TRIESTINA, ACCORDO PER IL ROCCO: CAMPO GRATIS MA 220MILA EURO ANTICIPATI, RESTA IL NODO DEI 780MILA DI DEBITI
La società alabardata giocherà le partite casalinghe della Serie D 2026/27 nello storico impianto cittadino. L’intesa con il Comune prevede il comodato gratuito del terreno di gioco, 20mila euro per gli spazi interni e un anticipo di 200mila euro per le utenze. Separata la questione relativa a circa 780mila euro di esposizioni pregresse. La prima al Nereo Rocco sarà il 13 settembre contro il Calvi Noale.
La Triestina resta al Nereo Rocco e chiude una delle questioni più delicate dell’estate alabardata.
Dopo settimane di trattative, ipotesi alternative e incertezze sulla sede delle partite interne, il club e il Comune di Trieste hanno formalizzato l’accordo che permetterà all’Unione di disputare nello storico impianto cittadino le gare casalinghe della Serie D 2026/27.
Una soluzione fondamentale dal punto di vista sportivo, ma anche economico e societario.
L’intesa contiene infatti condizioni molto precise: il terreno di gioco verrà concesso alla Triestina in comodato d’uso gratuito, mentre resteranno a carico della società la manutenzione ordinaria del manto erboso, i costi per gli spazi interni e soprattutto le utenze.
Il conto immediato per il club sarà di circa 220mila euro anticipati.
E sullo sfondo rimane ancora un’altra partita: quella relativa ai circa 780mila euro di debiti pregressi legati all’utilizzo dello stadio.
IL ROCCO RESTA LA CASA DELLA TRIESTINA
Per una società appena retrocessa dalla Serie C e impegnata in una profonda ricostruzione, perdere anche il proprio stadio avrebbe rappresentato un ulteriore colpo.
La Triestina aveva quindi indicato fin dall’inizio la permanenza al Rocco come uno degli obiettivi prioritari della nuova stagione.
Il confronto con il Comune non è stato però semplice.
Durante l’estate erano state valutate anche soluzioni alternative, con altri impianti indicati nell’ambito delle procedure necessarie per completare l’iscrizione al campionato.
Alla fine è prevalsa la volontà di entrambe le parti di trovare un accordo.
La Triestina potrà così continuare a giocare davanti al proprio pubblico nello stadio che rappresenta da decenni la casa dell’Unione.
IL CAMPO VIENE CONCESSO GRATUITAMENTE
Uno degli aspetti più interessanti dell’intesa riguarda proprio il terreno di gioco.
Il campo del Nereo Rocco viene concesso alla società attraverso un comodato d’uso gratuito.
Questo significa che la Triestina non dovrà versare un vero canone per utilizzare il rettangolo di gioco durante le partite e gli allenamenti previsti dall’accordo.
Non sarà però completamente senza costi.
La società dovrà occuparsi direttamente della manutenzione ordinaria del manto erboso, assumendosi quindi la responsabilità della gestione quotidiana del terreno.
Una soluzione che permette al Comune di mantenere la proprietà dell’impianto lasciando però al club una parte importante degli oneri necessari alla sua conservazione.
20MILA EURO PER UFFICI, SPOGLIATOI E PALESTRA
Diverso il discorso relativo agli spazi coperti dello stadio.
Per utilizzare strutture come uffici, spogliatoi e palestra, la Triestina dovrà corrispondere al Comune un importo annuale di 20mila euro.
La cifra dovrà essere versata anticipatamente.
Si tratta di una condizione significativamente differente rispetto alle ipotesi iniziali emerse durante la trattativa estiva, quando le distanze economiche tra Comune e società avevano fatto temere anche una rottura definitiva.
L’accordo finale permette invece alla Triestina di mantenere all’interno del Rocco buona parte della propria struttura operativa.
ALTRI 200MILA EURO ANTICIPATI PER LE UTENZE
La voce economicamente più importante riguarda però acqua, luce e gas.
La società dovrà anticipare 200mila euro per le utenze dello stadio.
La cifra è stata calcolata sulla base dei consumi storici dell’impianto e verrà successivamente sottoposta a conguaglio.
Sono inoltre previsti sistemi di misurazione che permetteranno di determinare con maggiore precisione i consumi effettivamente riconducibili alla Triestina.
Il club dovrà quindi mettere immediatamente sul tavolo circa 220mila euro complessivi tra utilizzo degli spazi interni e utenze.
Una somma significativa soprattutto considerando che la società sta affrontando una stagione in Serie D, con ricavi inevitabilmente inferiori rispetto al professionismo.
RESTA APERTA LA QUESTIONE DEI 780MILA EURO
L’accordo per la stagione 2026/27 non cancella però il passato.
