAVOREVOLE APRIREBBE UN NUOVO SCENARIO

Ed è qui che il 26 agosto diventa una data da seguire non soltanto a Trapani.

Se il ricorso dovesse essere respinto, la situazione sportiva continuerebbe secondo il percorso già ufficializzato.

Il Trapani resterebbe concentrato sulla propria stagione in Serie D, salvo naturalmente eventuali ulteriori iniziative previste dall’ordinamento.

Se invece arrivasse un pronunciamento favorevole, bisognerebbe prima leggere attentamente dispositivo e motivazioni.

Solo allora sarebbe possibile capire quali conseguenze concrete possano derivarne.

Potrebbe trattarsi di una decisione incapace di modificare immediatamente la categoria.

Oppure potrebbero aprirsi ulteriori passaggi giudiziari.

Fare oggi previsioni sarebbe soltanto speculazione.

La certezza è un’altra.

Il caso Trapani non è ancora completamente archiviato.

E questo rende la situazione diversa rispetto alle normali retrocesse dalla Serie C.

LA LND INTANTO VA AVANTI

La Lega Nazionale Dilettanti ha completato la propria programmazione.

Il format sarà composto da 162 squadre.

Nove gironi da diciotto.

Nove promozioni dirette.

Il Trapani occupa regolarmente uno dei diciotto posti del Girone I.

Il 10 agosto verranno pubblicati i calendari.

Il 23 agosto comincerà la Coppa Italia.

Il 6 settembre inizierà il campionato.

È questa la strada ufficiale.

La giustizia sportiva corre invece su un binario parallelo.

E il prossimo scambio sarà il 26 agosto.

UNA DATA CHE PUÒ DIVENTARE DECISIVA

Per questo, mentre l’attenzione della Serie D è concentrata sul mercato e sui calendari, esiste una vicenda destinata a tornare rapidamente sotto i riflettori.

Il Trapani si prepara a giocare nel Girone I.

Affronterà Reggina, Nissa, Vibonese e tutte le altre concorrenti.

La società sta costruendo la squadra con questo obiettivo.

Ma Valerio Antonini continua contemporaneamente la propria battaglia giudiziaria.

Il prossimo appuntamento è fissato.

26 agosto 2026.

La Serie D sarà già partita.

Il campionato sarà ormai alle porte.

E il Trapani tornerà davanti al Collegio di Garanzia dello Sport.

Questa volta sarà fondamentale evitare interpretazioni premature.

Il verdetto dovrà essere letto parola per parola.

Soltanto allora sapremo se si tratterà dell’ennesimo capitolo chiuso oppure dell’inizio di una nuova pagina nella tormentata estate del calcio granata.

Fino a quel momento una cosa soltanto è ufficiale.

Il Trapani è in Serie D.

Ma la battaglia per provare a cambiare il proprio destino non è ancora finita.

Autore

Raffaele Falanga scrive per Pianeta Serie D e segue notizie, mercato, comunicati e approfondimenti sul calcio dilettantistico nazionale.