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Serie D, il prezzo del ripescaggio: fino a 105mila euro prima del verdetto

Per entrare nella graduatoria servono 74mila euro tra iscrizione e contributo straordinario, oltre a una garanzia da 31mila. Obbligatori anche il saldo dei debiti sportivi, i pagamenti ai tesserati e uno stadio pienamente agibile

La corsa ai ripescaggi in Serie D non si gioca soltanto attraverso risultati, tradizione sportiva e punteggi di graduatoria. Prima ancora di conoscere la decisione definitiva della Lega Nazionale Dilettanti, le società candidate devono superare una prova economica e amministrativa particolarmente impegnativa.

Mentre cresce l’attesa per il Consiglio Direttivo della LND, chiamato mercoledì 5 agosto a definire le ammissioni al campionato 2026/27, emerge con chiarezza il peso concreto della candidatura: nel quadro standard previsto per una società non avente diritto, gli impegni richiesti possono raggiungere quota 105mila euro tra versamenti e garanzie.

E questa cifra rappresenta soltanto il punto di partenza. Eventuali debiti sportivi, pendenze con calciatori e allenatori, adeguamenti dello stadio e organizzazione della nuova stagione possono far aumentare ulteriormente il costo reale dell’operazione.

Le società candidate e la procedura

Sono tredici i club che hanno chiesto di essere ammessi al prossimo campionato di Serie D.

Tra le società provenienti dall’Eccellenza figurano Ars et Labor Ferrara, Fiorenzuola, Grassina, Ilvamaddalena, Kamarat, Lascaris, Taranto e Viareggio.

Le retrocesse dalla Serie D che hanno presentato istanza sono invece Castellanzese, Derthona, Imolese, Messina e Tropical Coriano.

La presentazione della domanda, però, non equivale all’ammissione. Il parere positivo della Co.Vi.So.D. consente esclusivamente l’inserimento nella graduatoria delle società non aventi diritto. Il ripescaggio può diventare effettivo soltanto se esistono posti liberi rispetto al format di 162 partecipanti e se il club occupa una posizione utile nell’ordine stabilito dai punteggi federali.

Una società può quindi aver predisposto tutta la documentazione, sostenuto gli impegni economici richiesti e superato i controlli senza avere la certezza di partecipare alla Serie D.

I costi della candidatura al ripescaggio

La domanda deve essere accompagnata, nel quadro standard, da un versamento di 24mila euro destinato alle principali spese federali della stagione.

La somma comprende 300 euro di tassa associativa, 2.500 euro per l’assicurazione dei tesserati, 16mila euro per i diritti d’iscrizione al Campionato Nazionale di Serie D, 2mila euro per la partecipazione al Campionato Nazionale Juniores Under 19 e 3.200 euro come acconto a garanzia di eventuali passività sportive.

Per le società appartenenti a Sardegna e Sicilia non è prevista la quota relativa all’iscrizione al Campionato Nazionale Under 19, poiché i rispettivi club partecipano con la formazione Juniores al torneo regionale.

Il pagamento della normale iscrizione rappresenta però soltanto la prima parte dell’impegno richiesto alle candidate.

Il contributo straordinario da 50mila euro

La differenza più pesante rispetto a una normale iscrizione è rappresentata dal contributo straordinario.

Ogni società non avente diritto deve mettere a disposizione altri 50mila euro attraverso assegno circolare non trasferibile o disposizione irrevocabile di bonifico intestata alla FIGC-Lega Nazionale Dilettanti.

Sommando questa cifra ai 24mila euro relativi all’iscrizione, si arriva a un impegno diretto di 74mila euro.

Il contributo straordinario serve a distinguere la posizione di chi ha conquistato il diritto sportivo sul campo da quella delle società che chiedono di entrare nel campionato attraverso il completamento dell’organico.

La candidatura al ripescaggio non può quindi essere utilizzata come una semplice manifestazione d’interesse. Richiede una disponibilità economica immediata e la volontà di sostenere concretamente il passaggio alla categoria superiore.

La garanzia da 31mila euro

Alle somme previste per iscrizione e contributo straordinario si aggiunge una fideiussione bancaria a prima richiesta da 31mila euro, con validità fino a luglio 2027.

La società può presentare la garanzia bancaria secondo il modello predisposto dal Dipartimento Interregionale oppure sostituirla con un assegno circolare non trasferibile o un bonifico irrevocabile dello stesso importo.

Per i club già appartenenti alla Serie D nella stagione precedente è possibile prorogare la fideiussione esistente, purché venga rispettata la nuova scadenza richiesta.

La garanzia non deve essere confusa con una normale tassa d’iscrizione. Se prestata attraverso fideiussione, non rappresenta necessariamente un esborso integrale immediato di 31mila euro, ma richiede comunque affidabilità bancaria, disponibilità finanziaria e capacità di ottenere il rilascio della copertura.

Il totale degli impegni richiesti raggiunge così quota 105mila euro: 74mila tra iscrizione e contributo straordinario, più 31mila di garanzia.

Debiti, pagamenti e requisiti obbligatori

La disponibilità dei 105mila euro non è sufficiente quando la società presenta pendenze pregresse.