Rimane separata la questione relativa a circa 780mila euro di esposizioni pregresse accumulate nei rapporti precedenti tra la Triestina e il Comune.
Quella cifra non viene assorbita dall’accordo appena raggiunto.
La posizione è inserita nel più ampio percorso di composizione negoziata della crisi e nel piano di risanamento della società.
Si tratta quindi di due piani differenti.
Da una parte c’è il presente: consentire alla Triestina di utilizzare immediatamente il Rocco e disputare regolarmente il campionato.
Dall’altra rimane la necessità di sistemare le pendenze economiche maturate nel passato.
Ed è probabilmente questa la parte più importante dell’intero processo di ricostruzione societaria.
UNA TRIESTINA COMPLETAMENTE RIFONDATA
Lo stadio rappresenta soltanto uno dei tasselli della nuova fase alabardata.
La retrocessione dalla Serie C ha obbligato la società a ripartire praticamente da zero.
Alla guida del club è tornato Giuseppe D’Aniello, presidente del consiglio di amministrazione e direttore generale.
La responsabilità tecnica è stata affidata a Gaetano Fontana, mentre la costruzione della rosa è passata nelle mani del direttore sportivo Daniele Delli Carri.
Anche l’organico è stato profondamente rinnovato.
La strategia è stata evidente: puntare soprattutto su calciatori che conoscano già la Serie D e, possibilmente, sappiano cosa significhi vincerla.
Nella nuova rosa sono presenti diversi giocatori che hanno già conquistato promozioni dalla quarta serie alla Serie C.
Un dettaglio tutt’altro che casuale.
IL MERCATO HA CONFERMATO LE AMBIZIONI
Negli ultimi giorni la Triestina ha continuato a intervenire anche sul mercato.
Sono arrivati nuovi rinforzi offensivi e difensivi, compreso Samuele Vianni, reduce dalla promozione conquistata con l’Ostiamare.
Prima ancora erano stati inseriti altri calciatori di esperienza, con l’obiettivo evidente di costruire una squadra capace di competere immediatamente nelle zone alte del Girone C.
La società non ha bisogno soltanto di partecipare alla Serie D.
Ha bisogno di creare le condizioni per provare a lasciarla il più rapidamente possibile.
E in questo senso poter giocare al Rocco rappresenta un vantaggio enorme.
UNO STADIO DA PROFESSIONISMO IN SERIE D
Il Nereo Rocco è uno degli impianti più importanti che ospiteranno partite della Serie D 2026/27.
Per capienza, struttura e storia, lo stadio appartiene a una dimensione completamente differente rispetto alla maggior parte degli impianti della quarta serie.
Avere a disposizione una struttura del genere permette alla Triestina di conservare un’identità da grande piazza anche dopo la retrocessione.
Ma soprattutto consente alla società di sfruttare uno dei propri patrimoni principali: il pubblico.
Giocare altrove avrebbe significato perdere spettatori, incassi, sponsor e una parte consistente del legame tra squadra e città.
Da questo punto di vista l’accordo con il Comune può avere un valore molto superiore ai semplici numeri economici contenuti nell’intesa.
IL 13 SETTEMBRE LA PRIMA PARTITA CASALINGA
Prima bisognerà pensare all’esordio in campionato.
La Triestina inizierà la propria Serie D domenica 6 settembre, in trasferta contro l’Unione La Rocca Altavilla a Montecchio Maggiore.
Poi arriverà finalmente il ritorno a casa.
La prima partita interna è programmata per domenica 13 settembre contro il Calvi Noale.
Sarà quella la giornata nella quale il Nereo Rocco tornerà ufficialmente a ospitare una partita di campionato della Triestina.
Il palcoscenico resterà quello di sempre.
Cambierà soltanto la categoria.
IL PRIMO MATTONCINO DELLA RICOSTRUZIONE
Dopo una stagione segnata da problemi sportivi, penalizzazioni e difficoltà societarie, la Triestina aveva bisogno soprattutto di certezze.
Quella relativa allo stadio è probabilmente una delle più importanti.
Campo in comodato gratuito, manutenzione a carico del club, 20mila euro per gli spazi interni e circa 200mila euro anticipati per le utenze.
Sono queste le basi economiche sulle quali è stato costruito l’accordo per il 2026/27.
Restano sul tavolo i circa 780mila euro di pendenze pregresse, che seguiranno invece il percorso legato al risanamento della società.
La partita finanziaria quindi non è ancora terminata.
Quella dello stadio, invece, ha finalmente un vincitore.
La Triestina resta al Nereo Rocco. E nella stagione della ripartenza dalla Serie D potrà almeno ricominciare da casa propria.