Anzio, stadio Bruschini: il piano per riaprire le tribune al pubblico
Il ritorno dell’Anzio allo stadio “Massimo Bruschini” rischia di trasformarsi in una corsa contro il tempo. Dopo tre stagioni disputate lontano dalla città, la temporanea inagibilità delle gradinate potrebbe impedire l’accesso regolare del pubblico all’inizio della Serie D 2026/2027.
Società e amministrazione comunale stanno valutando una soluzione provvisoria con due settori distinti per i sostenitori di casa e per quelli ospiti. Il progetto dovrà superare controlli tecnici, collaudi e autorizzazioni prima di poter essere utilizzato.
Il ritorno al Bruschini dopo tre stagioni
Il 23 maggio l’Anzio aveva annunciato il ritorno nello storico impianto cittadino per la nuova stagione. Nelle annate precedenti il club aveva disputato le gare interne al “Domenico Bartolani” di Cisterna di Latina; nel 2025/2026 si era invece spostato al “Riccardo Caporuscio” di Pontinia.
Giocare lontano dalla propria città ha comportato maggiori costi organizzativi, difficoltà logistiche e una distanza inevitabile dalla tifoseria. Il rientro al Bruschini avrebbe dovuto chiudere questa lunga parentesi, ma la situazione delle gradinate impone ora un passaggio ulteriore: riportare nello stadio non soltanto la squadra, ma anche il pubblico.
Per l’Anzio, inserito nel Girone G della Serie D 2026/2027, il fattore campo rappresenta un elemento importante sia sul piano sportivo sia nel rapporto con la città.
Il piano provvisorio per i due settori
L’ipotesi allo studio prevede l’utilizzo dell’area in prato, dove è già presente una struttura metallica modulare, per i tifosi delle squadre ospiti. L’accesso dovrebbe avvenire da via Olimpica, mantenendo separati i flussi. Prima dell’apertura, la struttura dovrà essere controllata, collaudata e adeguata alle prescrizioni richieste.
Per il pubblico di casa è prevista una soluzione differente. I sostenitori biancazzurri entrerebbero dal varco situato di fronte al PalaRinaldi per raggiungere l’area vicina al campo B, alle spalle della zona di ingresso agli spogliatoi. In quel settore dovrebbe essere installata una gradinata mobile.
La configurazione consentirebbe di distinguere nettamente il settore locale da quello ospite. In un campionato nazionale, però, non è sufficiente predisporre un numero di posti: devono essere rispettate le regole su sicurezza, accessi, vie di fuga e gestione dell’ordine pubblico. Per questo la soluzione non può essere considerata operativa prima del completamento dell’iter tecnico.
Tempi, autorizzazioni e campagna abbonamenti
La vicinanza delle prime gare ufficiali rende ogni passaggio decisivo. Dopo la definizione del progetto serviranno gli interventi, i collaudi e le verifiche delle autorità competenti. Soltanto al termine della procedura sarà possibile stabilire la capienza effettiva e le modalità di accesso.
L’incertezza incide anche sulla campagna abbonamenti. Il club deve conoscere quanti spettatori potranno entrare, quali settori saranno disponibili e come verranno distribuiti i posti prima di mettere in vendita le tessere stagionali. La questione riguarda quindi l’intera organizzazione delle partite casalinghe, non soltanto una tribuna.
Il dialogo tra società e Comune è in corso. Finché non arriveranno gli atti necessari, resta però aperto lo scenario più scomodo: disputare le gare al Bruschini senza pubblico, almeno nella fase iniziale della stagione.
Cosa cambia per l’Anzio nel Girone G
Dopo anni trascorsi a Cisterna e Pontinia, giocare nuovamente ad Anzio avrebbe un significato tecnico, economico e identitario. Il Bruschini è il punto di riferimento per i tifosi e può aiutare il club a recuperare il rapporto con sponsor, settore giovanile e comunità locale.
La disponibilità di un impianto aperto al pubblico incide anche sull’esperienza delle squadre avversarie e sull’organizzazione del campionato nei nove gironi di Serie D. Per l’Anzio, però, il valore è ancora più diretto: tornare davvero a casa significa poter contare di nuovo sul sostegno dei propri tifosi.
Il progetto provvisorio individua una strada concreta, ma dovrà essere confermato da verifiche e autorizzazioni. La priorità resta evitare il paradosso di rientrare allo storico “Massimo Bruschini” senza poter riaprire i cancelli al pubblico.