Le retrocesse dalla Serie D che al 30 giugno 2026 risultavano gravate da debiti di carattere sportivo erano tenute a versare anche l’intero importo dovuto.

La documentazione doveva inoltre dimostrare il pagamento delle somme riconosciute attraverso i lodi emessi dal Collegio Arbitrale LND-AIC e dal Collegio Arbitrale LND-AIAC.

Per le società già appartenenti al Dipartimento Interregionale e per quelle provenienti dall’Eccellenza era necessario certificare anche l’avvenuto pagamento, fino al 31 maggio 2026, dei compensi previsti dai contratti depositati con calciatori, allenatori della prima squadra e allenatori in seconda.

Le liberatorie dei tesserati rappresentano quindi un elemento centrale dell’intera procedura. In caso di impossibilità a produrle, il club deve fornire documentazione bancaria capace di dimostrare che le somme siano state realmente ricevute dai destinatari.

Il ripescaggio non può diventare uno strumento per rinviare o cancellare gli obblighi maturati durante la stagione precedente. Prima di chiedere una nuova opportunità sportiva, la società deve dimostrare di aver rispettato gli impegni già assunti.

Lo stadio può bloccare l’ammissione

Un altro requisito decisivo riguarda l’impianto nel quale disputare le partite casalinghe.

La società deve presentare una dichiarazione rilasciata dall’ente proprietario che garantisca la disponibilità dello stadio per tutte le gare ufficiali della stagione. L’eventuale convenzione di gestione non può avere una scadenza precedente al 30 giugno 2027.

L’impianto deve inoltre rispettare il regolamento della Serie D e disporre delle necessarie attestazioni di agibilità rilasciate dagli organismi competenti.

Quando sono in corso lavori di adeguamento, può essere concessa una deroga limitata al tempo necessario per completarli. Il club deve però indicare un unico campo alternativo provvisto di agibilità definitiva.

La questione infrastrutturale non è quindi un adempimento secondario. Una società può possedere una rosa competitiva e una solida disponibilità economica, ma non essere ammessa se non riesce a garantire uno stadio conforme alle disposizioni federali.

Per alcune candidate il problema può comportare costi aggiuntivi legati all’affitto di un altro impianto, all’organizzazione delle partite lontano dalla propria città e agli interventi necessari per ottenere le autorizzazioni.

Perché la domanda non garantisce il ripescaggio

Il sistema prevede due verifiche differenti.

La prima riguarda l’ammissibilità della domanda. La Co.Vi.So.D. controlla versamenti, garanzie, pagamenti ai tesserati, assenza di pendenze, documentazione societaria e disponibilità dello stadio.

Soltanto i club in possesso di tutti i requisiti possono essere inseriti nella graduatoria.

La seconda verifica riguarda la posizione occupata nell’ordine dei ripescaggi. I punteggi vengono attribuiti applicando criteri prestabiliti e non possono essere modificati sulla base del prestigio della piazza, del seguito di pubblico o della convenienza commerciale.

Anche una domanda perfettamente regolare può quindi restare fuori qualora i posti disponibili siano inferiori al numero delle società che la precedono.

È questo l’aspetto più duro della procedura: sostenere gli impegni necessari per concorrere senza possedere la certezza del risultato finale.

Cosa succede dopo l’ammissione

Per le società che otterranno il ripescaggio, il verdetto positivo rappresenterà soltanto l’inizio.

La Serie D 2026/2027 è un campionato nazionale che richiede trasferte interregionali, una struttura amministrativa adeguata, contratti di lavoro sportivo, un settore giovanile organizzato e una rosa costruita rispettando le fasce obbligatorie degli under.

Alle somme necessarie per la candidatura dovranno quindi aggiungersi i costi del mercato, della preparazione, dello staff tecnico, delle trasferte, dell’impianto e della gestione ordinaria.

Il tempo a disposizione sarà inoltre ridottissimo. La Coppa Italia Serie D inizierà il 23 agosto, mentre la prima giornata di campionato è fissata per il 6 settembre.

Le eventuali ripescate dovranno trasformare in pochi giorni una squadra pensata per l’Eccellenza o reduce da una retrocessione in un organico pronto per affrontare la quarta serie nazionale.

Il verdetto e la sostenibilità del progetto

Il Consiglio Direttivo della LND dovrà adesso completare l’esame delle ammissioni e stabilire quante società entreranno effettivamente nell’organico.

Il giorno successivo, giovedì 6 agosto alle ore 13, saranno presentati i nove gironi del campionato 2026/27.

Per le tredici candidate saranno ore decisive. Dietro ogni domanda non esiste soltanto una speranza sportiva, ma un investimento economico, organizzativo e amministrativo già avviato.

Il ripescaggio in Serie D può valere il ritorno su un palcoscenico nazionale, derby prestigiosi e una nuova prospettiva per società e tifoserie. Prima di arrivare al campo, però, impone una selezione durissima.

Fino a 105mila euro tra versamenti e garanzie, debiti completamente saldati, tesserati pagati e uno stadio in regola: il primo avversario delle aspiranti ripescate non è un’altra squadra, ma la sostenibilità del proprio progetto.

Autore

Raffaele Falanga scrive per Pianeta Serie D e segue notizie, mercato, comunicati e approfondimenti sul calcio dilettantistico nazionale.